Economia

I Millennials preferiscono il mobile banking

Cresce l'uso di smartphone e tablet per fare operazioni bancarie. I servizi più usati dai giovani sono la ricarica della prepagata e la rateizzazione delle spese fatte con la carta di credito. Ma tutti chiedono velocità, sicurezza e servizi da effettuare in modo più fluido e semplice

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ROMA - Che fossero i Millennials i più convinti sostenitori e clienti del mobile banking, la banca in mobilità, c'era da prevederlo. Oggi la conferma arriva da uno studio di Abi Lab-Doxa, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Smartphone e tablet d'altra parte sono da tempo una sorta di appendice delle nuove generazioni, oggetti sacri con cui fare tutto o quasi, compreso acquistare e fare operazioni bancarie, magari mentre camminano. Usano il mobile banking 28 ragazzi su 100, seguiti, quanto a frequenza, dai loro fratelli maggiori, genitori, zii. Una classe di età compresa tra i 35 e 54anni, che usa smarphone e tablet nel 25 per cento dei casi. Ma attenzione. Purtroppo c'è una differenza che riguarda, forse, le classi sociali. I seguaci del mobile banking sono per lo più persone con livelli di istruzione media o alta, il 50% ha in tasca un diploma di scuola superiore e il 38% una laurea. E problabilmente il titolo di studio non è una questione di abilità nell'usare le nuove tecnologie, sembra più un problema di liquidità. Se i soldi sono pochi, hai poco da scialare di qua e di là con lo smartphone. Tant'è che l’unico prodotto in cui i millennials (che sono giovani per definizione) hanno un tasso di preferenza maggiore rispetto al totale del campione è la carta prepagata (77%). Tutti quelli che amano il mobile banking comunque hanno uno smartphone, quasi tutti un computer, circa l'80% un tablet e il 61% una smart Tv, capace cioé di collegarsi a Internet.

Il problema semmai riguarda le banche, che dovranno (molte lo hanno già fatto), adeguarsi sempre più in fretta e mettersi al passo di una clientela che vuole servizi usufruibili in tempi brevi, operazioni sicure e sempre più facili. I millennials non sono abituati a estenuanti file in banca, perché già da piccoli hanno visto i genitori prendere i soldi al bancomat e tirare fuori una carta per pagare spesa, giocattoli e pizzeria. E dato che il mobile banking è in continua evoluzione la concorrenza tra gli istituti di credito si gioca anche su questo terreno. Tutte le banche offrono servizi tramite app per smartphone con sistemi operativi iOS e Android. Per il tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’88%. Rimane poi alta la percentuale di istituti che offrono app anche per i dispositivi con il sistema operativo Windows (70% per smartphone e 44% per tablet). Ma solo un terzo delle banche ha già predisposto servizi per i Wearable Device (oggetti indossabili in grado di connettersi e interagire con persone o cose anche attraverso la rete Internet) ma quasi esclusivamente su smartwatch (l’orologio da polso intelligente).

E non basta. Bisogna anche capire cosa vogliono gli utenti. I millennials preferiscono i servizi di più recente introduzione come il couponing (buoni acquisto online), il cashback (incentivi all’acquisto sotto forma di premio fedeltà) e i prelievi cardless e cioé il ritiro di soldi agli Atm senza utilizzare il bancomat, ma con l’app installata su smartphone o tablet. E in genere tutti vorrebbero la stessa cosa: operare in autonomia, sempre, ovunque e in modo rapido. La formula è: tutto ciò che serve si deve trovare in tasca. I servizi più apprezzati sono quelli in grado di incrementare la velocità e la sicurezza, dal riconoscimento delle impronte digitali, al profilo del viso con la fotocamera, fino ai pagamenti con fotocamera. Quasi il 90% del campione dei clienti mobile ha un conto corrente e un bancomat, il 68% una carta di credito, il 67% una carta prepagata, il 36% un conto deposito e prodotti di investimento. Tant'è che è salito l'utilizzo anche dei servizi finanziari, il trading. Si compa e si vende online. E conviene assai, perché se la stessa operazione la fate in banca può venirvi a costrare molto caro, con commissioni che possono arrivare alle 0,5% del capitale trattato. E non è che l'operazione cambi: si tratta semplicemente del bancario che spinge sul computer gli stessi tasti che spingete voi a casa. 

Quali sono i servizi più frequenti fatti con il mobile? I millennials sono in vetta per la ricarica della carta prepagata, +7% rispetto al campione totale che lo usa invece nel 37% dei casi per fare giroconti e bonifici. E tra le funzioni più innovative è aumentato il trasferimento di denaro tra persone (P2P) utilizzato dal 19% del campione. E poi c'è il credito, il grande affare delle banche, che i giovani di oggi non disdegnano, la metà di loro ha rateizzato le spese fatte attraverso la carta di credito (+12 punti rispetto a tutti gli intervistati, che lo usano nel 28% dei casi). Ma come si arriva a scegliere l'uso del mobile? Dal mobile stesso, tant'è che circa un utente su due ha aumentato l'utilizzo dell'Internet banking solo dopo aver provato il mobile. I clienti non mancano, basta portarceli per mano. Nel 2016 erano 5,6 milioni gli utenti in "mobilità", ma il numero è destinato a salire. La ricetta suggerita? Un accesso ancora più fluido, veloce e semplice.