MILANO - Wall Street non smette di segnare record mentre il dollaro si stabilizza dopo il suo recente rafforzamento, alla luce dei buoni risultati sull'andamento delle fabbriche americane e nell'ottica di vedere il presidente Trump finalmente all'opera sui tagli alle imposte. La Borsa americana, reduce dai picchi di ieri, tratta nuovamente in rialzo e alla chiusura delle Borse Ue il Dow Jones guadagna lo 0,3%, lo S&P500 avanza dello 0,05% come il Nasdaq. L'ottimismo si è propagato all'Asia, mentre l'Europa ha assorbito il contraccolpo del caos in Catalogna: Milano ha ceduto alla fine lo 0,12% dopo l'avvio positivo, mentre Londra ha terminato in rialzo dello 0,39%, Francoforte è rimasta chiusa per festività (+0,6% ultima variazione) e Parigi in salita dello 0,32%. Debole ma senza traumi Madrid, dopo una mattinata in tenuta, in rosso dello 0,1%. Anche sul mercato dei bond si stabilizza l'effetto Catalogna: lo spread tra Btp e Bund tratta stabile a 176 punti. Il rendimento del decennale è al 2,22%. Il differenziale tra Bonos e Bund resta a 124 punti, il livello raggiunto ieri. Il tasso del decennale è all'1,7%.
La divisa unica ha recuperato un po' dopo il recente rafforzamento del dollaro: l'euro archivia la seduta a 1,176 dollari (1,1733 ieri in chiusura) e 132,56 yen (132,25), mentre il rapporto dollaro/yen è stabile a 112,7. In Italia si segnala la revisione dei conti trimestrali dall'Istat, mentre il presidente Alleva ha parlato di prospettive di crescita favorevoli nella sua relazione sul Def in Parlamento. Da Eurostat sono arrivati i prezzi alla produzione industriale di agosto: nella zona euro sono aumentati dello 0,3% rispetto a luglio e nella ue dello 0,4%. A luglio erano risultati stabili nella zona euro e in aumento dello 0,1% nella Ue. Rispetto ad agosto 2016 +2,5% e +2,9% rispettivamente. In Italia i prezzi sono aumentati dello 0,5% rispetto ad agosto (0%) e dell'1,6% rispetto a un anno prima. La Commissione europea ha dato intanto dato parere favorevole alla raccomandazione della Bce affinché siano riconosciuti alla Banca centrale europea i poteri di regolamentazione delle attività di 'clearing' sui derivati e sugli strumenti finanziari: un passo per catturare l'attività sugli strumenti finanziari dopo Brexit.
Migliora la fiducia delle famiglie in Giappone a settembre: l'indicatore che misura il grado di fiducia dei consumatori giapponesi, infatti, è salito a 43,9 da 43,3 di agosto. Il dato è sopra le attese che indicavano l'indice a 43,5. La Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni ai massimi in due anni, sostenuta dai dati incoraggianti che provengono dall'industria manifatturiera statunitense, e la svalutazione dello yen. L'indice Nikkei guadagna l'1,05% a quota 20.614,07, aggiungendo 213 punti. Sui mercati dei cambi lo yen si è indebolito con il dollaro, a un valore di 113 mentre sulla moneta unica si rivaluta a 132,30. Bene anche la Borsa di Hong Kong (+2%), salita quanto non accadeva da novembre sul taglio ai requisiti di riserve per alcune tipologie di prestiti da parte della Banca centrale.
Il prezzo del petrolio scende per i timori sull'eccesso di forniture sui mercati. Alla chiusura dei mercati europei il Wti cede lo 0,15% a 50,5 dollari al barile e il Brent segna 56,2 dollari. Il rialzo del dollaro sui dati superiori al previsto dell'economia Usa e la corsa dei mercati azionari fanno perder l'appeal al prezzo dell'oro, tradizionale bene rifugio. Il metallo con consegna immediata si stabilizza a 1.273 dollari l'oncia.
La divisa unica ha recuperato un po' dopo il recente rafforzamento del dollaro: l'euro archivia la seduta a 1,176 dollari (1,1733 ieri in chiusura) e 132,56 yen (132,25), mentre il rapporto dollaro/yen è stabile a 112,7. In Italia si segnala la revisione dei conti trimestrali dall'Istat, mentre il presidente Alleva ha parlato di prospettive di crescita favorevoli nella sua relazione sul Def in Parlamento. Da Eurostat sono arrivati i prezzi alla produzione industriale di agosto: nella zona euro sono aumentati dello 0,3% rispetto a luglio e nella ue dello 0,4%. A luglio erano risultati stabili nella zona euro e in aumento dello 0,1% nella Ue. Rispetto ad agosto 2016 +2,5% e +2,9% rispettivamente. In Italia i prezzi sono aumentati dello 0,5% rispetto ad agosto (0%) e dell'1,6% rispetto a un anno prima. La Commissione europea ha dato intanto dato parere favorevole alla raccomandazione della Bce affinché siano riconosciuti alla Banca centrale europea i poteri di regolamentazione delle attività di 'clearing' sui derivati e sugli strumenti finanziari: un passo per catturare l'attività sugli strumenti finanziari dopo Brexit.
Migliora la fiducia delle famiglie in Giappone a settembre: l'indicatore che misura il grado di fiducia dei consumatori giapponesi, infatti, è salito a 43,9 da 43,3 di agosto. Il dato è sopra le attese che indicavano l'indice a 43,5. La Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni ai massimi in due anni, sostenuta dai dati incoraggianti che provengono dall'industria manifatturiera statunitense, e la svalutazione dello yen. L'indice Nikkei guadagna l'1,05% a quota 20.614,07, aggiungendo 213 punti. Sui mercati dei cambi lo yen si è indebolito con il dollaro, a un valore di 113 mentre sulla moneta unica si rivaluta a 132,30. Bene anche la Borsa di Hong Kong (+2%), salita quanto non accadeva da novembre sul taglio ai requisiti di riserve per alcune tipologie di prestiti da parte della Banca centrale.
Il prezzo del petrolio scende per i timori sull'eccesso di forniture sui mercati. Alla chiusura dei mercati europei il Wti cede lo 0,15% a 50,5 dollari al barile e il Brent segna 56,2 dollari. Il rialzo del dollaro sui dati superiori al previsto dell'economia Usa e la corsa dei mercati azionari fanno perder l'appeal al prezzo dell'oro, tradizionale bene rifugio. Il metallo con consegna immediata si stabilizza a 1.273 dollari l'oncia.