ROMA - Si consolida la crescita per il biennio 2015-2016, ma peggiora lievemente il deficit. Sono i dati che emergono dal nuovo prospetto dei conti economici nazionali, appena diffuso dall'Istat. L'Istituto di Statistica infatti mantiene invariata la crescita del Pil in volume per il 2016, è stata pari allo 0,9%, ma la modifica al rialzo per il 2015: registrata una crescita dell'1,0%. L'Istat sottolinea come in questo caso di tratti di un "significativo rialzo" la stima: il dato precedente si fermava allo 0,8%. Il 2015 appare quindi come l'anno che ha segnato la perfomance migliore, con uno scatto rispetto al 2014 (+0,1%).
Mentre l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2016 al -2,5%: si tratta di una revisione in peggioramento di un decimo di punto percentuale rispetto alla stima precedente (il dato del deficit per l'anno scorso era infatti risultato al 2,4% del Pil). Il debito rapporto debito-Pil si attesta al 132%, in rialzo rispetto al 131,5% del 2015.
Per il resto, nel 2016 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 2,8%, i consumi finali nazionali dell'1,3%, le esportazioni di beni e servizi del 2,4% e le importazioni del 3,1%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, è aumentato dell'1,7% nell'industria in senso stretto e dello 0,6% nel settore dei servizi. Si sono registrati cali nel settore delle costruzioni (-0,3%) e nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,2%). Per l'insieme delle società non finanziarie, la quota di profitto è pari al 42,2% e il tasso di investimento al 20,2%.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell'1,6% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto. Poiché i consumi privati sono aumentati dell'1,5%, la propensione al risparmio delle famiglie è aumentata all'8,6% dall'8,4% del 2015.
La pressione fiscale è scesa dal 43,2% del 2015 a 42,7%.
Slitta intanto a domani il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare la nota di aggiornamento al Def. Lo ha comunicato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.
Mentre l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2016 al -2,5%: si tratta di una revisione in peggioramento di un decimo di punto percentuale rispetto alla stima precedente (il dato del deficit per l'anno scorso era infatti risultato al 2,4% del Pil). Il debito rapporto debito-Pil si attesta al 132%, in rialzo rispetto al 131,5% del 2015.
Per il resto, nel 2016 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 2,8%, i consumi finali nazionali dell'1,3%, le esportazioni di beni e servizi del 2,4% e le importazioni del 3,1%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, è aumentato dell'1,7% nell'industria in senso stretto e dello 0,6% nel settore dei servizi. Si sono registrati cali nel settore delle costruzioni (-0,3%) e nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,2%). Per l'insieme delle società non finanziarie, la quota di profitto è pari al 42,2% e il tasso di investimento al 20,2%.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell'1,6% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto. Poiché i consumi privati sono aumentati dell'1,5%, la propensione al risparmio delle famiglie è aumentata all'8,6% dall'8,4% del 2015.
La pressione fiscale è scesa dal 43,2% del 2015 a 42,7%.
Slitta intanto a domani il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare la nota di aggiornamento al Def. Lo ha comunicato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.