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Sfuma l'euforia per la riforma fiscale Usa, le Borse Ue chiudono deboli

Le forti vendite sui titoli tecnologici Usa condizionano in negativo anche Tokyo, che chiude in calo. Euro stabile sul dollaro. Petrolio in calo
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MILANO - Si ridimensiona l'euforia sul mercato per la riforma fiscale Usa. Dopo i forti guadagni di ieri le Borse europee chiudono deboli. Milano riesce a strappare un rialzo dello 0,24%. L'arretramento dell'euro, arrivato anche vicino a quota 1,18 dollari (poi attestatosi a 1,1816 dollari), e le buone indicazioni sull'economia italiana ("la ripresa si consolida", secondo l'istat) fanno di milano la migliore piazze del Vecchio continente, in una seduta sostanzialmente poco movimentata per i listini azionari. Londra lima lo 0,16%, con il calo della sterlina per lo stallo delle trattative tra Regno Unito e Commissione, che ieri si sono nuovamente fermate, Francoforte flette dello 0,08% e Parigi dello 0,26%. Tokyo ha chiuso in calo, scontando le forti vendite che hanno colpito ieri a Wall Street tutto il comparto tecnologico. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,37%. Oggi invece la Borsa Usa ritrova slancio: alla chiusura dei mercati europei il Dow …
MILANO - Si ridimensiona l'euforia sul mercato per la riforma fiscale Usa. Dopo i forti guadagni di ieri le Borse europee chiudono deboli. Milano riesce a strappare un rialzo dello 0,24%. L'arretramento dell'euro, arrivato anche vicino a quota 1,18 dollari (poi attestatosi a 1,1816 dollari), e le buone indicazioni sull'economia italiana ("la ripresa si consolida", secondo l'istat) fanno di milano la migliore piazze del Vecchio continente, in una seduta sostanzialmente poco movimentata per i listini azionari. Londra lima lo 0,16%, con il calo della sterlina per lo stallo delle trattative tra Regno Unito e Commissione, che ieri si sono nuovamente fermate, Francoforte flette dello 0,08% e Parigi dello 0,26%. Tokyo ha chiuso in calo, scontando le forti vendite che hanno colpito ieri a Wall Street tutto il comparto tecnologico. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,37%. Oggi invece la Borsa Usa ritrova slancio: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones avanza dello 0,04% e lo S&P500 dello 0,3%. Accelera di più invece il Nasdaq, reduce da una seduta in ribasso ieri, e che oggi mette a segno un progresso dello 0,75%.

Lo spread si attesta a quota 137 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,71%. A Piazza Affari brillano in particolare Mediaset e Moncler, che crescono di più di due punti percentuali.

Sul fronte macroeconomico, in Italia si rafforza l'indice Pmi servizi a 54,7 a novembre dal 52,1 di ottobre, mentre l'Istat nella sua nota mensile conferma che la crescita italiana si sta consoldiando.
L'indice pmi complessivo dell'Eurozona sale a novembre al top dall'aprile 2011 e quello manifatturiero al massimo da 17 anni. L'indice pmi finale, calcolato da Markit, che comprende il settore manifatturiero e quello servizi, avanza a 57,5 punti, come quello flash e sopra i 56 punti di ottobre, il massimo da 79 mesi.

Negli Usa, a ottobre il deficit commerciale sale dell'8,6% a 48,7 miliardi di dollari, peggio delle attese degli analisti.

Quotazioni del petrolio in lieve calo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio che passano di mano a 57,41 dollari al barile (-0,1%) mentre il Brent cede lo 0,2% a 62,33 dollari. Poco mosso l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.275,3 dollari l'oncia.