Istat: Italia fanalino di coda della Ue per produttività
S&P pronostica una fase di ripresa, "ma la strada è lunga"
MILANO - Se l'Italia può festeggiare in questi mesi tassi di crescita che non si vedevano da molto tempo, come certificato anche nelle ultime rilevazioni sul Pil, d'altra parte proprio dall'Istituto di statistica arriva una sorta di richiamo a frenare gli entusiasmi e contestualizzare questa situazione che non è priva di debolezze strutturali e ritardi rispetto al resto del Vecchio continente.
Negli ultimi due decenni, tra il 1995 e il 2016, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,3%) è risultata "decisamente inferiore alla media Ue (1,6%)", hanno scritto all'Istituto di Statistica nel report sulla "contabilità della crescita". Il risultato italiano è il risultato di incrementi medi del valore aggiunto e delle ore lavorate rispettivamente dello 0,6% e 0,3%. Invece, fa notare l'Istituto di statistica, "tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati …
Negli ultimi due decenni, tra il 1995 e il 2016, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,3%) è risultata "decisamente inferiore alla media Ue (1,6%)", hanno scritto all'Istituto di Statistica nel report sulla "contabilità della crescita". Il risultato italiano è il risultato di incrementi medi del valore aggiunto e delle ore lavorate rispettivamente dello 0,6% e 0,3%. Invece, fa notare l'Istituto di statistica, "tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati …
MILANO - Se l'Italia può festeggiare in questi mesi tassi di crescita che non si vedevano da molto tempo, come certificato anche nelle ultime rilevazioni sul Pil, d'altra parte proprio dall'Istituto di statistica arriva una sorta di richiamo a frenare gli entusiasmi e contestualizzare questa situazione che non è priva di debolezze strutturali e ritardi rispetto al resto del Vecchio continente.
Negli ultimi due decenni, tra il 1995 e il 2016, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,3%) è risultata "decisamente inferiore alla media Ue (1,6%)", hanno scritto all'Istituto di Statistica nel report sulla "contabilità della crescita". Il risultato italiano è il risultato di incrementi medi del valore aggiunto e delle ore lavorate rispettivamente dello 0,6% e 0,3%. Invece, fa notare l'Istituto di statistica, "tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati dalla Germania (1,5%), dalla Francia (1,4%) e dal Regno Unito (1,5%). La Spagna ha registrato un tasso di crescita più basso (0,5%) rispetto alla media europea ma più alto di quello dell'Italia".
Ancora l'Istituto dice che nel 2016 il valore aggiunto dell'intera economia ha registrato una crescita dello 0,9% rispetto al 2015. La produttività del lavoro, calcolata come valore aggiunto per ora lavorata, è diminuita dell'1%; quella del capitale, misurata come rapporto tra il valore aggiunto e l'input di capitale, è aumentata dell'1%.
Al di là dei numeri statistici, dall'agenzia di rating Standard&Poor's arriva un incoraggiamento e un monito. Per gli esperti del rating l'Italia "sta mostrando positivi segnali di ripresa ma dopo sei anni di stagnazione il processo di recupero sarà probabilmente lungo". L'agenzia ricorda l'accelerazione della crescita nel secondo trimestre con il Pil reale in aumento dell'1,5% quest'anno. Fra i fattori positivi la crescita "degli investimenti grazi agli incentivi fiscali" e dal miglioramento delle condizioni di credito con la soluzione della crisi Mps e delle banche venete. Molto da fare resta però sulla "produttività del lavoro", proprio l'elemento sul quale si è puntata l'analisi Istat.
Negli ultimi due decenni, tra il 1995 e il 2016, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,3%) è risultata "decisamente inferiore alla media Ue (1,6%)", hanno scritto all'Istituto di Statistica nel report sulla "contabilità della crescita". Il risultato italiano è il risultato di incrementi medi del valore aggiunto e delle ore lavorate rispettivamente dello 0,6% e 0,3%. Invece, fa notare l'Istituto di statistica, "tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati dalla Germania (1,5%), dalla Francia (1,4%) e dal Regno Unito (1,5%). La Spagna ha registrato un tasso di crescita più basso (0,5%) rispetto alla media europea ma più alto di quello dell'Italia".
Ancora l'Istituto dice che nel 2016 il valore aggiunto dell'intera economia ha registrato una crescita dello 0,9% rispetto al 2015. La produttività del lavoro, calcolata come valore aggiunto per ora lavorata, è diminuita dell'1%; quella del capitale, misurata come rapporto tra il valore aggiunto e l'input di capitale, è aumentata dell'1%.
Al di là dei numeri statistici, dall'agenzia di rating Standard&Poor's arriva un incoraggiamento e un monito. Per gli esperti del rating l'Italia "sta mostrando positivi segnali di ripresa ma dopo sei anni di stagnazione il processo di recupero sarà probabilmente lungo". L'agenzia ricorda l'accelerazione della crescita nel secondo trimestre con il Pil reale in aumento dell'1,5% quest'anno. Fra i fattori positivi la crescita "degli investimenti grazi agli incentivi fiscali" e dal miglioramento delle condizioni di credito con la soluzione della crisi Mps e delle banche venete. Molto da fare resta però sulla "produttività del lavoro", proprio l'elemento sul quale si è puntata l'analisi Istat.