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Mercati europei incerti, Milano maglia nera. Nuovo record per ildow Jones

Il dollaro si stabilizza dopo la sconfitta repubblicana in Alabama, che lo aveva indebolito. Piazza Affari cede l'1,5%: maglia nera in Europa con le banche pesanti. Sale lo spread
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MILANO - La sconfitta elettorale dei Repubblicani in Alabama suona come un monito al presidente Usa, Donald Trump, e i mercati ne prendono atto andando a vedere il dollaro. Se fino a ieri mattina il biglietto verde aveva proseguito il suo apprezzamento sui mercati valutari, oggi il Dollar Index va sotto pressione. Roy Moore non è riuscito ad imporsi in una storica roccaforte del partito e con la vittoria di Doug Jones la maggioranza dei repubblicani al Senato si assottiglia a 51 seggi. Si complica dunque la via all'attuazione delle riforme di Trump, in primis quella fiscale. La reazione dei mercati è arrivata tutta sul valutario, ma è durata poco: dopo l'iniziale rafforzamento, l'euro è tornato a stabilizzarsi. Alla fine ha registrato un minimo guadagno a 1,1763 nei confronti del biglietto verde.

I listini europei terminano la giornata incerti alla vigilia della riunione della Bce che potrebbe dettagliare meglio il tapering e nel giorno che, co…
MILANO - La sconfitta elettorale dei Repubblicani in Alabama suona come un monito al presidente Usa, Donald Trump, e i mercati ne prendono atto andando a vedere il dollaro. Se fino a ieri mattina il biglietto verde aveva proseguito il suo apprezzamento sui mercati valutari, oggi il Dollar Index va sotto pressione. Roy Moore non è riuscito ad imporsi in una storica roccaforte del partito e con la vittoria di Doug Jones la maggioranza dei repubblicani al Senato si assottiglia a 51 seggi. Si complica dunque la via all'attuazione delle riforme di Trump, in primis quella fiscale. La reazione dei mercati è arrivata tutta sul valutario, ma è durata poco: dopo l'iniziale rafforzamento, l'euro è tornato a stabilizzarsi. Alla fine ha registrato un minimo guadagno a 1,1763 nei confronti del biglietto verde.

I listini europei terminano la giornata incerti alla vigilia della riunione della Bce che potrebbe dettagliare meglio il tapering e nel giorno che, come previsto, ha portato al rialzo dei tassi da parte della Fed. Milano chiude in maglia nera con un ribasso dell'1,44%. Secondo quanto annota Ig Markets, nelle sale operative cresce la tensione per il clima elettorale: il giorno delle urne dovrebbe essere il 4 marzo. Il comparto bancario è particolarmente debole. Cede il passo anche Tim, nel giorno dell'incontro Genish-Calenda sul futuro della rete. Lo spread ne risente e il differenziale tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi si porta a 146,4 punti, dai 140 punti dell'apertura. Anche il rendimento del decennale sale all'1,777%. In lieve rialzo anche il tasso del Bonos spagnolo a 1,498% mentre lo spread con il Bund si colloca a 118,4 punti. Nel resto d'Europa, Londra riesce a tenere la parità (-0,05%), Parigi lima lo 0,51% e Francoforte lo 0,44%.

Chiusura in territorio sostanzialmente positivo per Wall Street, che dava per scontata la nuova stretta annunciata dalla Federal Reserve, l'ultima dell'era di Janet Yellen. Il Dow Jones aggiorna ancora una volta il proprio record salendo dello 0,33% a 24.586,67 punti, il Nasdaq avanza dello 0,20% a 6.875,80 punti mentre lo S&P 500 gira in negativo nei minuti finali della seduta e perde lo 0,04% a 2.662,92 punti.

Tornando nell'Unione Europea, nel terzo trimestre del 2017 il numero di persone che hanno un posto di lavoro è cresciuto dello 0,4% nella zona euro e dello 0,3%, secondo le stime pubblicate da Eurostat: 236,3 milioni di persone hanno un'occupazione nell'Ue a 28, di cui 156,3 milioni nella zona euro. Si tratta del più alto livello mai registrato. Istat ha tracciato una dinamica leggermente positiva per l'industria italiana a ottobre, Confindustria ha rilasciato un report ottimistico sulla crescita. Il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna resta intanto stabile al 4,3% annuale nel trimestre concluso a ottobre. Negli Usa, infine, l'inflazione di novembre ha centrato le stime con una crescita mensile dello 0,4%.

In mattinata l'Asia ha chiuso in ordine sparso. Positive le Borse cinesi: a Shanghai l'indice Composite termina gli scambi in progresso dello 0,68% a 3.303,04 punti, mentre a Shenzhen il Component avanza dello 0,91% a 11.143,89 punti. Ottima giornata anche per Hong Kong (+1,5%), negativa invece Tokyo nonostante la giornata buona di Toshiba. Il colosso in crisi ha trovato l'accordo con il partner Western Digital, che non si opporrà più alla cruciale vendita della controllata Toshiba Memory, necessaria alla sopravvivenza del gruppo con un valore intorno a 15 miliardi di euro. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,47% a 22.758,07 punti, il Topix ha perso lo 0,23% a 1810,84.

Sul fronte delle materie prime, il barile di petrolio Brent è in ribasso alla chiusura delle Borse Ue: perde lo 0,7% a 56,7 dollari al barile. L'oro è invariato in area 1.245 dollari l'oncia.