Economia

Manovra, detrazioni per l'abbonamento ai mezzi pubblici. Rivoluzione nei bonus

Il ministro Padoan (ansa)
Le spese per tram, bus, metro e treni regionali diventano detraibili fino a 250 euro. Infissi e finestre, il bonus energia scende dal 65 al 50% ma arriva quello sul "verde" al 36%. Il super-ammortamento scende al 130%. Sale la soglia per incassare gli 80 euro: così non si "tagliano fuori" i dipendenti pubblici. Arriva ItaliaMeteo a Bologna. Sgravi solo per i precari
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MILANO - Arrivano le detrazioni fiscali per i pendolari che acquistano un abbonamento ai mezzi pubblici, mentre si stringono un po' i cordoni della borsa per quanto riguarda i risparmi offerti a chi vuole cambiare gli infissi e si allargano quelli per chi sistema giardini e terrazzi. Sono solo alcune delle molte norme contenute nella legge di Bilancio, che finalmente inizia (domani, in Senato) il suo iter parlamentare. Ecco allora che filtra il provvedimento limato definitivamente dal governo, che Repubblica ha consultato: una novantina di pagine per contenere 120 articoli, che cominciano dall'attesa disattivazione dell'aumento Iva per il 2018. Restano però le "clausole di salvaguardia" dal 2019, ancora in forma di tagliola sull'Iva: l'aliquota al 10% salirà di 1,5 punti dal gennaio 2019 e poi di ulteriori 1,5 punti dal 2020. Quella del 22% aumenta di 2,2 punti dal 2019 e poi di altri 0,7 punti dal 2020, poi ancora di 0,1 punti da 2021. Anche sulle accise resta la minaccia di un rincaro.

Tra le principali novità per i cittadini c'è il ritorno delle "agevolazioni fiscali sugli abbonamenti al trasporto pubblico", custodite nel quarto articolo. In particolare, si modifica il testo unico sulle imposte inserendo la possibilità di detrarre dall'imposta lorda il 19 per cento del costo degli abbonamenti trasporti pubblici locali, regionali e interregionali fino a un massimo di 250 euro. La detrazione si estende al datore di lavoro, che potrà farla valere nel caso sostenga le spese per i mezzi pubblici per conto dei dipendenti o dei loro familiari, oppure preveda forme di rimborso nei loro confronti. Al capitolo della lotta alla povertà sale del 10% - nei casi di famiglie numerose - l'assegno (fino a 530-540 euro) e si allarga la platea che può avere accesso al reddito di inclusione (Rei). Le risorse del Fondo per la lotta alla povertà sono aumentate per 300 milioni nel 2018, 700 milioni nel 2019, 665 milioni nel 2020 e 637 milioni a decorrere dal 2021.

Grandi cambiamenti anche sul fronte dei bonus. Lo sgravio per assumere i giovani varrà solo per i precari. Ovvero per chi - under 35 nel 2018 e poi under 30 dal 2019 - non ha mai avuto un contratto a tempo indeterminato.  Resta ancheil bonus cultura per i diciottenni , in programma per per due anni (2018 e 2019). Addio invece al bonus per l'acquisto di strumenti musicali, gli 80 euro per i militari e il bonus bebè, mentre restano in vita il bonus nido e quello per le mamme.
 
Lo sgravio per assumere in pianta stabile i giovani diventa permanente, dal 2018 in poi: uno sconto alle aziende del 50% sui contributi previdenziali per tre anni. Si sale al 100% al Sud, nel primo anno. Poi cala al 50% negli altri due. Resta al 100% per gli apprendisti, l’alternanza scuola-lavoro e gli agricoltori under 40. In totale, il governo stanzia 381 milioni per il 2018. E si aspetta 423.800 assunzioni a tempo indeterminato. L’Ape volontaria, il prestito ventennale per anticipare la pensione a 63 anni, viene prorogata a tutto il 2019. L’Ape sociale, analogo meccanismo a carico dello Stato, si amplia ai lavoratori con contratti a tempo. E le donne con figli potranno accedervi con lo sconto: sei mesi di contributi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.


Per quanto riguarda il super-ammortamento, ovvero la possibilità di aumentare del 40% il costo d'acquisto in nuovi beni strumentali da parte delle imprese, si conferma una piccola stretta: si passa alla maggiorazione del 30% del costo di acquisizione ma soprattutto si escludono gli autoveicoli dal novero di beni oggetto d'agevolazione. Conferma piena, invece, per gli investimenti in nuove tecnologie (il cosiddetto iper-ammortamento) che prevede la maggiorazione del 150% del valore dell'investimento. Sempre alla voce delle imprese si iscrive il sostegno della nuova Sabatini e la novità del credito d'imposta al 40% delle spese sostenute per la formazione 4.0 fino a un massimo di 300mila euro. Sgravi contributivi al 100% per tre anni per imprenditori agricoli e coltivatori diretti under 40 che si iscriveranno alla previdenza agricola nel 2018.

