MILANO - Frena l'inflazione a settembre a testimonianza di come lo sforzo della Bce di riportare i prezzi verso i livelli desiderati resta ancora da compiere, soprattutto in Paesi come l'Italia. Una difficoltà che la stessa Eurotower, così come il Fmi e altri osservatori, hanno legato a doppio filo con la scarsa dinamica di crescita dei salari, che resta un intralcio sulla strada degli obiettivi di Mario Draghi. L'Istat conferma dunque le stime, secondo cui l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività diminuisce dello 0,3% su base mensile e aumenta dell'1,1% rispetto a settembre 2016 (era +1,2% ad agosto). Si tratta del calo congiunturale più ampio da novembre 2015, quando fu rilevato un -0,4%.
Secondo gli statistici "la lieve frenata dell'inflazione è ascrivibile per lo più al rallentamento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%, da +4,4% di agosto) e di quelli dei beni energetici regolamentati (+2,9% da +5%), in parte compensato dall'accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati". L"inflazione di fondo", ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi, scende di tre decimi di punto percentuale (+0,7% da +1,0% di agosto), mentre quella al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,8% (era +0,9 nel mese precedente). L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,3% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo, precisa l'Istat.
Si segnala infine che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto - il cosiddetto "carrello della spesa" - salgono a settembre dello 0,4% sul mese e dell'1,3% sull'anno: in questo caso il dato annuo presenta una accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto al mese precedente. Dalla Coldiretti segnalano che "si fa sentire l’effetto siccità nel carrello della spesa con il rincaro dei prezzi dei vegetali freschi del 6,1% rispetto ad agosto e del 4,8% nel confronto con l'anno precedente rispetto al quale aumenta anche la frutta fresca del 2,9% con il calo dei raccolti causato dal gran caldo e dalla mancanza di pioggia".
Secondo gli statistici "la lieve frenata dell'inflazione è ascrivibile per lo più al rallentamento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%, da +4,4% di agosto) e di quelli dei beni energetici regolamentati (+2,9% da +5%), in parte compensato dall'accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati". L"inflazione di fondo", ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi, scende di tre decimi di punto percentuale (+0,7% da +1,0% di agosto), mentre quella al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,8% (era +0,9 nel mese precedente). L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,3% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo, precisa l'Istat.
Si segnala infine che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto - il cosiddetto "carrello della spesa" - salgono a settembre dello 0,4% sul mese e dell'1,3% sull'anno: in questo caso il dato annuo presenta una accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto al mese precedente. Dalla Coldiretti segnalano che "si fa sentire l’effetto siccità nel carrello della spesa con il rincaro dei prezzi dei vegetali freschi del 6,1% rispetto ad agosto e del 4,8% nel confronto con l'anno precedente rispetto al quale aumenta anche la frutta fresca del 2,9% con il calo dei raccolti causato dal gran caldo e dalla mancanza di pioggia".