Economia

Borse europee in calo. Milano tiene in positivo

I listini rallentano sul finale, nuovi record a Wall Street. La riforma fiscale incassa il sì di McCain. Tokyo chiude positiva con l'indebolimento dello yen

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MILANO - Sterzata in chiusura di seduta per le Borse europee. Milano è l'unica delle big a tenersi in territorio positivo chiudendo a 0,19%. Londra perde lo 0,9%, Parigi lo 0,47% e Francoforte lo 0,29%. A Piazza Affari fa bene tutto il comparto bancario, con Bper in testa che chiude in rialzo del 3,89%. A Wall Street nuovo record del Dow Jones che sfonda per la prima volta la soglia dei 24 mila punti e sale dello 0,91%. Bene anche Nasdaq, dopo i cali di ieri del settore tecnologico, che sale dello 0,67% così come l'S&P500, in crescita dello 0,62%. A fine giornata chiusura record, con il Dow Jones che archivia per la prima volta sopra i 24.000 punti (+1,35% a 24.263,47 punti), l'S&P500 che aggiorna il suo massimo storico (+0,82% a 2.647,54 punti) mentre il Nasdaq avanza dello 0,73% a 6.873,97 punti.

Una giornata sul mercato che ha guardato soprattuto al vertice dei paesi produttori di petrolio a Vienna. I membri dell'Opec hanno trovato un'intesa per il prolungamento dei tagli fino a fine 2018, mentre per i Paesi che non fanno parte del cartello la discussione è ancora in corso. Alla chiusura delle Borse europee il future Wti a gennaio al Nymex cede lo 0,3% a 57,12 dollari al barile, il Brent avanza invece dello 0,46% a 63,40 dollari.

I cali nel comparto tecnologico hanno coinvolto anche i mercati asiatici dove però Tokyo è riuscito ad archiviare la seduta in rialzo grazie all'indebolimento dello yen che ha avvataggiato tutto il settore dell'export.  A fine giornata l'indice Nikkei ha mostrato un progresso dello 0,57% a 22.724,96 punti, mentre il Topix è salito dello 0,33% a 1.792,08 punti.

Sul fronte valutario l'euro si rafforza ancora sul dollaro. La moneta unica viene scambiata a inizio seduta a 1,1917 dollari contro i 1,1850 di ieri. La divisa Usa perde posizioni  nonostante i segnali positivi in arrivo dagli Usa sul fronte della riforma fiscale con i Repubblicani al lavoro sulle limature del testo in vista della discussione e del voto. Il presidente Trump intanto ha incassato il voto favorevole alla riforma da parte di John McCain, rendendo il traguardo dell'ok al Senato più vicino. Non sono cadute nel vuoto poi le preoccupazioni espresse ieri dalla presidente uscente della Fed Janet Yellen, a proposito del rischio che la riforma impatti eccessivamente sul debito pubblico americano. Lo spread resta ai minimi, a 139 punti con il rendimento dei decennali italiani è stabile all'1,78%.

Sul fronte più strettamente macro dall'Italia l'Istat ha evidenziato una sostanziale stabilità sul fronte del mercato del lavoro, certficando invece un rallentamento dell'inflazione, che si attesta allo 0,9% a novembre, con i prezzi in calo su base mensile dello 0,2%. In controtendenza, benché sotto le attese, il dato dell'Eurozona, con l'inflazione all'1,5%.  Negli Usa infine le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 2.000 Unità a 238.000, Contro le 240.000 della settimana precedente. Un dato, questo, migliore delle attese.