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Il Fmi all'Italia: "Rafforzare impegno contro la corruzione e tagliare il debito"

Il Fondo monetario conferma l'accelerazione della ripresa (+1,5% nel 2017) e definisce "incoraggiante" la crescita delle vendite di crediti deteriorati da parte delle banche
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MILANO - Fare di più per la lotta alla corruzione e la riduzione del debito pubblico. Il Fondo monetario internazionale insiste su vecchi temi ricorrenti per l'economia italiana e i suoi conti pubblici, riconoscendo nella sua 'pagella' che la crescita si sta rafforzando e qualcosa si sta muovendo sul fronte delle banche e dei loro problemi con i crediti deteriorati.

RIPRESA IN CRESCITA
Nel suo documento dedicato alle prospettive economiche dell'Europa, il Fondo conferma la stima per il Pil dell'Italia quest'anno al +1,5%, un dato da inserire in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona. Nei prossimi anni, però, non si manterrà l'acceleratore così premuto: il pil italiano crescerà dell'1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019. Resta poi la distanza con i vicini europei, emersa recentemente anche dalle previsioni della Commissione: Washington fissa la crescita del Pil reale del continente al 2,4% nel 2…
MILANO - Fare di più per la lotta alla corruzione e la riduzione del debito pubblico. Il Fondo monetario internazionale insiste su vecchi temi ricorrenti per l'economia italiana e i suoi conti pubblici, riconoscendo nella sua 'pagella' che la crescita si sta rafforzando e qualcosa si sta muovendo sul fronte delle banche e dei loro problemi con i crediti deteriorati.

RIPRESA IN CRESCITA
Nel suo documento dedicato alle prospettive economiche dell'Europa, il Fondo conferma la stima per il Pil dell'Italia quest'anno al +1,5%, un dato da inserire in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona. Nei prossimi anni, però, non si manterrà l'acceleratore così premuto: il pil italiano crescerà dell'1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019. Resta poi la distanza con i vicini europei, emersa recentemente anche dalle previsioni della Commissione: Washington fissa la crescita del Pil reale del continente al 2,4% nel 2017 per poi scendere al 2,1% il prossimo anno. Tornando all'Italia, ribadite anche le stime per la disoccupazione, che calerà all'11,4% nel 2017. Il debito quest'anno è atteso al 133%, per scendere al 131,4% nel 2018 e al 128,8% nel 2019. Il deficit è stimato al 2,2% nel 2017, per scendere all'1,3% nel 2018 e allo 0,3% nel 2019.

DEBITO E CORRUZIONE
Proprio sul fronte del debito, il Fmi torna a caldeggiare una azione più incisiva, tema caro a Carlo Cottarelli, ex uomo di spicco dell'organizzazione internazionale. Secondo il rapporto odierno, la ripresa economica europea suggerisce alle economie avanzate del Vecchio Continente con un elevato debito pubblico di approfittare di questo momento positivo per ridurlo senza mettere a rischio la crescita. I casi citati sono quelli di Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Questa stagione favorevole, generata anche dalle politiche ultra-espansive della Banca centrale europea, è buona per creare "cuscinetti" fiscali in grado di alimentare la capacità di crescita e assorbire eventuali shock, preparandosi così per i "giorni di pioggia".

Altra indicazione è "rafforzare l'impegno contro la corruzione": la riforma della giustizia e il controllo sulla corruzione sono "riforme strutturali prioritarie in molti Paesi europei". Le istituzioni giocano un ruolo fondamentale per la crescita, secondo l'Fmi, e il contesto giuridico è un elemento vitale dell'ambiente economico. "Istituzioni forti portano ad un contesto virtuoso che promuove la competizione, aiuta a trattenere e ad attirare persone qualificate, assicura inoltre che la crescita sia inclusiva e sostenibile", si sottolinea nel rapporto. Altro indirizzo fondamentale riguarda la selezione dei funzionari pubblici che devono essere selezionati e promossi fondamentalmente sul merito. Nel contesto, poi, della trasparenza, oltre alla libertà di stampa occorre anche garantire informazioni sulle performance del governo, sull'uso delle risorse pubbliche, sugli interessi finanziari e sulle proprietà delle strutture.

LE BANCHE E GLI NPL
"In Italia il recente aumento nelle vendite di Npl (non performing loans, i crediti difficili in pancia alle banche, ndr) è incoraggiante", sottolinea infine il Fondo. Nel Vecchio Continente il livello delle sofferenze bancare "è diminuito" - si legge nel documento - ma ancora, in molti Paesi, rappresenta un freno per la redditività e l'erogazione del credito". L'istituzione guidata da Christine Lagarde segnala poi come le società di assett management preferiscano "grandi mercati degli Npl più  redditizi come l'Italia" piuttosto che mercati più piccoli come l'Albania o la Serbia. Gli economisti di Washington si erano con la Banca centrale europea sul tema delle coperture dei crediti deteriorati in occasione del vertice autunnale, lo scorso ottobre. La Bce ha proposto di portare al 100% la copertura delle sofferenze con un lasso di tempo di due anni per i prestiti non garantiti e di sette anni per i garantiti. Il governo italiano, pur condividendo la necessità di ridurre le sofferenza bancarie, giudica sproporzionata la proposta della Bce e oltre i limiti delle sue competenze di sorveglianza bancaria unica in materia di vigilanza perchè, come ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, prefigura un vincolo generalizzato per la gestione degli Npl mentre questa dovrebbe riguardare casi singoli, banca per banca. Anche la Commissione europea ha acceso un faro sul tema delle sofferenze, mentre il Parlamento ha chiesto alla Vigilanza bancaria di evitare fughe in avanti.