Economia

Euro ai massimi dal 2015, il balzo frena le Borse

Listini in flessione dopo la chiusura mista di Wall Street. Pesa lo scatto della valuta europea, che continua a correre e si avvicina sempre di più alla soglia psicologica di 1,2 sul dollaro. Tokyo invariata. Stabile lo spread. Oro in crescita

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MILANO - Seduta in calo per le Borse europee. Milano scivola di nuovo sul finale e termina a -0,08%, Francoforte arretra invece dello 0,18%, Parigi dello 0,23% mentre Londra è chiusa per festività. A frenare i listini è soprattutto il balzo dell'euro, ai massimi dal 2015, che si avvicina sempre più verso la soglia psicologica di 1,2 sul dollaro. Alla chiusura delle Borse europee la valuta europea ha raggiunto quota 1,1972 sul biglietto verde. Andamento misto anche a Wall Street, con il Dow Jones che flette dello 0,08% e l'S&P500 e il Nasdaq che crescono rispettivamente dello 0,03% e dello 0,32%.
Pesano anche le incertezze che permangono sull'effettiva capacità del presidente Usa Donald Trump di implementare la sua agenda e la delusione per i mancati spunti di politica monetaria emersi a Jackson Hole, dove Janet Yellen e Mario Draghi si sono limitati a ribadire il proprio no a un nuovo ritorno del protezionismo e a regole più soft per Wall Street. Da valutare anche le consuguenze dell'uragano Harvey in Texas

Stabile lo spread tra Btp e Bund tedesco, che si attesta a 171 punti con il rendimento del decennale italiano è al 2,09%. Sempre sul fronte dei titoli di Stato il Tesoro ha collocato 2 miliardi di Ctz a 24 mesi (scadenza 30 maggio 2019) a un tasso del -0,139%. L'importo richiesto è stato pari a 3,36 miliardi e il tasso è risultato in lieve rialzo rispetto alla precedente asta (-0,167).

Balzo della fiducia dei consumatori ad agosto, che passa secondo la rilevazione Istat da 106,9 a 110,8, rafforzando i segnali di miglioramento emersi nei mesi precedenti. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un aumento spostandosi da 105,6 a 107: in questo caso l'indicatore si colloca sui valori medi rilevati nel 2007. Soddisfatto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che parla di dati  "molto positivi" che "incoraggiano a proseguire strada intrapresa e a rendere strutturale la ripresa".

Petrolio in calo: il Wti passa di mano a 47,25 dollari al barile, in calo di 1.62 cent. Giù anche le quotazioni del Brent, che a Londra avanza dell'1,6% a 51,57 dollari al barile. L'oro continua a salire: il lingotto è quotato 1306 dollari l'oncia.