Bce: "Risultati positivi da stress test sulle banche". Borse contrastate
Flavio Bini
L'Eurotower ha condotto la simulazione dell'impatto di un aumento dei tassi d'interesse sugli istituti. Padoan: "Perplessità su nuove regole Npl". Euro poco mosso, Milano +0,38% con Mediaset in evidenza. Balzo della produzione industriale in Germania ad agosto
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MILANO - La Bce giudica positivamente i risultati degli stress test condotti sui bilanci delle banche di fine 2016: un esercizio condotto per verificare la loro tenuta in vista di un possibile aumento dei tassi d'interesse nel corso dei prossimi tre anni, durante i quali la politica monetaria dovrebbe andare gradualmente a normalizzarsi. Un simile aumento dei tassi si tradurrebbe per la gran parte delle banche vigilate da Francoforte in un incremento del margine di interesse anche se ci sarebbe un effetto di decremento del valore del capitale, dice la Vigilanza. Con un aumento di 200 punti base dei tassi si evidenzia un incremento del margine di interesse del 4,1% nel 2017 e del 10,5% entro in 2019 mentre il valore dell'equity diminuirebbe del 2,7% a livello aggregato. Questo risultato, dice ancora la Bce, potrà portare a chiedere a livello di singole banche maggiore capitale a fronte dei rischi individuati, ma questo non accadrà a livello globale.
A valle delle indicazioni di Francoforte, le Borse europee trattano contrastate. Milano termina in rialzo dello 0,38% mentre le altre sono in ordine sparso: Londra lima lo 0,2%, Francoforte guadagna lo 0,16% e Parigi sale dello 0,11%. Tokyo è rimasta invece chiusa per festività. Poco mossa anche Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è invariato, lo S&P500 scende dello 0,1% e il Nasdaq sale dello 0,06%.
A Piazza Affari vola Mediaset, spinta dall'ipotesi che ci siano trattative con Vivendi per risolvere la frattura generata dal mancato acquisto di Premium da parte dei francesi, che ha poi dato vita a un pesante contenzioso legale. Rosneft ha intanto annunciato il closing dell'acquisizione del 30% del giacimento egiziano di gas naturale di Zohr da Eni per un valore di 1,12 miliardi di dollari. In flessione il settore bancario, con Bper e Banco Bpm in testa. Sul tema bancario è intervenuto anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha espresso le sue riserve sulle nuove regole di accantonamento per gli Npl previsti dalla Bce. "È chiaro che in Italia c'è un problema di riduzione delle sofferenze bancarie, è chiaro anche che questo processo è iniziato sta andando anche nella direzione giusta con una velocità crescente, quindi di questo siamo soddisfatti, ho delle perplessità sia sui modi che sui contenuti della comunicazione messa in discussione dal SSM", ha detto. A Padoan ha fatto eco il ministro Calenda per il quale il governo è pronto a fare "una battaglia politica" in Europa sulle nuove linee guida della Vigilanza della Bce in materia di Npl che "rischiano di colpire le Pmi".
Chiusura stabile per l'euro che viene scambiato in chiusura a 1,1739 dollari, sotto quota 1,18 a causa delle tensioni geopolitiche in Nord Corea e delle schermaglie tra Turchia e Usa. La moneta unica viene scambiata a 132,25 yen. Dollaro/yen a 112,65. Forte svalutazione della lira turca, penalizzata dalle tensioni tra Usa e Turchia che si sono sospese a vicenda i visti per l'immigrazione.
Pochi spunti sul fronte dei dati macroeconomici di giornata. In Cina l'indice Pmi servizi, calcolato da Caixin a partire da un'indagine sui principali direttori di acquisto del Paese, si è attestato a settembre a 50,6 punti, in deciso calo rispetto ai 52,7 punti di agosto. Molto positivo invece il datop tedesco sulla produzione industriale, che sale ad agosto del del 2,6% rispetto al mese prima e del 4,7% nei confronti di agosto 2016. Gli analisti avevano pronosticato un rialzo dello 0,9% su base mensile e del 2,9% su base annua. In mattinata atteso anche l'aggiornamento del Pil francese relativo al terzo trimestre.
Alla chiusura dei mercati europei il prezzo del petrolio è in leggero rialzo, dopo i cali della fine della settimana scorsa. Il Wti sale dello 0,24% a 49,4 dollari al barile. Anche l'oro è in timido apprezzamento: il lingotto sale dello 0,4% a 1.281 dollari l'oncia.