MILANO - Tanti numeri e programmi e soprattutto un'informazione "di servizio" utile per i cittadini: nell'audizione alla Camera sulla spending review, il commissario Yoram Gutgeld ha annunciato che nel prossimo futuro si potrà denunciare lo smarrimento della carta d'identità o di altri documenti direttamente al Comune. "Ogni anno ci sono circa 2,5 milioni di denunce di documenti smarriti che assorbono tante centinaia di uomini, tra carabinieri e polizia di stato, che fanno un'attività amministrativa a basso valore aggiunto, assolutamente inutile", ha detto Gutgeld. L'idea, ha aggiunto il commissario, è di arrivare a un meccanismo per cui "se uno perde la carta identità va direttamente al Comune a fare la denuncia. Questo - ha osservato - eliminerà la necessità di impiegare centinaia di poliziotti e carabinieri e semplificherà la vita ai cittadini. Dobbiamo trovare il veicolo normativo per portarlo a casa".
Tra le altre cose, il commissario ha alzato l'asticella sulle fusioni tra piccoli enti locali, in modo da evitare la proliferazione di poltrone e competenze inutili: "Finora si sono fusi 150 Comuni, bisognerebbe arrivare alla fusione di 2mila Comuni". Riprendendo una relazione già presentata nei mesi scorsi, ha ricordato che la spesa pubblica italiana è "grosso modo di 830 miliardi: circa 300 miliardi rappresentano il cuore dei servizi pubblici (scuola, sanità, forze di polizia), circa 60 miliardi sono investimenti in conto capitale, la spesa sociale è quasi 340 miliardi e poi gli interessi sul debito". Quanto all'attività della sua struttura, si focalizza "sulla spesa corrente aggredibile, ossia il costo della macchina dei servizi pubblici. Abbiamo scelto di non intervenire sulle pensioni, sugli interessi sul debito c'è poco da fare, sugli investimenti l'obiettivo è, semmai, aumentarli", ha aggiunto Gutgeld spiegando che "quest'anno la riduzione è di quasi 30 miliardi di capitoli di spesa. Il 17% ha riguardato la pubblica amministrazione locale e il 24% la pubblica amministrazione centrale".
Oltre alla fusione dei Comuni, Gutgeld ha ragguagliato i parlamentari su una analisi in corso che porterà "a chiudere stazioni" delle forze dell'ordine "in centro città e ad aprirne di nuove soprattutto nelle periferie. Risparmieremo un pò perchè in periferia gli affitti sono più bassi. Tra Polizia, Carabinieri e Gdf abbiamo circa 9mila stazioni: una rete che di fatto risale a 30-40 anni fa, mai aggiornata o modernizzata all'evoluzione del crimine o alla demografia italiana", ha aggiunto il commissario.
Finora, ha spiegato, "è stato fatto un lavoro per le 12 città metropolitane" e a Roma, dove "il lavoro è iniziato", ci sarà "la chiusura e l'accorpamento di una decina di stazioni e l'apertura di cinque nuove". "Spero entro fine anno - ha concluso Gutgeld - di concludere questo percorso di analisi, c'è l'impegno di Minniti. Poi l'attuazione richiederà tempo". Sul fronte dei risparmi per il comparto sicurezza Gutgeld ha anche spiegato che "abbiamo di fatto 'messo assieme' le principali forze dell'ordine, quindi Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza: ora, ad esempio, gli acquisti delle automobili di servizio vengono fatti in comune tra Polizia e Carabinieri, con gli stessi contratti, ed è la prima volta".
Tra le altre cose, il commissario ha alzato l'asticella sulle fusioni tra piccoli enti locali, in modo da evitare la proliferazione di poltrone e competenze inutili: "Finora si sono fusi 150 Comuni, bisognerebbe arrivare alla fusione di 2mila Comuni". Riprendendo una relazione già presentata nei mesi scorsi, ha ricordato che la spesa pubblica italiana è "grosso modo di 830 miliardi: circa 300 miliardi rappresentano il cuore dei servizi pubblici (scuola, sanità, forze di polizia), circa 60 miliardi sono investimenti in conto capitale, la spesa sociale è quasi 340 miliardi e poi gli interessi sul debito". Quanto all'attività della sua struttura, si focalizza "sulla spesa corrente aggredibile, ossia il costo della macchina dei servizi pubblici. Abbiamo scelto di non intervenire sulle pensioni, sugli interessi sul debito c'è poco da fare, sugli investimenti l'obiettivo è, semmai, aumentarli", ha aggiunto Gutgeld spiegando che "quest'anno la riduzione è di quasi 30 miliardi di capitoli di spesa. Il 17% ha riguardato la pubblica amministrazione locale e il 24% la pubblica amministrazione centrale".
Oltre alla fusione dei Comuni, Gutgeld ha ragguagliato i parlamentari su una analisi in corso che porterà "a chiudere stazioni" delle forze dell'ordine "in centro città e ad aprirne di nuove soprattutto nelle periferie. Risparmieremo un pò perchè in periferia gli affitti sono più bassi. Tra Polizia, Carabinieri e Gdf abbiamo circa 9mila stazioni: una rete che di fatto risale a 30-40 anni fa, mai aggiornata o modernizzata all'evoluzione del crimine o alla demografia italiana", ha aggiunto il commissario.
Finora, ha spiegato, "è stato fatto un lavoro per le 12 città metropolitane" e a Roma, dove "il lavoro è iniziato", ci sarà "la chiusura e l'accorpamento di una decina di stazioni e l'apertura di cinque nuove". "Spero entro fine anno - ha concluso Gutgeld - di concludere questo percorso di analisi, c'è l'impegno di Minniti. Poi l'attuazione richiederà tempo". Sul fronte dei risparmi per il comparto sicurezza Gutgeld ha anche spiegato che "abbiamo di fatto 'messo assieme' le principali forze dell'ordine, quindi Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza: ora, ad esempio, gli acquisti delle automobili di servizio vengono fatti in comune tra Polizia e Carabinieri, con gli stessi contratti, ed è la prima volta".