Il Database di JobPricing è costituito da circa 350mila profili retributivi relativi a lavoratori dipendenti di aziende private, raccolti durante il periodo 2014-2017.
Nel panel utilizzato sono considerati lavoratori assunti con forme di lavoro dipendente, a tempo determinato, indeterminato o con contratto in somministrazione, mentre sono escluse differenti forme contrattuali quali stage, contratto di collaborazione, contratto a progetto, partita IVA.
Le fonti utilizzate sono:
1 INDIVIDUI: le informazioni vengono raccolte direttamente dagli individui che rispondono, in forma del tutto anonima, al sondaggio online presente sul sito www.jobpricing.it
2 AZIENDE: i dati forniti dalle direzioni HR delle aziende clienti vengono rielaborati in forma anonima e costituiscono un panel di controllo fondamentale
I dati provenienti dalle diverse fonti vengono omogeneizzati, normalizzati secondo le stesse modalità e ricondotti alla classificazione prevista dal modello di indagine retributiva di JobPricing. Prima di poter essere inserita nel database retributivo, ogni informazione passa attraverso un rigoroso processo di filtraggio e pulizia che ne determina l'accettazione e l'inserimento nella Base Dati dell'elaborazione. Tutti i dati presenti nell'elaborato sono il risultato di un algoritmo di calcolo ex-post, denominato "Riporto all'Universo", che assegna a ciascun profilo retributivo presente nel Database il corrispettivo peso che esso detiene nell'intero universo dei lavoratori dipendenti, ossia il numero di lavoratori che possiedono le medesime caratteristiche di quel profilo retributivo nel mercato del lavoro italiano. I pesi sono stati ricavati dalla "Rilevazione trimestrale sulle Forze di Lavoro ISTAT".
Il sistema prevede due modelli di calcolo: il primo, quello principale, prevede uno schema il cui profilo retributivo è rappresentato dalle variabili "inquadramento", "dimensione aziendale", "industry" e "regione sede di lavoro" (prediligendo quindi caratteristiche dell'azienda); il secondo prevede invece "inquadramento", "titolo di studio", "genere" ed "età anagrafica" (prediligendo quindi caratteristiche individuali del lavoratore). Per poter applicare questa metodologia è stato quindi necessario effettuare un matching fra le classificazioni di ISTAT e le classificazioni di JobPricing. Questa metodologia ha permesso di eliminare le possibili distorsioni del Database di JobPricing e rendere quindi i valori pubblicati rappresentativi del mercato del lavoro italiano. JobPricing, tramite tale metodo, è in grado oggi di rappresentare l'89,7% dei lavoratori dipendenti di aziende private in Italia, pari a circa 12 milioni di lavoratori.
All'interno del Report, la citazione "nd" sta a indicare che il dato non è stato pubblicato in quanto o non è stata raggiunta la piena significatività numerica e statistica, o il valore non è stato ritenuto coerente con il mercato delle retribuzioni analizzato, e quindi non meritevole di pubblicazione. Nel presente elaborato sono state inserite informazioni provenienti da fonti esterne; dove non è specificato, la fonte è l'Osservatorio JobPricing.
Nel panel utilizzato sono considerati lavoratori assunti con forme di lavoro dipendente, a tempo determinato, indeterminato o con contratto in somministrazione, mentre sono escluse differenti forme contrattuali quali stage, contratto di collaborazione, contratto a progetto, partita IVA.
Le fonti utilizzate sono:
1 INDIVIDUI: le informazioni vengono raccolte direttamente dagli individui che rispondono, in forma del tutto anonima, al sondaggio online presente sul sito www.jobpricing.it
2 AZIENDE: i dati forniti dalle direzioni HR delle aziende clienti vengono rielaborati in forma anonima e costituiscono un panel di controllo fondamentale
I dati provenienti dalle diverse fonti vengono omogeneizzati, normalizzati secondo le stesse modalità e ricondotti alla classificazione prevista dal modello di indagine retributiva di JobPricing. Prima di poter essere inserita nel database retributivo, ogni informazione passa attraverso un rigoroso processo di filtraggio e pulizia che ne determina l'accettazione e l'inserimento nella Base Dati dell'elaborazione. Tutti i dati presenti nell'elaborato sono il risultato di un algoritmo di calcolo ex-post, denominato "Riporto all'Universo", che assegna a ciascun profilo retributivo presente nel Database il corrispettivo peso che esso detiene nell'intero universo dei lavoratori dipendenti, ossia il numero di lavoratori che possiedono le medesime caratteristiche di quel profilo retributivo nel mercato del lavoro italiano. I pesi sono stati ricavati dalla "Rilevazione trimestrale sulle Forze di Lavoro ISTAT".
Il sistema prevede due modelli di calcolo: il primo, quello principale, prevede uno schema il cui profilo retributivo è rappresentato dalle variabili "inquadramento", "dimensione aziendale", "industry" e "regione sede di lavoro" (prediligendo quindi caratteristiche dell'azienda); il secondo prevede invece "inquadramento", "titolo di studio", "genere" ed "età anagrafica" (prediligendo quindi caratteristiche individuali del lavoratore). Per poter applicare questa metodologia è stato quindi necessario effettuare un matching fra le classificazioni di ISTAT e le classificazioni di JobPricing. Questa metodologia ha permesso di eliminare le possibili distorsioni del Database di JobPricing e rendere quindi i valori pubblicati rappresentativi del mercato del lavoro italiano. JobPricing, tramite tale metodo, è in grado oggi di rappresentare l'89,7% dei lavoratori dipendenti di aziende private in Italia, pari a circa 12 milioni di lavoratori.
All'interno del Report, la citazione "nd" sta a indicare che il dato non è stato pubblicato in quanto o non è stata raggiunta la piena significatività numerica e statistica, o il valore non è stato ritenuto coerente con il mercato delle retribuzioni analizzato, e quindi non meritevole di pubblicazione. Nel presente elaborato sono state inserite informazioni provenienti da fonti esterne; dove non è specificato, la fonte è l'Osservatorio JobPricing.