Economia

Uber, valanga di firme per riattivare la licenza a Londra

L'app dei taxi è molto utilizzata dalla popolazione della capitale, che si schiera in massa contro le autorità. Voci di accordi per evitare una rottura dolorosa per tutti. Intanto la società americana affila le armi legali e ingaggia l'avvocatessa di Assange e Murdoch

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LONDRA - Sono arrivate già a 750 mila le firme contro la decisione presa venerdì scorso delle autorità della capitale britannica di sospendere la licenza a Uber. La petizione continua a raccogliere consensi e potrebbe giungere a 1 milione di firme entro pochi giorni. Del resto la app dei taxi che ha rivoluzionato i trasporti in mezzo mondo è stata scaricata da 3 milioni e mezzo di persone soltanto a Londra: quasi metà della popolazione della metropoli dipende dalle Toyota Prius elettriche che sono le auto preferite dei suoi 40 mila autisti per muoversi.

Per il momento Transport for London (Tfl), l'agenzia pubblica che regolamenta i trasporti in città, tiene duro. Ma ci sono voci di possibili compromessi per giungere a una rapida soluzione della disputa. Il sindaco Sadiq Khan non vuole certo una rivolta dell'opinione pubblica. E Uber non vuole perdere uno dei suoi più grandi mercati sulla faccia della terra. Il suo nuovo amministratore delegato Dara Koshrowshahi ha ammesso oggi in una lettera aperta a tutti i suoi clienti che "sono stati fatti errori" e che le cose "devono cambiare", pur confermando che presenterà appello contro la decisione. L'interesse a un'intesa che permetta il rinnovo della licenza per altri cinque anni sarebbe reciproco.

Oltretutto, nell'atteggiamento di Transport for London si intravede qualche crepa. Stamane il Financial Times riporta in prima pagina che due delle quattro violazioni delle norme di cui è accusato Uber sarebbero in realtà violazioni compiute o consentite da Tfl. La sospensione della licenza cita fra le cause il mancato rispetto dei necessari controlli medici e verifiche della fedina penale che ogni autista deve superare per potere guidare un'auto a noleggio a Londra. Tuttavia fonti di Uber informano che sia i controlli medici, sia le verifiche penali, sono amministrati da Tfl o da agenzia che da Tfl dipendono, non autonomamente dalla app di San Francisco. "Molta gente non lo sa, ma non siamo noi che decidiamo chi ha il permesso di guidare un taxi nella capitale", dichiara un rappresentante di Uber al quotidiano finanziario. Se le cose stanno così, la posizione delle autorità potrebbe indebolirsi quando il ricorso della compagnia verrà discusso.
 
Allo stesso tempo gli esperti legali ritengono che sarà difficile per la app capovolgere un precedente verdetto del tribunale di Londra sulla questione di principio alla base della disputa: cioè se gli autisti di Uber siano dei dipendenti o dei liberi professionisti, dei free-lance a cui Uber fa soltanto da intermediario. Da questo dipende, per esempio, se sia legale o meno per Uber rifiutarsi di concedere ferie pagate e assenza per malattie. "L'idea che Uber sia un mosaico di decine di migliaia di minuscoli business collegati fra loro da una piattaforma digitale è semplicemente ridicolo", deliberò il giudice Anthony Snelson. Forse tenendo presente che, grazie a quei minuscoli business, la app ha raggiunto un valore di 60 miliardi di dollari. "Uber usa tattiche aggressive", afferma il sindaco Khan, "e manda avanti un esercito di avvocati e pierre pur di non rispettare le regole".
 
A partire da mercoledì la parola andrà appunto agli avvocati, tenendo presente che sabato sarà l'ultimo giorno in cui Uber ha diritto di circolazione a Londra. A difendere l'azienda fondata in California ci sarà Dinah Rose, famosa avvocatessa che ha rappresentato in passato il fondatore di Wikileaks Julian Assange nella causa di estradizione in Svezia e la News Corporation di Rupert Murdoch nel cosiddetto Tabloidgate. Ma intanto, fuori dalle aule di giustizia, in difesa di Uber continuano a crescere le firme della petizione. Anche se i clienti sono preparati al peggio: "Di app che ti fanno risparmiare rispetto ai black cab (i tradizionali taxi neri londinesi, ndr.)", dice una ragazza, "ce ne sono altre".