Economia

Partecipate pubbliche, una su tre in via di chiusura

Il dato comunicato dagli Enti al Tesoro, ma riguarda le sole società partecipate direttamente dal pubblico

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MILANO - Una partecipata pubblica su tre, delle quasi 5mila nelle quali gli enti hanno direttamente una quota societaria, è in via di chiusura o cessione. E' la fotografia scattata dal Tesoro insieme al Ministero della Pubblica amministrazione, che iniziano a tirare le somme della ricognizione straordinaria sulle società possedute dalle amministrazioni pubbliche, voluta dalla Riforma Madia.

Per il momento si tratta solo di piani e intenzioni scritte sulla carta, ma sono pur sempre il punto di partenza di programmi che dovranno tradursi in tagli effettivi nei prossimi mesi e sui quali il Mef garantisce di vigilare.

Intanto dal Tesoro festeggiano l'aver raccolto i dati come un primo traguardo importante, nella giungla di informazioni sulle reali partecipazioni pubbliche nella quale faticano a districarsi anche le statistiche ufficiali. L'ultimo lavoro Istat a riguardo, su dai 2015, censiva quasi diecimila scoietà, di cui mille già inattive. L'obiettivo dichiarato della razionalizzazione è arrivare a mille sopravviventi in tutto.

Sulla disponibilità dei dati, quindi, c'è un primo rilievo: "Dei circa 10.500 enti tenuti ad approvare la ricognizione straordinaria", specificano i ministeri, "l’83 per cento del totale ha provveduto alla trasmissione del piano. La percentuale di inadempimento è pari al 17 per cento ed appare fisiologica. Inoltre, il 72 per cento dei Comuni inadempienti ha una popolazione inferiore a 5.000 abitanti ed è quindi presumibile che il numero delle partecipazioni da essi detenute non sia tale da modificare il quadro complessivo della rilevazione".

Dai numeri disponibili, i ministeri concludono che le partecipazioni societarie dichiarate sono 32.504 e sono riconducibili a 5.791 società. Spicca in questo numero la distanza dalle quasi 10mila censite dall'Istat per il 2015, delle quali 6.859 attive. Scremando ulteriormente i dati, Tesoro e Ministero della Pa arrivano a dire che le società a partecipazione diretta delle amministrazioni sono 4.701 e circa una su tre di queste sarà interessata da interventi di dismissione. L'Istat censiva a fine ottobre meno di 4.300 partecipate direttamente dai soggetti pubblici.

INCHIESTA. I tagli mai fatti. Ogni giorno una partecipata pubblica in più

Nello specifico, dal monitoraggio emerge che delle 2.558 società in cui gli enti sono in maggioranza, 747 sono le società interessate da procedure di dismissione e 118 le società oggetto di procedure di fusione. Nelle restanti 2.143 società in cui gli enti, nel loro complesso, non detengono la maggioranza del capitale, 785 sono le società da cui gli enti intendono uscire dalla compagine azionaria.

Il lavoro non si può certo fermare a questo censimento. "Nei prossimi mesi, sulla base delle informazioni raccolte, la Struttura di monitoraggio del MEF verificherà la rispondenza dei piani di razionalizzazione presentati dalle amministrazioni ai criteri indicati nel Testo Unico. In tale fase, l’attività sarà svolta, anche con il supporto di un software dedicato che sta per entrare in operatività, essenzialmente attraverso l’analisi dei provvedimenti adottati dalle Amministrazioni e dei dati dalle stesse dichiarati, verificandone la coerenza rispetto ai vincoli, anche quantitativi, previsti dal Testo Unico, in termini di fatturato, risultato economico, numero dei dipendenti, numero degli amministratori di ciascuna società partecipata. Parallelamente, sarà monitorata anche l’effettiva attuazione delle misure di razionalizzazione previste nei piani di revisione straordinaria, quali alienazione, fusione, messa in liquidazione della società".