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Borse contrastate, Madrid in netto rialzo guardando al voto anticipato

Un broker al telefono alla Borsa di Francoforte (afp)
Mercati in attesa della nomina di Janet Yellen alla guida della Fed. La Borsa iberica accoglie positivamente la scelta di Madrid di indire elezioni anticipate e destituire i vertici politici catalani. Giù lo spread dopo il ritocco del rating all'Italia
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MILANO -  Le Borse europee terminano la seduta contrastate con l'eccezione di Madrid che digerisce positivamente la decisione del governo di Madrid di assumere i poteri sulla Catalogna dopo avere destituito gli attuali vertici politici e indire nuove elezioni per il prossimo 21 dicembre. Milano chiude in rialzo dello 0,39%, Francoforte dello 0,09%. Parigi  arretra dello dello 0,1%, mentre Londra cede lo 0,23%. Per la piazza finanziaria iberica invece l'andamento è molto tonico: l'Ibex35 si ferma a +2,57%. Chiusura col segno meno per Wall Street. Il Dow Jones Industrial è sceso allo 0,36% a 23.348 punti e il Nasdaq è calato dello 0,03% a 6.698 punti.

Gli occhi del mercato sono però tutti rivolti verso gli Stati Uniti. È attesa per i prossimi giorni la comunicazione ufficiale da parte del presidente Usa Donald Trump della scelta per il nuovo presidente della Fed, con le chance di una riconferma di Janet Yellen che si assottiglian…
MILANO -  Le Borse europee terminano la seduta contrastate con l'eccezione di Madrid che digerisce positivamente la decisione del governo di Madrid di assumere i poteri sulla Catalogna dopo avere destituito gli attuali vertici politici e indire nuove elezioni per il prossimo 21 dicembre. Milano chiude in rialzo dello 0,39%, Francoforte dello 0,09%. Parigi  arretra dello dello 0,1%, mentre Londra cede lo 0,23%. Per la piazza finanziaria iberica invece l'andamento è molto tonico: l'Ibex35 si ferma a +2,57%. Chiusura col segno meno per Wall Street. Il Dow Jones Industrial è sceso allo 0,36% a 23.348 punti e il Nasdaq è calato dello 0,03% a 6.698 punti.

Gli occhi del mercato sono però tutti rivolti verso gli Stati Uniti. È attesa per i prossimi giorni la comunicazione ufficiale da parte del presidente Usa Donald Trump della scelta per il nuovo presidente della Fed, con le chance di una riconferma di Janet Yellen che si assottigliano sempre di più. A restare in corsa sono con ogni probabilità soltanto Jerome Powell e John Taylor.

Chiusura in sostanziale parità per Tokyo, in attesa di nuove indicazioni dalle trimestrali. L'indice Nikkei termina con un +0,01% a 22.011,67 punti. Sul mercato valutario lo yen si apprezza sul dollaro e sull'euro, mentre la valuta europea sale leggermente sulla divisa Usa, con il cambio a 1,1631.

Lo spread chiude in calo a 148 punti, ai minimi da dicembre 2016, con il rendimento del decennale italiano all'1,85% dopo la decisione di Standard & Poor's comunicata venerdì sera di alzare il rating dell'Italia a 'BBB/A-2' con outlook stabile da 'BBB-/A-3' con outlook stabile. Il Tesoro intanto ha collocato tutti i 5 Miliardi di Btp offerti nell'asta odierna con rendimenti in netto calo. Nel dettaglio ha piazzato 2,5 miliardi di Btp a 5 anni a un tasso pari allo 0,58% (0,83% precedente) e 2,5 miliardi di Btp a 10 anni all'1,86% dal 2,19% dell'ultima asta.

Sul fronte macroeconomico, in Germania le vendite al dettaglio hanno segnato a settembre un aumento dello 0,5% rispetto ad agosto, quando erano scese dello 0,2% (dato rivisto al rialzo dal precedente -0,4%). Su base annua, quindi nei confronti di settembre 2016, le vendite sono salite del 4,1%. Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3% su base annua. L'inflazione tedesca rallenta, ad ottobre, all'1,5% su anno dall'1,8% di settembre, secondo la lettura preliminare, comunicata dall'Ufficio Federale di Statistica. Il dato è inferiore alle stime degli economisti che avevano previsto un +1,7%. In Spagna il Pil ha centrato le attese con un +0,8% nel terzo trimestre, mentre l'indice della Commissione europea che misura la fiducia di business e consumatori nell'economia è aumentato di 0,9 punti nella zona euro a ottobre, portandosi a quota 114 punti: si tratta del livello più alto da ottobre 2000. Negli Usa si segnala il balzo delle spese per consumi (+1%) a settembre, sopra le stime, mentre i redditi (+0,4%) hanno rispettato le previsioni. L'indice manifatturiero relativo all'area di Dallas (Texas) ha accelerato il passo a ottobre: l'indice, che misura la produzione manifatturiera, è salito questo mese a 25,6 dai 19,5 punti di settembre.

L'annuncio dei giorni da parte dell'Arabia Saudita dell'intenzione di mantenere i tagli alla produzione oltre marzo 2018 quando scadrà l'accordo Opec sostiene le quotazioni del petrolio. A New York il light crude guadagna  al Nymex 16 centesimi e viene scambiato a 54,06 dollari al barile. Record assoluto da due anni, invece, per il Brent che oggi ha superato a Londra la soglia di 60 dollari, ed è scambiato a 60,50 dollari al barile. Deboli le quotazioni dell'oro con gli investitori che restano in attesa delle decisioni sui nuovi vertici della Fed: il lingotto con consegna immediata perde lo 0,38% passa di mano a 1.278 dollari l'oncia.