MILANO - Giornata positiva per le Borse europee con l'eccezione di Milano. Piazza Affari parte forte e poi scivola in negativo chiudendo a -0,11%. Fca inizialmente fa da traino perdendo però poi posizioni nell'arco della mattinata e terminando poco sotto la parità. Una battuta di arresto dopo il maxi rialzo di ieri (+6,92%) seguito alle indiscrezioni (smentite dal Lingotto) di colloqui con il produttore cinese Great Wall per l'acquisto del marchio Jeep. Intanto però il titolo del produttore cinese è stato sospeso dalle contrattazioni ad Hong Kong e Shanghai in attesa di chiarimenti. Torna a salire lo spread, che cresce fino a quota 170 punti e con il rendimento del decennale italiano a 2,1%.
Bene le altre piazze finanziarie del Vecchio Continente. Londra sale dello 0,86%, Francoforte dello 1,35% e Parigi avanza dello 0,87%. Segno più anche a Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones sale dello 0,70%, l'S&P500 dello 0,68% e il Nasdaq dell'1,17%%.
Deboli i listini asiatici invece, con l'indice Nikkei a Tokyo che ha ceduto lo 0,05%, non aiutato dal rialzo dello yen che ha invertito la rotta dopo una serie di sedute che avevano visto la valuta nipponica indebolirsi. Sempre sul fronte valutario l'euro ripiega a 1,176 dopo essere risalito sopra quota 1,18 sul dollaro. l focus dei mercati resta sul incontro di Jackson Hole in programma a partire da giovedì, appuntamento in cui si attendono i discorsi di Mario Draghi e del presidente della Fed Janet Yellen.
Da segnalare il crollo dell'indice indice Zew, che misura la fiducia degli investitori tedeschi sulle prospettive economiche in germania: ad agosto è sceso a 10 punti rispetto ai 17,5 di luglio, ben al di sotto dei 15 punti stimati dagli analisti. Si tratta del terzo calo consecutivo per l'indice.
Il prezzo del petrolio inverte la rotta e risale leggermente con gli investitori ancora incerti sugli effetti contrapposti dei tagli dei paesi Opec e la produzione e il livello di scorte Usa. Il greggio Wti passa di mano così a 47,59 (+22 cent) mentre il Brent quota 51,93 dollari con un aumento di 27 centesimi. In calo invece l'oro dopo i picchi della scorsa settimana: il lingotto viene scambiato a 1287 dollari l'oncia.
Bene le altre piazze finanziarie del Vecchio Continente. Londra sale dello 0,86%, Francoforte dello 1,35% e Parigi avanza dello 0,87%. Segno più anche a Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones sale dello 0,70%, l'S&P500 dello 0,68% e il Nasdaq dell'1,17%%.
Deboli i listini asiatici invece, con l'indice Nikkei a Tokyo che ha ceduto lo 0,05%, non aiutato dal rialzo dello yen che ha invertito la rotta dopo una serie di sedute che avevano visto la valuta nipponica indebolirsi. Sempre sul fronte valutario l'euro ripiega a 1,176 dopo essere risalito sopra quota 1,18 sul dollaro. l focus dei mercati resta sul incontro di Jackson Hole in programma a partire da giovedì, appuntamento in cui si attendono i discorsi di Mario Draghi e del presidente della Fed Janet Yellen.
Da segnalare il crollo dell'indice indice Zew, che misura la fiducia degli investitori tedeschi sulle prospettive economiche in germania: ad agosto è sceso a 10 punti rispetto ai 17,5 di luglio, ben al di sotto dei 15 punti stimati dagli analisti. Si tratta del terzo calo consecutivo per l'indice.
Il prezzo del petrolio inverte la rotta e risale leggermente con gli investitori ancora incerti sugli effetti contrapposti dei tagli dei paesi Opec e la produzione e il livello di scorte Usa. Il greggio Wti passa di mano così a 47,59 (+22 cent) mentre il Brent quota 51,93 dollari con un aumento di 27 centesimi. In calo invece l'oro dopo i picchi della scorsa settimana: il lingotto viene scambiato a 1287 dollari l'oncia.