Economia

EasyJet fa il pieno di passeggeri e tocca quota 80 milioni

Conti positivi per il secondo gruppo low cost europeo che ha messo nel mirino anche Alitalia. La recente acquisizione di Air Berlin peserà nel 2018 ma avrà effetti positivi nel 2019. Ora il cambio al vertice: dal 1 dicembre lascia il ceo Carolynn McCall e entra Johan Lundgren

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ROMA - EasyJet allunga e tocca nuovi record, con 80,2 milioni di passeggeri, in crescita del 9,7% rispetto all’anno precedente, e un fattore di riempimento – il load factor – altrettanto impressionante a 92,6% (contro il 91,6% del 2016).
 
L'anno fiscale 2017, chiuso a settembre, è uno di quelli da incorniciare nonostante le difficoltà e le prime avvisaglie di una ripartenza del prezzo del carburante. I dati infatti danno ragione alle scelte del ceo Carolyn McCall che tra dieci giorni lascerà la compagnia low cost e lascerà il posto al collega Johan Lundgren, già numero uno del vettore leisure Tui. Il nuovo numero uno dovrà valutare, in particolare, gli effetti della questione Alitalia che vede easyJet, assieme a Lufthansa, in prima fila per l'eventuale acquisizione. Intanto i conti del gruppo vanno a gonfie vele: tutte le performance sono infatti positive: la capacità è cresciuta dell’8,5% a 86,7 milioni di posti, "come conseguenza della strategia di easyJet incentrata su investimenti focalizzati sulle posizioni di leadership nei principali aeroporti europei" come spiega una nota della compagnia.
 
I ricavi totali ammontano a 5,047 miliardi di sterline, in crescita dell’8,1%, con i ricavi per posto offerto sostanzialmente stabili anno su anno (-0,4%) a 58,23 sterline, come conseguenza di benefici derivanti dall’andamento dei tassi di cambio, dei ricavi ancillari (tutto ciò che porta denaro in cassa oltre alla vendita dei biglietti) e del load factor, il cui andamento positivo ha attenuato la pressione sui prezzi. Una particolarità di easyJet è che il 98% della capacità complessiva è allocata in aeroporti in cui il vettore inglese detiene posizioni di leadership.
 
I profitti prima delle tasse sono pari a 408 milioni di sterline, nonostante un impatto negativo dai tassi di cambio pari a 101 milioni di sterline. Resta poi una liquidità netta di 357 milioni di sterline e dividendo previsto è di 40,9 pence per azione.  Da monitorare la questione relativa alle acquisizioni. Il mese scorso, infatti, easyJet ha annunciato un accordo per l'acquisizione di una parte delle operazioni di Air Berlin a Berlino Tegel per 40 milioni di euro, subordinato all’approvazione regolatoria e Antitrust. L'acquisizione, che dovrebbe concludersi a dicembre, comporterà l'ingresso nel gruppo di 25 aeromobili A320 e di circa 1000 posti di lavoro per gli equipaggi Air Berlin ed altri asset, compresi gli slot. Il prezzo d'acquisto esclude i costi di avviamento e i costi operativi di transizione che peseranno per tutto il prossimo anno. Oltre alla base già esistente a Berlino Schönefeld, questo accordo renderà easyJet la principale compagnia aerea di breve e medio raggio a Berlino.
 
Ecco perché le operazioni a Berlino Tegel avranno un impatto finanziario negativo nel 2018 pari a 60 milioni di sterline. Le attività verranno avviate utilizzando, a gennaio 2018, aeromobili in wet lease con fattori di riempimento e rendimenti iniziali più bassi. Inoltre, nell'esercizio finanziario 2018 sono previsti costi relativi a voci straordinarie una tantum, associati all’operazione, per circa 100 milioni di sterline. Costi che rappresentano l’avviamento di un'attività di dry lease, la riconversione della flotta e i costi di selezione e formazione del personale, nonché i costi della transazione.