MILANO - Lo stallo sulla formazione del nuovo governo in Germania preoccupa i mercati, con le Borse che trattano inizialmente in calo ma poi ritrovano slancio al giro di boa di seduta e chiudono in positivo. La cancelliera Angela Merkel ha dovuto incassare il rifiuto dei liberali tedeschi. Uno stop che ha aperto le porte a due soli scenari: un governo di minoranza o nuove elezioni. Scenari, entrambi, che procurano incertezza ai mercati che oscillanointorno alla parità.
Milano termina avanzando dello 0,44%. Londra dello 0,12%, Francoforte dello 0,54%, Parigi dello 0,47%. Positiva anche Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,16%, l'S&P500 dello 0,01% e il Nasdaq dello 0,16%.
Tokyo ha terminato la seduta in calo, colpita dal rafforzamento dello yen e in attesa di maggiori sviluppi al Congresso Usa sui tempi di approvazione della riforma del sistema fiscale. L'indice Nikkei ha ceduto in chiusura lo 0,6%.
Sul mercato valutario l'euro sconta il fallimento delle trattative per la formazione del governo tedesco e tratta in ribasso, chiudendo a 1,148 sul biglietto verde contro i 1,1780 di ieri. La moneta unica è stabile sulla divisa giapponese a 132,13. Euro/sterlina a 0,88.
A Piazza Affari protagonisti ancora Creval e Carige. L'istituto valtellinese che si prepara a un aumento di capitale da 700 milioni, ha visto il titolo recuperare terreno dopo la caduta libera dei giorni scorsi. Il recupero è legato al sucesso dell'aumento di Carige che lascia ben sperare anche per le sue sorti. Carige è reduce da una settimana difficile conclusasi però positivamente con l'accordo con il consorzio di garanzia per l'aumento di capitale. Consob, dopo la sospensione ordinata venerdì, ha riammesso il titolo alle negoziazioni, e il titolo si è allineato ai prezzi dell'aumento, con un crollo prevedibile, con un calo del 37,54%. Da segnalare il buon andamento di Mps nell'ultima giornata di offerta gli ex obbligazionisti subordinati per scambiare le loro azioni - rinvenienti dal burden sharing della banca - con titoli garantiti.
Sul fronte dell'agenda macroeconomica in Germania i prezzi alla produzione sono cresciuti del 2,7% anno su anno ad ottobre, più lentamente rispetto all'aumento del 3,1% di settembre, in linea con le aspettative. In Giappone la bilancia commerciale ha evidenziato a ottobre un surplus di 285,4 miliardi di yen (2,14 miliardi di euro), in deciso calo rispetto ai 667,7 miliardi di settembre (dato rivisto al ribasso dal precedente 670,2 miliardi) e sotto i 330 miliardi di yen previsti dagli analisti.
Intervenendo dal Parlamento europeo il presidente della Bce ha rinnovato il richiamo ai Paesi ad approfittare della fase di crescita per mettersi in sicurezza dai rischi di shock esterni, migliorando la situazione dei propri bilanci.
In calo i prezzi del petrolio. Il future gennaio sul Wti cede l'1,43% a 55,90 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent scivola dell'1,75% a 61,62 dollari. In lieve calo l'oro, a 1279 dollari l'oncia
Milano termina avanzando dello 0,44%. Londra dello 0,12%, Francoforte dello 0,54%, Parigi dello 0,47%. Positiva anche Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,16%, l'S&P500 dello 0,01% e il Nasdaq dello 0,16%.
Tokyo ha terminato la seduta in calo, colpita dal rafforzamento dello yen e in attesa di maggiori sviluppi al Congresso Usa sui tempi di approvazione della riforma del sistema fiscale. L'indice Nikkei ha ceduto in chiusura lo 0,6%.
Sul mercato valutario l'euro sconta il fallimento delle trattative per la formazione del governo tedesco e tratta in ribasso, chiudendo a 1,148 sul biglietto verde contro i 1,1780 di ieri. La moneta unica è stabile sulla divisa giapponese a 132,13. Euro/sterlina a 0,88.
A Piazza Affari protagonisti ancora Creval e Carige. L'istituto valtellinese che si prepara a un aumento di capitale da 700 milioni, ha visto il titolo recuperare terreno dopo la caduta libera dei giorni scorsi. Il recupero è legato al sucesso dell'aumento di Carige che lascia ben sperare anche per le sue sorti. Carige è reduce da una settimana difficile conclusasi però positivamente con l'accordo con il consorzio di garanzia per l'aumento di capitale. Consob, dopo la sospensione ordinata venerdì, ha riammesso il titolo alle negoziazioni, e il titolo si è allineato ai prezzi dell'aumento, con un crollo prevedibile, con un calo del 37,54%. Da segnalare il buon andamento di Mps nell'ultima giornata di offerta gli ex obbligazionisti subordinati per scambiare le loro azioni - rinvenienti dal burden sharing della banca - con titoli garantiti.
Sul fronte dell'agenda macroeconomica in Germania i prezzi alla produzione sono cresciuti del 2,7% anno su anno ad ottobre, più lentamente rispetto all'aumento del 3,1% di settembre, in linea con le aspettative. In Giappone la bilancia commerciale ha evidenziato a ottobre un surplus di 285,4 miliardi di yen (2,14 miliardi di euro), in deciso calo rispetto ai 667,7 miliardi di settembre (dato rivisto al ribasso dal precedente 670,2 miliardi) e sotto i 330 miliardi di yen previsti dagli analisti.
Intervenendo dal Parlamento europeo il presidente della Bce ha rinnovato il richiamo ai Paesi ad approfittare della fase di crescita per mettersi in sicurezza dai rischi di shock esterni, migliorando la situazione dei propri bilanci.
In calo i prezzi del petrolio. Il future gennaio sul Wti cede l'1,43% a 55,90 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent scivola dell'1,75% a 61,62 dollari. In lieve calo l'oro, a 1279 dollari l'oncia