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Finanza sostenibile, cresce l'appetito degli investitori

L'ultima in ordine di tempo è stata l'Abi, che ha richiamato l'attenzione su forme di investimento rispettose dell'ambiente. In settimana la Banca d'Italia ha ricordato come chi avesse scelto titoli low cabon nel 2011 oggi potrebbe beneficiare di rendimenti del 12%. Negli Stati Uniti tra il 2014 e il 2016 la crescita degli investimenti free fossil è cresciuta del 700%. Numeri che hanno acceso l'interesse anche dei grandi hedge fund

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ROMA - L'onda dell'economia sostenibile cresce e trascina con sé la finanza. Ciò che un tempo era considerato patrimonio di qualche visionario o di ambientalisti radicali sta diventando patrimonio di potenti fondi di investimento istituzionali e non.  Proprio ieri l'associazione bancaria italiana ha richiamato le banche associate (tutte in pratica) a uniformarsi ai principi del Global Compact delle Nazioni Unite, sostenendone concretamente i principi (diritti umani, lotta alla corruzione, tutela dell'ambiente in un'ottica di sostenibilità futura è lotta alla corruzione). "Abi e le banche italiane sono pronte - ha dichiarato Giovanni Sabatini, direttore generale Abi - a rispondere con attività concrete all'appello delle Nazioni Unite". Dunque ricorrano "alla loro creatività e all'innovazione nella ricerca di soluzioni alle sfide dello sviluppo sostenibile". Una presa di posizione chiara, già ribadita in ottobre, quando l'Abi aveva richiamato l'attenzione delle banche a rispondere con i fatti all'impegno europeo per favorire i mutui "green".

Non c'è solo una riscoperta dell'ambientalismo nelle raccomandazioni dell'Abi, ma una evidenza di quanto sta emergendo con sempre più forza nella finanza e cioè che chi investe in aziende rispettose dell'ambiente riesce, soprattutto nel lungo periodo, a spuntare performance migliori di chi costruisce portafogli guardando solo al profitto immediato. Lo sa bene Etica Sgr, che da anni calca questa politica e che ultimamente ha costruito una metodologia di calcolo del rischio ex ante, forse il più sostenibile di tutti quelli che da tempo girano tra i borsini di banche e grandi investitori e applicabile a ogni portafogli.

A certificare la profittabilità degli investimenti sostenibili è stata anche la Banca d'Italia non più di qualche giorno fa. "Le simulazioni effettuate da Via Nazionale sulle utilities del settore ed energetico - ha dichiarato Ivan Faiella, senior economist dell'Istituto centrale - hanno evidenziato come dal 2011 effettuare un investimento in un portafoglio titoli low carbon avrebbe garantito un rendimento del 12% in più rispetto a un portafoglio composto da aziende ad alta intensità di carbonio". Il nemico numero uno del surriscaldamento del Pianeta. Non solo. Ivan Casella ha aggiunto che " i cambiamenti climatici potrebbero rappresentare un elemento importante per arginare future crisi bancarie".

Quello di Bankitalia è uno tra i tanti studi che da tempo certificano una realtà ormai ben conosciuta tra investitori istituzionali e non. Un dato spiega bene il fenomeno: in cinque anni gli investimenti green si sono decuplicati. E negli Stati Uniti tra il 2014 e il 2016 la crescita degli investimenti free fossil è cresciuta del 700%, nonostante Donald Trump, la cui politica è di segno contrario. Certo è come ha spiegato BlackRock, il più grande hedge fund al mondo in un accurato paper, nel lungo periodo gli investimenti sostenibili sono strategici per i Fondi pensioni che devono garantire gli assegni futuri e per le compagnie assicurative, chiamate ad affrontare piccoli e grandi disastri naturali. La prossima sfida è proprio questa.