MILANO - Si ridimensiona l'euforia sul mercato per la riforma fiscale Usa. Dopo i forti guadagni di ieri le Borse europee chiudono deboli. Milano riesce a strappare un rialzo dello 0,24%. L'arretramento dell'euro, arrivato anche vicino a quota 1,18 dollari (poi attestatosi a 1,1816 dollari), e le buone indicazioni sull'economia italiana ("la ripresa si consolida", secondo l'istat) fanno di milano la migliore piazze del Vecchio continente, in una seduta sostanzialmente poco movimentata per i listini azionari. Londra lima lo 0,16%, con il calo della sterlina per lo stallo delle trattative tra Regno Unito e Commissione, che ieri si sono nuovamente fermate, Francoforte flette dello 0,08% e Parigi dello 0,26%. Tokyo ha chiuso in calo, scontando le forti vendite che hanno colpito ieri a Wall Street tutto il comparto tecnologico. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,37%. Oggi invece la Borsa Usa ritrova slancio: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones avanza dello 0,04% e lo S&P500 dello 0,3%. Accelera di più invece il Nasdaq, reduce da una seduta in ribasso ieri, e che oggi mette a segno un progresso dello 0,75%.
Lo spread si attesta a quota 137 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,71%. A Piazza Affari brillano in particolare Mediaset e Moncler, che crescono di più di due punti percentuali.
Sul fronte macroeconomico, in Italia si rafforza l'indice Pmi servizi a 54,7 a novembre dal 52,1 di ottobre, mentre l'Istat nella sua nota mensile conferma che la crescita italiana si sta consoldiando.
L'indice pmi complessivo dell'Eurozona sale a novembre al top dall'aprile 2011 e quello manifatturiero al massimo da 17 anni. L'indice pmi finale, calcolato da Markit, che comprende il settore manifatturiero e quello servizi, avanza a 57,5 punti, come quello flash e sopra i 56 punti di ottobre, il massimo da 79 mesi.
Negli Usa, a ottobre il deficit commerciale sale dell'8,6% a 48,7 miliardi di dollari, peggio delle attese degli analisti.
Quotazioni del petrolio in lieve calo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio che passano di mano a 57,41 dollari al barile (-0,1%) mentre il Brent cede lo 0,2% a 62,33 dollari. Poco mosso l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.275,3 dollari l'oncia.
Lo spread si attesta a quota 137 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,71%. A Piazza Affari brillano in particolare Mediaset e Moncler, che crescono di più di due punti percentuali.
Sul fronte macroeconomico, in Italia si rafforza l'indice Pmi servizi a 54,7 a novembre dal 52,1 di ottobre, mentre l'Istat nella sua nota mensile conferma che la crescita italiana si sta consoldiando.
L'indice pmi complessivo dell'Eurozona sale a novembre al top dall'aprile 2011 e quello manifatturiero al massimo da 17 anni. L'indice pmi finale, calcolato da Markit, che comprende il settore manifatturiero e quello servizi, avanza a 57,5 punti, come quello flash e sopra i 56 punti di ottobre, il massimo da 79 mesi.
Negli Usa, a ottobre il deficit commerciale sale dell'8,6% a 48,7 miliardi di dollari, peggio delle attese degli analisti.
Quotazioni del petrolio in lieve calo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio che passano di mano a 57,41 dollari al barile (-0,1%) mentre il Brent cede lo 0,2% a 62,33 dollari. Poco mosso l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.275,3 dollari l'oncia.