ROMA - Domani Banca Mps tornerà in Borsa. Lo annuncia l'Istituto in una nota, comunicando che Consob ha approvato il prospetto informativo. Il titolo era sospeso dal 22 dicembre dell'anno scorso, quando l'autorità di vigilanza del mercato finanziario aveva precisato che il titolo sarebbe rimasto congelato finché non sarebbe stato ripristinato "un corretto quadro informativo sui titoli emessi o garantiti dall'istituto".
La banca senese, salvata grazie all'intervento del Tesoro che ne è diventato azionista potenzialmente fino al 70%, ha anche indicato un valore "prudenziale" delle sue azioni: 4,28 euro, sia quelle che detiene direttamente che quelle in portafoglio ai clienti, a fronte degli 8,65 euro di sottoscrizione degli obbligazionisti subordinati e dei 6,49 pagati dal Tesoro. Il prezzo è stato fatto in base alla valorizzazione dei bond subordinati emersa dall'andamento di un'asta di credit default swap, le assicurazioni contro il rischio di fallimento dell'emittente. La banca nota che il valore di Borsa potrebbe "discostarsi anche significativamente" da quanto pagato da Mef e bondholder.
Per il momento, la stima prudenziale non è una buona notizia per il Tesoro e i contribuenti: a questi prezzi la quota sottoscritta dal Mef con 3,85 miliardi di euro di soldi pubblici vale 2,84 miliardi. Ma non è tutto: la minusvalenza implicita è destinata a lievitare fino a circa 1,8 miliardi nel caso di adesione totalitaria all'offerta di scambio rivolta ai piccoli risparmiatori che sono diventati azionisti nell'ambito del burden sharing. Costoro potranno infatti consegnare le proprie azioni al prezzo di 8,65 euro al Tesoro in cambio di bond senior emessi da Mps e finanziati dallo Stato, che ha messo a disposizione 1,5 miliardi di euro per indennizzare gli investitori retail.
Questa offerta di scambio e transazione, rivolta ai titolari delle azioni ordinarie della Banca rivenienti dalla conversione del prestito obbligazionario subordinato, è stata validata dalla Consob: il periodo di adesione all'offerta avrà inizio alle ore 8,30 del 30 ottobre 2017 e terminerà alle ore 16,30 del 17 novembre 2017 (estremi inclusi), salvo proroga. La data in cui avverrà il regolamento dell'Offerta sarà il 24 novembre 2017.
Per quanto riguarda il capitale sociale, al momento "rimane di ammontare complessivo invariato" rispetto a quanto comunicato il 10 agosto 2017, ossia pari a 15.692.799.350,97 euro e risulta composto da 1.140.290.072 azioni ordinarie. Infine, la Banca comunica che il Resoconto di gestione del terzo trimestre 2017 non sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione il 27 ottobre 2017, ma il 7 novembre 2017.
Il cda di Mps per l'approvazione della trimestrale slitta dal 27 ottobre al 7 novembre. Per quel che riguarda il capitale sociale, al momento "rimane di ammontare complessivo invariato rispetto a quanto comunicato il 10 agosto 2017, ossia pari a 15.692.799.350,97 di euro, e risulta composto da 1.140.290.072 azioni ordinarie". Dal prospetto della banca per il ritorno in Borsa, tra le altre cose emerge che gli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola sono coinvolti in un'altra inchiesta milanese per l'ipotesi di ostacolo alla Vigilanza.
La banca senese, salvata grazie all'intervento del Tesoro che ne è diventato azionista potenzialmente fino al 70%, ha anche indicato un valore "prudenziale" delle sue azioni: 4,28 euro, sia quelle che detiene direttamente che quelle in portafoglio ai clienti, a fronte degli 8,65 euro di sottoscrizione degli obbligazionisti subordinati e dei 6,49 pagati dal Tesoro. Il prezzo è stato fatto in base alla valorizzazione dei bond subordinati emersa dall'andamento di un'asta di credit default swap, le assicurazioni contro il rischio di fallimento dell'emittente. La banca nota che il valore di Borsa potrebbe "discostarsi anche significativamente" da quanto pagato da Mef e bondholder.
Per il momento, la stima prudenziale non è una buona notizia per il Tesoro e i contribuenti: a questi prezzi la quota sottoscritta dal Mef con 3,85 miliardi di euro di soldi pubblici vale 2,84 miliardi. Ma non è tutto: la minusvalenza implicita è destinata a lievitare fino a circa 1,8 miliardi nel caso di adesione totalitaria all'offerta di scambio rivolta ai piccoli risparmiatori che sono diventati azionisti nell'ambito del burden sharing. Costoro potranno infatti consegnare le proprie azioni al prezzo di 8,65 euro al Tesoro in cambio di bond senior emessi da Mps e finanziati dallo Stato, che ha messo a disposizione 1,5 miliardi di euro per indennizzare gli investitori retail.
Questa offerta di scambio e transazione, rivolta ai titolari delle azioni ordinarie della Banca rivenienti dalla conversione del prestito obbligazionario subordinato, è stata validata dalla Consob: il periodo di adesione all'offerta avrà inizio alle ore 8,30 del 30 ottobre 2017 e terminerà alle ore 16,30 del 17 novembre 2017 (estremi inclusi), salvo proroga. La data in cui avverrà il regolamento dell'Offerta sarà il 24 novembre 2017.
Per quanto riguarda il capitale sociale, al momento "rimane di ammontare complessivo invariato" rispetto a quanto comunicato il 10 agosto 2017, ossia pari a 15.692.799.350,97 euro e risulta composto da 1.140.290.072 azioni ordinarie. Infine, la Banca comunica che il Resoconto di gestione del terzo trimestre 2017 non sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione il 27 ottobre 2017, ma il 7 novembre 2017.
Il cda di Mps per l'approvazione della trimestrale slitta dal 27 ottobre al 7 novembre. Per quel che riguarda il capitale sociale, al momento "rimane di ammontare complessivo invariato rispetto a quanto comunicato il 10 agosto 2017, ossia pari a 15.692.799.350,97 di euro, e risulta composto da 1.140.290.072 azioni ordinarie". Dal prospetto della banca per il ritorno in Borsa, tra le altre cose emerge che gli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola sono coinvolti in un'altra inchiesta milanese per l'ipotesi di ostacolo alla Vigilanza.