
La Nokia, sostengono i sindacati, contravvenendo agli impegni presi nel luglio dello scorso anno sottoscritto in un accordo quadro anche dal ministero dello Sviluppo economico, ha ribadito che intende licenziare tutti i lavoratori attualmente in Cassa integrazione, rifiutando la ricerca di soluzioni alternative, e ha risposto negativamente all’invito, da parte del ministero del Lavoro, a valutare la possibilità di un ulteriore periodo di cig straordinaria. Un nuovo incontro, a cui è stata garantita la presenza di un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico è stato fissato per venerdì 6 ottobre, giorno in cui i lavoratori della sede di Roma parteciperanno al presidio sotto il ministero del Lavoro. L'obiettivo dei sindacati è verificare se da parte dei rappresentanti istituzionali ci saranno dei passi concreti per indurre l’azienda al rispetto degli accordi.
Il caso Ericsson è ancora più delicato. "Non c'è un tavolo aperto al ministero - spiega Massimo Francesco Rota (Cgil) - ma è dal 2008 che l'azienda va avanti con ristrutturazioni aziendali. Fino a oggi però se l'era cavata con uscite volontarie, prepensionamenti. A marzo aveva aperto l'ennesima procedura di di mobilità che si è chiusa bene. Se ne sono andati in un modo o in un altro 182 persone a luglio e 76 a settembre. Pensavamo di essere a posto". Ieri invece i vertici hanno convocato i sindacati annunciando ben 600 licenziamenti pur essendo un'azienda in attivo. Il problema è che in Italia sta perdendo, dunque passa ai licenziamenti. Non ha nemmeno intavolato una discussione. Vedremo quale sarà la risposta del governo". Domani intanto i 3.500 dipendenti del gruppo in Italia si asterranno dal lavoro.
