Enasarco, al voto i conti 2018 dopo il no di Federagenti in cda
Vittoria Puledda, di VITTORIA PULEDDATensioni tra i delegati: mercoledì si riunirà l'assemblea, però nel cda che ha stilato il documento contabile i due rappresentanti degli agenti hanno votato contro. Attesa entro fine gennaio la soluzione sul contenzioso con Sorgente
MILANO - Tempo di conti per Enasarco. L'ente di previdenza integrativa e assistenza di circa 250 mila agenti di commercio e consulenti finanziari si avvia ad approvare il bilancio preventivo 2018 - e i conti preconsuntivi 2017 - ma non tutte le componenti sono in sintonia. Mercoledì si riunirà l'assemblea dei delegati, però nel cda che ha stilato il documento contabile i due rappresentanti di Federagenti hanno votato contro. I conti del 2017 vanno bene e sono migliorati di una decina di milioni rispetto al budget, però Federagenti non condivide alcune scelte ipotizzate in ambito assicurativo-prevdenziale e lamenta la mancanza di condivisione delle scelte stesse. Rispetto alla conflittualità degli anni passati il clima è migliorato ma le tensioni non sono ancora tutte risolte, nemmeno con la nuova presidenza affidata a Gianroberto Costa (subentrato un anno e mezzo fa a Brunetto Boco).
Del resto i cantieri per rifondare l'ente…
Del resto i cantieri per rifondare l'ente…
MILANO - Tempo di conti per Enasarco. L'ente di previdenza integrativa e assistenza di circa 250 mila agenti di commercio e consulenti finanziari si avvia ad approvare il bilancio preventivo 2018 - e i conti preconsuntivi 2017 - ma non tutte le componenti sono in sintonia. Mercoledì si riunirà l'assemblea dei delegati, però nel cda che ha stilato il documento contabile i due rappresentanti di Federagenti hanno votato contro. I conti del 2017 vanno bene e sono migliorati di una decina di milioni rispetto al budget, però Federagenti non condivide alcune scelte ipotizzate in ambito assicurativo-prevdenziale e lamenta la mancanza di condivisione delle scelte stesse. Rispetto alla conflittualità degli anni passati il clima è migliorato ma le tensioni non sono ancora tutte risolte, nemmeno con la nuova presidenza affidata a Gianroberto Costa (subentrato un anno e mezzo fa a Brunetto Boco).
Del resto i cantieri per rifondare l'ente sono vari e in alcuni casi solo abbozzati. Tra questi c'è la possibile revisione dello Statuto e del meccanismo elettorale, dopo questo primo periodo di rodaggio: la rivoluzione copernicana, che ha portato solo diciotto mesi fa alla prima assemblea di delegati eletti dagli iscritti (e non nominati dagli enti di categoria) ha mostrato qualche crepa nel funzionamento ed è in corso una riflessione su come intervenire. Ma le interlocuzioni con i ministeri vigilanti (Mef e Lavoro) per i correttivi non sono ancora partite.
Poi c'è il capitolo investimenti e il rapporto a volte difficile con i gestori dei relativi fondi. Una commissione composta da quattro consiglieri sta studiando la corposa relazione commissionata a Pricewaterhousecooper su Gwm, per la parte mobiliare. Entro una decina di giorni dovrebbe essere pronta la relazione al consiglio. Ma all'attenzione della commissione ci sarebbero stati in passato anche i contratti con Sorgente sgr. Per quanto riguarda questo secondo caso la soluzione del contenzioso in corso, che ha visto ricorsi e denunce incrociate, potrebbe arrivare entro la fine di gennaio, quando si dovrebbe arrivare alla vendita degli immobili nel fondo Megas (dei cui Enasarco è primo investitore) ad Hines, che affiderà sempre a Sorgente la gestione degli asset, con un nuovo fondo.
L'obiettivo della Fondazione, comunque, è diversificare maggiormente gli investimenti (e di conseguenza i gestori). Un processo che ragionevolmente riguarderà in futuro anche Gwm, subentrata a fine 2011 nella parte mobiliare. Complessivamente il patrimonio di Enasarco ammonta se 7 miliardi, di cui circa la metà è ancora legata al mattone (gli investimenti diretti sono il 10%, ma poi ci sono i fondi ad apporto e i fondi immobiliari riservati).
Il progetto Mercurio, che doveva far dismettere massicciamente il patrimonio immobiliare non è certo stato un successo ma comunque si avvia a conclusione. Entro la fine del 2018 infatti, i 3251 immobili ancora in gestione diretta Enasarco saranno venduti oppure apportati a fondi riservati. Attualmente sono stati venduti circa 9mila immobili (su 17mila) mentre poco meno di 5mila sono stati conferiti ai fondi ad apporto.
Del resto i cantieri per rifondare l'ente sono vari e in alcuni casi solo abbozzati. Tra questi c'è la possibile revisione dello Statuto e del meccanismo elettorale, dopo questo primo periodo di rodaggio: la rivoluzione copernicana, che ha portato solo diciotto mesi fa alla prima assemblea di delegati eletti dagli iscritti (e non nominati dagli enti di categoria) ha mostrato qualche crepa nel funzionamento ed è in corso una riflessione su come intervenire. Ma le interlocuzioni con i ministeri vigilanti (Mef e Lavoro) per i correttivi non sono ancora partite.
Poi c'è il capitolo investimenti e il rapporto a volte difficile con i gestori dei relativi fondi. Una commissione composta da quattro consiglieri sta studiando la corposa relazione commissionata a Pricewaterhousecooper su Gwm, per la parte mobiliare. Entro una decina di giorni dovrebbe essere pronta la relazione al consiglio. Ma all'attenzione della commissione ci sarebbero stati in passato anche i contratti con Sorgente sgr. Per quanto riguarda questo secondo caso la soluzione del contenzioso in corso, che ha visto ricorsi e denunce incrociate, potrebbe arrivare entro la fine di gennaio, quando si dovrebbe arrivare alla vendita degli immobili nel fondo Megas (dei cui Enasarco è primo investitore) ad Hines, che affiderà sempre a Sorgente la gestione degli asset, con un nuovo fondo.
L'obiettivo della Fondazione, comunque, è diversificare maggiormente gli investimenti (e di conseguenza i gestori). Un processo che ragionevolmente riguarderà in futuro anche Gwm, subentrata a fine 2011 nella parte mobiliare. Complessivamente il patrimonio di Enasarco ammonta se 7 miliardi, di cui circa la metà è ancora legata al mattone (gli investimenti diretti sono il 10%, ma poi ci sono i fondi ad apporto e i fondi immobiliari riservati).
Il progetto Mercurio, che doveva far dismettere massicciamente il patrimonio immobiliare non è certo stato un successo ma comunque si avvia a conclusione. Entro la fine del 2018 infatti, i 3251 immobili ancora in gestione diretta Enasarco saranno venduti oppure apportati a fondi riservati. Attualmente sono stati venduti circa 9mila immobili (su 17mila) mentre poco meno di 5mila sono stati conferiti ai fondi ad apporto.