Economia

I duellanti di Airbus lasciano la poltrona: via Enders e Brégier

Il numero uno tedesco, e il presidente del settore che si occupa degli aerei civili (francese) che vale il 75% del fatturato in azienda annunciano in contemporanea il passo indietro dopo anni di veleni e colpi bassi. Nuovo board a partire dall'aprile 2019. Ma si riapre lo scontro Germania-Francia sulla governance

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ROMA - Tra i due litiganti, è proprio il caso di dirlo, il terzo gode. Il vecchio adagio vale oggi più che mai se si guarda a quanto sta avvenendo in queste ore in casa Airbus, il colosso aerospaziale franco-tedesco. Dopo mesi di lotte intestine di potere tra il numero uno (tedesco) Tom Enders sostenuto dal governo di Angela Merkel e Fabrice Brégier, presidente del settore "aerei commerciali" (francese) con alle spalle a sua volta l'appoggio del governo transalpino, non ci saranno vincitori. Almeno per adesso visto che alla fine entrambi lasceranno l'amata poltrona in attesa del nuovo amministratore delegato che arriverà nel maggio 2019.

Per Brégier l'addio sarà più breve ma non meno intenso visto che a febbraio sarà sostituito da Guillaume Faury, oggi CEO di Airbus Helicopters: da marzo diventerà presidente di Airbus Commercial Aircraft il braccio "forte" del gruppo che vale il 75% del fatturato. Più lontano, invece, l'addio alla poltrona dell'attuale CEO del gruppo, il 59enne Tom Enders che ha annunciato di non volersi candidare per un terzo mandato al vertice nell'aprile 2019.
 
“Il privilegio di aver servito per questa grande compagnia porta con se la responsabilità di garantire in futuro una transizione morbida verso il mio successore", dice Enders "dopo 14 anni al servizio di questa società. Ora - ha aggiunto - c'è bisogno di menti più "fresche" a partire dalle sfide che attendono Airbus nei prossimi anni e dal 2020".  Lo stesso Fabrice Brégier (56 anni), ha comunicato al board del gruppo di "non volersi ricandidare" al vertice, come successore di Enders.

La storia è soltanto all'apparenza un normale cambio della guardia per due vecchi leoni della società aerospaziale. In realtà dietro si nascondono anni di rivalità durissime e di scontri sulla governance tra tedeschi e francesi che negli ultimi tempi sembravano sopiti. Ad aggravare la situazione nei mesi scorsi sono piovute sulla società accuse di irregolarità e presunti affari poco chiari nella vendita di forniture sia civili sia, soprattutto, militari.

Ora parte la caccia al nuovo numero uno che dovrà rivedere l'intera struttura di Airbus e togliere dal tavolo le inefficienze registrate neghli ultimi mesi: molte compagnie lamentano ritardi negli ordini e Airbus, a sua volta, punta l'indice sui fornitori che non avrebbero rispettato le consegne. Come nel caso dei motori dei modelli di medio raggio. Il tutto mentre il più abile e conosciuto venditore di aerei della storia John Leahy che da solo ha "piazzato oltre 16mila velivoli in 23 anni di carriera va via e lascia il suo posto. E lo lascia con un ultimo "sgarbo" a Donald Trump, con la sua ultima partita da 100 aerei Airbus venduti a Delta, proprio nel cuore dell'America che guarda ai prodotti Made in Usa.