Economia

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Borse europee in lieve calo. Nuovo balzo della produzione industriale

Listini deboli nel Vecchio Continente, Milano perde lo 0,63%. Brilla Mediaset. Wall Street in rialzo

2 minuti di lettura
MILANO - Seduta in ordine sparso per le Borse europee.  Milano cede lo 0,63%. A Francoforte il Dax scivola dello 0,2%, a Parigi il Cac40 dello 0,04% e a Madrid l'Ibex 35 perde lo 0,95%. In controtendenza Londra dove l'indice Ftse 100 segna un +0,4%. A Piazza Affari soffre ancora il settore bancario, mentre Moncler guida il fronte dei rialzi insieme a tutto il comparto del lusso. Wall Street lievemente positiva alla chiusura in Europa: il Dow Jones sale dello 0,14%, l'S&P500 dello 0,11%, il Nasdaq arretra invece dello 0,02%.

Sui listini europei gravano ancora i timori sulle tensioni in Catalogna. Preoccupazioni condivise anche dal Fondo Monetario Internaizonale, che oggi ha presentato il suo tradizionale outloook sull'economia. La situazione in Spagna, ha detto il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld "crea incertezza". Fra i rischi intravisti dal Fondo c'è quello di un contagio del Portogallo, Paese ad alto debito, ma anche altri paesi. Il quadro politico resta incandescente. Oggi il presidente Puigedemont potrebbe lanciare definitivamente la sfida secessionista e dare il via all'indipendenza, ma anche all'interno dello stesso fronte separatista cominciano a farsi avanti tentativi di mediazione, come quello della sindaca Ada Colau, che invita ad "evitare lo scontro".

Sui mercati valutari torna a crescere l'euro, che vale 1,1805 al cambio con il dollaro. Poco mosso lo spread Btp/Bund, a 175 punti e con il rendimento del decennale al 2,11%. 

A Tokyo invece l'indice NIkkei aggiorna invece i suoi massimi da luglio 2015 e chiude in rialzo dello 0,64%, dopo un avvio all'insegna della debolezza sui timori del possibile lancio di un missile dalla corea del nord in occasione dell'anniversario della fondazione del partito del lavoratori.

Dall'Istat in mattinata arrivano dati molto positivi sul fronte della produzione industriale, cresciuta ad agosto dell'1,2% su base mensile e del 5,7% su base annuale. Vedono incrementi congiunturali tutti i raggruppamenti di industrie tranne i beni di consumo (-0,5%) con aumenti del 4,6% per l'energia, del 2,4% per i beni intermedi e del 2,2% per quelli strumentali. Di segno opposto invece il dato francese, con la produzione che flette dello 0,3% rispetto al mese precedente.

Sempre ad agosto rimbalza l'export della Germania. La crescita è stata del 3,1% contro stime per un rialzo dell'1,1%. Le importazioni sono aumentate dell'1,2%. Il surplus commerciale della Germania è salito così a 20 miliardi da 19,3 miliardi di luglio (dato rivisto da 19,5).

In lieve rialzo il petrolio  con i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre che passano di mano a 50,83 contro i 49,58 dollari di ieri sera alla chiusura di Wall street. Il Brent guadagna 92 centesimi a 56,71 dollari. Cresce ancora l'oro: il lingotto con consegna immediata recupera lo 0,6% a 1.291 dollari l'oncia.