MILANO - Nel giro di 72 ore Almaviva prima comunica la sua intenzione di trasferire decine di dipendenti da Milano a Rende (Cosenza) e poi, dopo l'intervento del governo, fa marcia indietro.
I lavoratori del call center di Milano che hanno ricevuto la comunicazione, datata 11 ottobre, sono 65 su un totale di 500. Il trasferimento dovrebber avvenire nelle prossime settimane.
Protestano i sindacati che ritengono i trasferimenti come dei "licenziamenti mascherati ed una rappresaglia dell'azienda dopo la bocciatura di un accordo sulle condizioni di lavoro". Analisi su cui concorda il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha chiesto ai responsabili di sospendere i trasferimenti: "Si augura che l'Azienda non proceda con il trasferimento in Calabria dei lavoratori che si configurerebbe come un licenziamento seppure mascherato".
L'azienda ha fatto sapere con una nota che "consapevole della complessità della situazione, accoglie oggi con responsabilità l'appello del Governo a sospendere le misure finora adottate, in attesa dell'incontro in sede ministeriale per la necessaria definizione di un' intesa che garantisca l'indispensabile equilibrio del sito produttivo".
I lavoratori del call center di Milano che hanno ricevuto la comunicazione, datata 11 ottobre, sono 65 su un totale di 500. Il trasferimento dovrebber avvenire nelle prossime settimane.
Protestano i sindacati che ritengono i trasferimenti come dei "licenziamenti mascherati ed una rappresaglia dell'azienda dopo la bocciatura di un accordo sulle condizioni di lavoro". Analisi su cui concorda il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha chiesto ai responsabili di sospendere i trasferimenti: "Si augura che l'Azienda non proceda con il trasferimento in Calabria dei lavoratori che si configurerebbe come un licenziamento seppure mascherato".
L'azienda ha fatto sapere con una nota che "consapevole della complessità della situazione, accoglie oggi con responsabilità l'appello del Governo a sospendere le misure finora adottate, in attesa dell'incontro in sede ministeriale per la necessaria definizione di un' intesa che garantisca l'indispensabile equilibrio del sito produttivo".