MILANO - Torna a farsi sentire la tensione sui mercati dopo il test nucleare condotto dalla Corea del Nord. Una prova di forza che ha fatto alzare nuovamente il livelli di allerta, con il consiglio di sicurezza delle Nazione Unite che si è riunito per affrontare la questione. I listini hanno accusato il colpo in avvio, riducendo però le perdite nel corso della giornata. Milano cede in chiusura lo 0,31%, Londra perde lo 0,36% , Francoforte arretra dello 0,33% e Parigi dello 0,38% I primi effetti si sono fatti sentire in mattinata anche sulla Borsa di Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso in calo dello 0,92%, spinto al ribasso anche dal rafforzamento dello yen. A Piazza Affari brilla Leonardo, sulle sulle speculazioni di una corsa agli armamenti per le tensioni geopolitiche. Balzo anche per Fincantieri, che cresce del 7,26% dopo che il ministro dell'Economia Padoan e il suo omologo francese Le Maire hanno messo in agenda un incontro il prossimo 11 settembre per discutere del dossier Stx.
È soprattutto la corsa ai beni rifugio a segnare la giornata, con acquisti su oro e bund tedeschi. Il metallo prezioso questa mattina è risalito a 1335 dollari l'oncia, in netto aumento rispetto alle quotazioni di venerdì. Inlieve calo lo spread, a 174 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,11%. In rialzo invece l'euro, che risale sopra quora 1,19 sul dollaro a 1,1915 sul dollaro in una settimana che guarda soprattutto alla riunione del consiglio direttivo della Bce, in programma giovedì. Le Borse Usa invece sono rimaste chiuse per il Labor Day.
La Corea del Nord non è però l'unico tema a impensierire gli investitori. Crescono infatti anche le preoccupazioni per un possibile stallo sulle trattative sull'innalzamento del tetto del debito Usa che se non approvato rischierebbe di portare a uno shutdown simile a quello del 2011, con danni molto pesanti per l'economia Usa e per la Borsa.
Scarsi gli spunti dall'agenda macroeconomica di oggi. In mattinata è giunto il dato sulla disoccupazione spagnola. Il numero di persone senza lavoro nel Paese è cresciuta, ha reso noto il ministero del Lavoro, di 46.400 unità rispetto a luglio. Il dato complessivo si attesta così a 3,38 milioni. Su base annua, il numero di disoccupati è invece sceso di 315.172 unità. Nello stesso mese stabili invece nell'Eurozona i prezzi alla produzion. A giugno erano calati nella zona euro dello 0,2% e nella ue dello 0,3%. Rispetto a luglio 2016 +2% nella zona euro e +2,3% nella Ue.
Prezzo del petrolio poco mosso. Il Wti guadagna lo 0,53% a 47,54 dollari, il Brent arretra dello 0,59% a 52,44 dollari.
È soprattutto la corsa ai beni rifugio a segnare la giornata, con acquisti su oro e bund tedeschi. Il metallo prezioso questa mattina è risalito a 1335 dollari l'oncia, in netto aumento rispetto alle quotazioni di venerdì. Inlieve calo lo spread, a 174 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,11%. In rialzo invece l'euro, che risale sopra quora 1,19 sul dollaro a 1,1915 sul dollaro in una settimana che guarda soprattutto alla riunione del consiglio direttivo della Bce, in programma giovedì. Le Borse Usa invece sono rimaste chiuse per il Labor Day.
La Corea del Nord non è però l'unico tema a impensierire gli investitori. Crescono infatti anche le preoccupazioni per un possibile stallo sulle trattative sull'innalzamento del tetto del debito Usa che se non approvato rischierebbe di portare a uno shutdown simile a quello del 2011, con danni molto pesanti per l'economia Usa e per la Borsa.
Scarsi gli spunti dall'agenda macroeconomica di oggi. In mattinata è giunto il dato sulla disoccupazione spagnola. Il numero di persone senza lavoro nel Paese è cresciuta, ha reso noto il ministero del Lavoro, di 46.400 unità rispetto a luglio. Il dato complessivo si attesta così a 3,38 milioni. Su base annua, il numero di disoccupati è invece sceso di 315.172 unità. Nello stesso mese stabili invece nell'Eurozona i prezzi alla produzion. A giugno erano calati nella zona euro dello 0,2% e nella ue dello 0,3%. Rispetto a luglio 2016 +2% nella zona euro e +2,3% nella Ue.
Prezzo del petrolio poco mosso. Il Wti guadagna lo 0,53% a 47,54 dollari, il Brent arretra dello 0,59% a 52,44 dollari.