Dalle bucce d'arancia ai fondi di caffè, quando i rifiuti diventano materia prima
C'è Orange Fiber, che usa gli scarti della lavorazione delle arance per produrre tessuti. E Funghi espresso, che sfrutta i fondi di caffè per coltivare funghi. Sono alcune delle aziende mappate dall'Atlante dell'economia circolare, imprese per cui quella che normalmente consideriamo spazzatura diventa la base per nuove lavorazioni. Dagli pneumatici recuperati ai gioielli realizzati dai fondi di lattina, un settore che riduce gli sprechi e l'impatto ambientale dell'industria tradizionale
Esperienze che nel nostro Paese sono diffuse ancora a macchia di leopardo. "In Italia i rifiuti valgono 10 miliardi di euro l'anno, ma sono uno entra nel circuito dell'economia circolare", dice Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, il principale consorzio italiano per il recupero dei rifiuti elettronici. Che insieme a Cdca, il Centro documentazione sui conflitti ambientali, ha promosso il primo Atlante dell'economia circolare, un sito che raccoglie e racconta cento storie italiane di eccellenza nel settore del riciclo. Navigando lungo lo stivale, si può scoprire la storia di Bimora, leader nella produzione di macchine per la raccolta dei vuoti a rendere. Quella di Ts Asfalti, che ha sviluppato una tecnologia per rilavorare il fondo stradale danneggiato anziché sostituirlo. O acnora Orange Fiber, che utilizza gli scarti della lavorazione degli agrumi per produrre un tessuto utilizzato anche da Ferragamo. E Carmina Campus, che dai fondi di lattina ha realizzato una linea di gioielli.
Dal punto di vista del settore, la maggior parte delle aziende mappate, il 21%, si occupa di riciclo dei rifiuti e recupero dei materiali, il 13,2% realizza prodotti di moda e arredamento, il 12% si muove nel campo alimentare e l'11,8% in quello dell'edilizia. Dal punto di vista geografico, la Lombardia risulta la Regione più rappresentata, seguita da Lazio e Toscana. Tra le città è prima Roma, con 13 aziende, davanti a Milano con 9.
@filipposantelli