ROMA - L'onda dell'economia sostenibile cresce e trascina con sé la finanza. Ciò che un tempo era considerato patrimonio di qualche visionario o di ambientalisti radicali sta diventando patrimonio di potenti fondi di investimento istituzionali e non. Proprio ieri l'associazione bancaria italiana ha richiamato le banche associate (tutte in pratica) a uniformarsi ai principi del Global Compact delle Nazioni Unite, sostenendone concretamente i principi (diritti umani, lotta alla corruzione, tutela dell'ambiente in un'ottica di sostenibilità futura è lotta alla corruzione). "Abi e le banche italiane sono pronte - ha dichiarato Giovanni Sabatini, direttore generale Abi - a rispondere con attività concrete all'appello delle Nazioni Unite". Dunque ricorrano "alla loro creatività e all'innovazione nella ricerca di soluzioni alle sfide dello sviluppo sostenibile". Una presa di posizione chiara, già ribadita in ottobre, quando l'Abi aveva richiamato l'attenzione delle banche a rispondere con i fatti all'impegno europeo per favorire i mutui "green".
Non c'è solo una riscoperta dell'ambientalismo nelle raccomandazioni dell'Abi, ma una evidenza di quanto sta emergendo con sempre più forza nella finanza e cioè che chi investe in aziende rispettose dell'ambiente riesce, soprattutto nel lungo periodo, a spuntare performance migliori di chi costruisce portafogli guardando solo al profitto immediato. Lo sa bene Etica Sgr, che da anni calca questa politica e che ultimamente ha costruito una metodologia di calcolo del rischio ex ante, forse il più sostenibile di tutti quelli che da tempo girano tra i borsini di banche e grandi investitori e applicabile a ogni portafogli.
A certificare la profittabilità degli investimenti sostenibili è stata anche la Banca d'Italia non più di qualche giorno fa. "Le simulazioni effettuate da Via Nazionale sulle utilities del settore ed energetico - ha dichiarato Ivan Faiella, senior economist dell'Istituto centrale - hanno evidenziato come dal 2011 effettuare un investimento in un portafoglio titoli low carbon avrebbe garantito un rendimento del 12% in più rispetto a un portafoglio composto da aziende ad alta intensità di carbonio". Il nemico numero uno del surriscaldamento del Pianeta. Non solo. Ivan Casella ha aggiunto che " i cambiamenti climatici potrebbero rappresentare un elemento importante per arginare future crisi bancarie".
Quello di Bankitalia è uno tra i tanti studi che da tempo certificano una realtà ormai ben conosciuta tra investitori istituzionali e non. Un dato spiega bene il fenomeno: in cinque anni gli investimenti green si sono decuplicati. E negli Stati Uniti tra il 2014 e il 2016 la crescita degli investimenti free fossil è cresciuta del 700%, nonostante Donald Trump, la cui politica è di segno contrario. Certo è come ha spiegato BlackRock, il più grande hedge fund al mondo in un accurato paper, nel lungo periodo gli investimenti sostenibili sono strategici per i Fondi pensioni che devono garantire gli assegni futuri e per le compagnie assicurative, chiamate ad affrontare piccoli e grandi disastri naturali. La prossima sfida è proprio questa.
Non c'è solo una riscoperta dell'ambientalismo nelle raccomandazioni dell'Abi, ma una evidenza di quanto sta emergendo con sempre più forza nella finanza e cioè che chi investe in aziende rispettose dell'ambiente riesce, soprattutto nel lungo periodo, a spuntare performance migliori di chi costruisce portafogli guardando solo al profitto immediato. Lo sa bene Etica Sgr, che da anni calca questa politica e che ultimamente ha costruito una metodologia di calcolo del rischio ex ante, forse il più sostenibile di tutti quelli che da tempo girano tra i borsini di banche e grandi investitori e applicabile a ogni portafogli.
A certificare la profittabilità degli investimenti sostenibili è stata anche la Banca d'Italia non più di qualche giorno fa. "Le simulazioni effettuate da Via Nazionale sulle utilities del settore ed energetico - ha dichiarato Ivan Faiella, senior economist dell'Istituto centrale - hanno evidenziato come dal 2011 effettuare un investimento in un portafoglio titoli low carbon avrebbe garantito un rendimento del 12% in più rispetto a un portafoglio composto da aziende ad alta intensità di carbonio". Il nemico numero uno del surriscaldamento del Pianeta. Non solo. Ivan Casella ha aggiunto che " i cambiamenti climatici potrebbero rappresentare un elemento importante per arginare future crisi bancarie".
Quello di Bankitalia è uno tra i tanti studi che da tempo certificano una realtà ormai ben conosciuta tra investitori istituzionali e non. Un dato spiega bene il fenomeno: in cinque anni gli investimenti green si sono decuplicati. E negli Stati Uniti tra il 2014 e il 2016 la crescita degli investimenti free fossil è cresciuta del 700%, nonostante Donald Trump, la cui politica è di segno contrario. Certo è come ha spiegato BlackRock, il più grande hedge fund al mondo in un accurato paper, nel lungo periodo gli investimenti sostenibili sono strategici per i Fondi pensioni che devono garantire gli assegni futuri e per le compagnie assicurative, chiamate ad affrontare piccoli e grandi disastri naturali. La prossima sfida è proprio questa.