MILANO - Le Borse europee archiviano la settimana all'insegna della debolezza, all'indomani della scelta di Jerome Powell come successore di Janet Yellen alla guida alla Fed. Nonostante il presidente americano Donald Trump abbia scelto di non confermare il presidente in carica, rompendo una prassi adottata molto spesso fino ad oggi, la nomina non ha comunque sorpreso gli investitori, che avevano già assorbito il probabile addio della presidente in carica. Dopo una partenza positiva, Milano cede in chiusura lo 0,14%, Londra guadagna lo 0,07%, Francoforte lo 0,28% e Parigi cresce dello 0,14%. Chiusura in territorio positivo per Wall Street, con i listini che aggiornano i propri record: il Dow Jones sale dello 0,09% a 23.538,07 punti, il Nasdaq avanza dello 0,74% a 6.764,43 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,31% a 2.587,85 punti. Si mette in evidenza Apple dopo una trimestrale da record.
Prima dell'apertura di Wall Street è arrivato l'aggiornamento sul mercato del lavoro negli Usa, con il tasso di disoccupazione che scende al 4,1% ai minimi da 17 anni, anche se il numero di nuovi occupati - salito di 261 mila unità, miglior dato dell'era Trump - è comunque leggermente inferiore alle attese degli analisti. "I dati odierni mettono la Federal Reserve sulla strada verso un nuovo rialzo dei tassi a dicembre. Probabilmente nel 2018, con il nuovo presidente Jerome Powell, la Fed alzerà i tassi altre due volte" , rileva Keith Wade, Chief Economist di Schroders.
Inizialmente indebolito dai dati sul lavoro, il dollaro ha ritrovato forza con la pubblicazione dell'indice Ism servizi, cresciuto a 60,1 punti a ottobre, il livello più alto dal 2008. Alla chiusura in europa l'euro chiude appena sopra quota 1,16 in netto calo rispetto alla mattinata. Calma piatta anche sul fronte dei titoli di Stato con lo spread ancora in calo. Il differenziale Btp/Bund termina a quota 142 punti, con il rendimenti del decennale italiano all'1,79%.
Tornando ai dati macroeconomici, sempre negli Usa, il deficit commerciale americano è salito a settembre dell'1,3% a 43,5 miliardi di dollari. Le importazioni sono salite dell'1,2% a 240,3 miliardi di dollari. Le esportazioni sono salite dell'1,1% a 196,8 miliardi di dollari. Per quanto riguardo la Cina, in mattinata l'indice Pmi servizi calcolato da Caixin si è attestato a ottobre a 51,2 punti, in rialzo rispetto ai 50,6 punti di settembre.
Le quotazioni del petrolio si avvicinano ai massimi da due anni in attesa del rinnovo dell'accordo sui tagli alla produzione che potrebbe essere deciso a fine mese. Il barile generico di Wti passa di mano a 54,98 dollari al barile (59,54 dollari ieri sera dopo la chiusura di Wall street). Il Brent guadagna 63 centesimi a 61,25 dollari al barile.
Prima dell'apertura di Wall Street è arrivato l'aggiornamento sul mercato del lavoro negli Usa, con il tasso di disoccupazione che scende al 4,1% ai minimi da 17 anni, anche se il numero di nuovi occupati - salito di 261 mila unità, miglior dato dell'era Trump - è comunque leggermente inferiore alle attese degli analisti. "I dati odierni mettono la Federal Reserve sulla strada verso un nuovo rialzo dei tassi a dicembre. Probabilmente nel 2018, con il nuovo presidente Jerome Powell, la Fed alzerà i tassi altre due volte" , rileva Keith Wade, Chief Economist di Schroders.
Inizialmente indebolito dai dati sul lavoro, il dollaro ha ritrovato forza con la pubblicazione dell'indice Ism servizi, cresciuto a 60,1 punti a ottobre, il livello più alto dal 2008. Alla chiusura in europa l'euro chiude appena sopra quota 1,16 in netto calo rispetto alla mattinata. Calma piatta anche sul fronte dei titoli di Stato con lo spread ancora in calo. Il differenziale Btp/Bund termina a quota 142 punti, con il rendimenti del decennale italiano all'1,79%.
Tornando ai dati macroeconomici, sempre negli Usa, il deficit commerciale americano è salito a settembre dell'1,3% a 43,5 miliardi di dollari. Le importazioni sono salite dell'1,2% a 240,3 miliardi di dollari. Le esportazioni sono salite dell'1,1% a 196,8 miliardi di dollari. Per quanto riguardo la Cina, in mattinata l'indice Pmi servizi calcolato da Caixin si è attestato a ottobre a 51,2 punti, in rialzo rispetto ai 50,6 punti di settembre.
Le quotazioni del petrolio si avvicinano ai massimi da due anni in attesa del rinnovo dell'accordo sui tagli alla produzione che potrebbe essere deciso a fine mese. Il barile generico di Wti passa di mano a 54,98 dollari al barile (59,54 dollari ieri sera dopo la chiusura di Wall street). Il Brent guadagna 63 centesimi a 61,25 dollari al barile.