Finita la caccia a sconti e discount: con la ripresa gli italiani rimettono la qualità nel carrello
Ettore Livini, di ETTORE LIVINIL'Italia si muove, seppure più lentamente degli altri, fuori dalla crisi. L'effetto si vede anche sui consumi: più spazio per il lusso, il 70% degli italiani è pronto a pagare di più per acquisti di maggior qualità. Bacco, tabacco e venere in crisi: scendono le spese per alcol, fumo e preservativi. Su quelle per antidepressivi e armi
MILANO - L'economia del Belpaese, dati alla mano, prova a rialzare la testa. Ma l'Italia aggancia il treno della ripresa per ultima in Europa, con un'andatura a scartamento ridotto e un paese segnato non solo nel portafoglio ma pure nell'identità dagli anni della crisi. Parola del Rapporto Coop per il 2017 che prova a fare come ogni anno e con la solita ampia messe di dati la foto-ritratto della penisola, partendo dal carrello della spesa.
Il risultato è chiaro: i consumi sono in ripresa non solo in volumi (+3% gli alimentari nella grande distribuzione nel primo semestre e il Pil è previsto in crescita dell'1,5%) ma pure nella qualità dei prodotti che acquistiamo. "Il 2017 è l'anno della fine del downgrading della spesa" certificano gli analisti delle Coop. Basta caccia agli sconti negli hard discount per tagliare lo scontrino finale perché "la maggioranza degli italiani si è lasciata alle spalle …
Il risultato è chiaro: i consumi sono in ripresa non solo in volumi (+3% gli alimentari nella grande distribuzione nel primo semestre e il Pil è previsto in crescita dell'1,5%) ma pure nella qualità dei prodotti che acquistiamo. "Il 2017 è l'anno della fine del downgrading della spesa" certificano gli analisti delle Coop. Basta caccia agli sconti negli hard discount per tagliare lo scontrino finale perché "la maggioranza degli italiani si è lasciata alle spalle …
MILANO - L'economia del Belpaese, dati alla mano, prova a rialzare la testa. Ma l'Italia aggancia il treno della ripresa per ultima in Europa, con un'andatura a scartamento ridotto e un paese segnato non solo nel portafoglio ma pure nell'identità dagli anni della crisi. Parola del Rapporto Coop per il 2017 che prova a fare come ogni anno e con la solita ampia messe di dati la foto-ritratto della penisola, partendo dal carrello della spesa.
Il risultato è chiaro: i consumi sono in ripresa non solo in volumi (+3% gli alimentari nella grande distribuzione nel primo semestre e il Pil è previsto in crescita dell'1,5%) ma pure nella qualità dei prodotti che acquistiamo. "Il 2017 è l'anno della fine del downgrading della spesa" certificano gli analisti delle Coop. Basta caccia agli sconti negli hard discount per tagliare lo scontrino finale perché "la maggioranza degli italiani si è lasciata alle spalle il tempo delle rinunce alimentari e della corsa alle promozioni". Il 70% dei consumatori, dato che ci posiziona al primo posto in Europa, è pronto a pagare di più per comprare cose di maggior qualità e gli acquisti del paniere del lusso sono aumentati dell'8% nel primo semestre dell'anno. I cibi cosiddetti "terapeutici" o superfood valgono ormai il 10% del carrello e crescono il doppio (+8%) dei prodotti tradizionali. Qualche esempio: calano le vendite del latte Uht (- 4,6%) e crescono quelle del latte ad alta digeribilità (+146%). Mentre le uova di galline allevate a terra (+15%) rubano mercato a quelle di pennuti allevati in batteria (- 8,2%) malgrado il prezzo unitario più alto.
Una rondine però non fa primavera. La recessione infatti ha cambiato per sempre le abitudini e le condizioni degli italiani, lasciando cicatrici che non sarà facile rimarginare. Il 28,7% delle famiglie è a rischio povertà (erano il 26% nel 2007) e la dinamica dei redditi è azzerata dalla bassa crescita dei salari e dalla ripresa dell'inflazione. Spendiamo ancora molto nella cura del corpo (10 miliardi l'anno) ci consideriamo il popolo più sano al mondo ma abbiamo tagliato i vizi e calmierato la passione. Sono in calo i fumatori - scesi in Italia dal 23,7% della popolazione nel 2012 al 19,8% attuale - beviamo meno alcolici e amiamo di meno con un calo del 10% del desiderio sessuale e una riduzione del 6% delle vendite di profilattici. Resta invece intatta la passione per il gioco d'azzardo (siamo tra i 4 popoli che perdono di più al mondo dopo Usa, Cina e Giappone) ma ci sentiamo meno sicuri come certificano i dati sui consumi di antidepressivi (+18%) e quelli sulle armi, con 12 italiani su 100 che ormai ne hanno una in casa.
Il risultato è chiaro: i consumi sono in ripresa non solo in volumi (+3% gli alimentari nella grande distribuzione nel primo semestre e il Pil è previsto in crescita dell'1,5%) ma pure nella qualità dei prodotti che acquistiamo. "Il 2017 è l'anno della fine del downgrading della spesa" certificano gli analisti delle Coop. Basta caccia agli sconti negli hard discount per tagliare lo scontrino finale perché "la maggioranza degli italiani si è lasciata alle spalle il tempo delle rinunce alimentari e della corsa alle promozioni". Il 70% dei consumatori, dato che ci posiziona al primo posto in Europa, è pronto a pagare di più per comprare cose di maggior qualità e gli acquisti del paniere del lusso sono aumentati dell'8% nel primo semestre dell'anno. I cibi cosiddetti "terapeutici" o superfood valgono ormai il 10% del carrello e crescono il doppio (+8%) dei prodotti tradizionali. Qualche esempio: calano le vendite del latte Uht (- 4,6%) e crescono quelle del latte ad alta digeribilità (+146%). Mentre le uova di galline allevate a terra (+15%) rubano mercato a quelle di pennuti allevati in batteria (- 8,2%) malgrado il prezzo unitario più alto.
Una rondine però non fa primavera. La recessione infatti ha cambiato per sempre le abitudini e le condizioni degli italiani, lasciando cicatrici che non sarà facile rimarginare. Il 28,7% delle famiglie è a rischio povertà (erano il 26% nel 2007) e la dinamica dei redditi è azzerata dalla bassa crescita dei salari e dalla ripresa dell'inflazione. Spendiamo ancora molto nella cura del corpo (10 miliardi l'anno) ci consideriamo il popolo più sano al mondo ma abbiamo tagliato i vizi e calmierato la passione. Sono in calo i fumatori - scesi in Italia dal 23,7% della popolazione nel 2012 al 19,8% attuale - beviamo meno alcolici e amiamo di meno con un calo del 10% del desiderio sessuale e una riduzione del 6% delle vendite di profilattici. Resta invece intatta la passione per il gioco d'azzardo (siamo tra i 4 popoli che perdono di più al mondo dopo Usa, Cina e Giappone) ma ci sentiamo meno sicuri come certificano i dati sui consumi di antidepressivi (+18%) e quelli sulle armi, con 12 italiani su 100 che ormai ne hanno una in casa.