Le violazioni di queste norme, secondo il Cigarettes and Other Tobacco Products Act, prevedono una multa di 15 dollari e la condanna fino a due anni di carcere. Il governo indiano punta il dito anche contro ITC,il principale produttore di sigarette del Paese, accusandolo di pratiche simile. In un'altra missiva il governo ricorda che "pubblicità diverse dall'elencare i diversi tipi di prodotti di tabacco disponibili, che siano affisse dentro o fuori dai locali, sono proibite e passibili di condanna".
India contro la Philip Morris: "Ha violato le leggi anti-fumo"

La lettera del governo indiano contro il gigante del tabacco. La società sotto accusa per alcune pratiche commerciali scorrette come annunci pubblicitari proibiti e distribuzione gratuita di sigratette in bar e discoteche
MILANO - Scontro aperto tra India e Philip Morris. Il governo di New Delhi ha inviato una lettera al gigante del tabacco accusandolo di violare le normative anti-fumo in vigore nel Paese. In particolare vengono contestate alcune pratiche commerciali scorrette, come l'installazione di inserzioni pubblicitari nei chioschi delle città e la distribuzione gratuita di sigarette alle feste e nelle discoteche. "Vi invitiamo a chiarire la vostra posizione e dimostrarci perché un'adeguata punizione non dovrebbe essere adottata nei confronti della società e dei suoi manager", si legge nella lettera inviata dal ministro della Salute a Philip Morris.
Le violazioni di queste norme, secondo il Cigarettes and Other Tobacco Products Act, prevedono una multa di 15 dollari e la condanna fino a due anni di carcere. Il governo indiano punta il dito anche contro ITC,il principale produttore di sigarette del Paese, accusandolo di pratiche simile. In un'altra missiva il governo ricorda che "pubblicità diverse dall'elencare i diversi tipi di prodotti di tabacco disponibili, che siano affisse dentro o fuori dai locali, sono proibite e passibili di condanna".
Le violazioni di queste norme, secondo il Cigarettes and Other Tobacco Products Act, prevedono una multa di 15 dollari e la condanna fino a due anni di carcere. Il governo indiano punta il dito anche contro ITC,il principale produttore di sigarette del Paese, accusandolo di pratiche simile. In un'altra missiva il governo ricorda che "pubblicità diverse dall'elencare i diversi tipi di prodotti di tabacco disponibili, che siano affisse dentro o fuori dai locali, sono proibite e passibili di condanna".