Economia

Borse europee miste dopo il piano fiscale di Trump. Wall Street incerta

Svaniscono le buone reazioni dopo che il presidente Usa ha alzato il velo sull'annunciato programma di riduzione di tasse: Milano perde lo 0,15%. Il dollaro vede i massimi da un mese, balzo dei rendimenti dei bond Usa. Tokyo chiude a +0,47%

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MILANO - Il piano fiscale annunciato da Donald Trump ha effetto solo a metà sulle Borse europee, che chiudono poco convinte: Milano oscilla sopra e sotto la pari e a fine giornata cede lo 0,15%. Londra lima lo 0,18%, Francoforte sale dello 0,37% e Parigi dello 0,06%. Wall Street tratta contrastata: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones sale dello 0,2%, lo S&P500 è invariato e il Nasdaq perde lo -0,16%.

Il presidente Usa ha promesso una drastica riduzione delle aliquote per le imprese dal 35% al 20% e un taglio di quella più alta per le persone fisiche dal 39,4% al 35%. Primi dettagli che hanno avuto l'immediato effetto di ridare forza al dollaro - con il cambio euro/dollaro scivolato ai minimi da un mese a 1,174 - e a far schizzare i rendimenti dei bond Usa. L'euro ha poi recuperato un po' di forza con la fiducia europea ai massimi da dieci anni e alla fine ha chiuso in leggero rialzo a 1,1782. Forte di questi spunti anche Tokyo ha archiviato la seduta al rialzo, con il NIkkei che è cresciuto dello 0,47%, beneficiando proprio del rafforzamento della valuta Usa a scapito dello yen.

A Piazza Affari le due osservate speciali sono Autogrill, che ha presentato i conti, e Telecom che attende due appuntamenti cruciali: la riunione del cda che dovrebbe dare il semaforo verde alla nomina di Amos Genish dopo l'addio di Flavio Cattaneo e la riunione del comitato governativo sulla Golden Power che dovrà stabilire se esercitare i poteri speciali su Tim e decidere se notificare a vivendi la tardiva comunicazione della direzione e coordinamento su Tim. Giornata da cerchiare anche per Pirelli e Gima TT, all'ultimo giorno di Ipo. Fincantieri volatile in Borsa dopo il compromesso trovato ieri al vertice italo-francese di Lione sulla questione Stx: il titolo in mattinata guadagna oltre due punti percentuali, poi gira in rosso.

Sul fronte dei dati macroeconomici, la fiducia economica nell'Eurozona sale, ben oltre le attese a settembre, tornando ai massimi da giugno del 2007: l'indice della Commissione è salito a 113 punti a settembre, contro attese per 112. In Germania a settembre l'inflazione resta sullo stesso livello di agosto, +0,1% su base mensile e 1,8% su base annua. Sempre in Germania la fiducia dei consumatori, secondo il sondaggio Gfk, si è attestata a ottobre a 10,8 punti in discesa rispetto ai 10,9 punti di settembre, e sotto le attese del mercato pari a 11 punti.

Dagli Usa arriva un aggiornamento al rialzo sulle stime del pil del secondo trimestre, +3,1%, molto al di  sopra del dato in prima lettura (+2,6%) e mefglio anche di quello in seconda lettura (+3%). Le richieste di sussidio di disoccupazione sono invece salite un po' meno del previsto. Nella settimana che si è chiusa il 23 settembre, sono aumentate di 12.000 unità a 272.000. Gli analisti prevedevano un incremento a 275.000 richieste.

Frena la sua corsa il petrolio: i contratti sul greggio Wti riscendono sotto 52 dollari al barile. Il Brent perde 11 centesimi a 57,79 dollari. Terza seduta consecutiva in calo per l'oro che cede lo 0,2% a 1.280 dollari l'oncia. Poco mosso infine lo spread. Il differenziale si attesta a quota 166 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,17%. Il Tesoro ha assegnato tutti i 4,5 miliardi di euro di Btp a medio e lungo termine offerti oggi in asta con tassi per lo più stabili. Via XX Settembre ha venduto Btp a 5 anni per 2,5 miliardi di euro con un rendimento allo 0,83% (-0,01%) e Btp a 10 anni per 2 miliardi di euro con un rendimento al 2,19% (+0,09%). La domanda per i titoli quinquennali è stata pari a 1,65 volte l'importo offerto, in rialzo da 1,57 precedente, quella per i titoli decennali in salita a 1,66 volte da 1,60 precedente. Collocati anche Ccteu con scadenza ottobre 2024 per 1,5 miliardi, con un rendimento in calo allo 0,75% dallo 0,81%. In totale sono stati venduti 6 miliardi di euro di titoli.