Arriva una proroga di un anno per il bonus energia e per quelli relativi alle ristrutturazioni energetiche e all'acquisto di mobili, ma con alcune novità e modifiche. Scendono in parte le agevolazioni previste per gli interventi di riqualificazione ed efficienza energetica: dal 1 gennaio del 2018 la detrazione prevista passa dal 65% attualmente previsto al 50%, ma soltanto per le spese relative al rifacimento di finestre e infissi e "la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti di dotati di caldaie a condensazione". Arriva poi il bonus verde, con una detrazione del 36% delle spese relative per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici e immobili esistenti.

Tra le novità fiscali in arrivo, c'è la crescita delle soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro: da 24.000 si passa a 24.600 e da 26.000 a 26.600. Un modo, soprattutto, per salvare il bonus in favore dei dipendenti pubblici, che con il rinnovo del contratto supererebbero la soglia e che quindi si vedrebbero esclusi e beffati. Quanto al lavoro, il bonus permanente per l'assunzione di giovani under 30 vale per il solo 2018 anche per i contratti stabili a chi non ha ancora compiuto 35 anni. Lo sgravio del 50% dei contributi con tetto a 3mila euro per 3 anni scendono a 1 solo anno in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato. Il bonus è 'portabile' senza limiti di età e sale al 100% per l'assunzione dall'alternanza scuola lavoro.

Tra le misure accessorie, la Manovra introduce l'Agenzia Nazionale per la Meteorologia, che sarà chiamata ItaliaMeteo. Avrà sede a Bologna (città dove è stato posizionato il Centro europeo dedicato al tema) e potrà contare su un organico di "massimo" 52 persone, oltre a "30 unità di personale scientifico" specializzato in meteorologia che lavorerà con incarichi di lavoro autonomo. Ai Comuni vengono dirottati fino a 100 milioni l'anno (dal 2019 al 2033) per i piani urbani sperimentali di mobilità sostenibile. Presenti poi cento assunzioni, nel triennio 2018-2020, per interventi urgenti in materia di sicurezza stradale.

Tra i primi articoli c'è un mini pacchetto dedicato alla finanza, con occhio di riguardo per le Pmi. Per quanto riguarda le agevolazioni ai Pir - i Piani individuali di risparmio esenti dalle tasse sui redditi finanziari, se tenuti almeno per 5 anni puntano - queste vengono estese anche al comparto immobiliare precedentemente escluso. Si escludono poi dall'applicazione dell'addizionale Ires le società di intermediazione mobiliare e si prevede un credito d'imposta del 50% dei costi di consulenza sostenuti dalle Pmi per la quotazione in Borsa (fino a un massimo di mezzo milione di euro).

La cedolare secca al 10% per gli affitti a canone concordato non sarà strutturale ma sarà prorogata per il biennio 2018-2019. Entrano nel testo alcune norme, concordate in sede Ocse, contro il fenomeno Beps, acronimo di Base Erosion and Profit Shifting. Vengono introdotti paletti sulla "stabile organizzazione" delle imprese con l'applicazione norme anti-abuso contro le false frammentazioni di sedi o per valorizzare il ruolo di rappresentanti che, nel territorio italiano, sottoscrivono contratti: un pacchetto per evitare il trasferimento degli utili laddove vengono meno tassati. Cambia anche l'assegnazione dei diritti Tv alle società di calcio: sale dal 40 al 50% la quota distribuita equamente ai club di serie A, mentre scende quella attribuita sul numero dei tifosi. Il "pacchetto Lotti" attribuisce il 50% dei diritti a tutte le squadre, il 30% sui risultati conseguiti e il 20% (prima era il 25%) in base ai 'tifosi' paganti nelle gare casalinghe degli ultimi 5 campionati.

Novità anche sul fronte del lavoro. Aumenta l'importo della "tassa sui licenziamenti" collettivi che le imprese industriali e commerciali con più di 50 dipendenti versano per la Cig. Per ogni persona interessata a un licenziamento collettivo il datore di lavoro dovrà versare un'aliquota pari all'82% del massimale della Naspi mensile, a fronte del 41% attuale, fino a un massimo di tre anni di anzianità. In pratica se adesso per ogni persona licenziata si pagava al massimo 1.470 euro adesso la tassa potrà arrivare all'82% e sfiorare i 2.940 euro.