Respinto il concordato: fallimento per Borsalino, storico marchio di cappelli
No del tribunale alla richiesta avanzata della Haeres Equita srl, società dell'imprenditore svizzero Camperio. Il primo concordato era stato revocato nel 2016
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MILANO - Questa volta sembra essere arrivata davvero al capolinea l'avventura della Borsalino, storica azienda alessandrina di cappelli. L'impresa è fallita dopo che il tribunale ha respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, società dell'imprenditore svizzero Camperio, che gestisce l'azienda dopo l'affitto del ramo.
A renderlo noto sono stati i sindacati, che nel pomeriggio incontreranno i curatori, Stefano Ambrosini e Paola Barisone, e i lavoratori. Dall'azienda, al momento, non è stata data nessuna comunicazione ufficiale.
Quella respinta dal tribunale di Alessandria è la seconda richiesta di concordato, dopo quello che era stato revocato a dicembre 2016. "Abbiamo già chiesto un incontro con i curatori fallimentari e, nel pomeriggio, incontreremo anche i lavoratori", ha commentato Elio Bricola della Uil.
"Per quel che sappiamo al momento - aggiunge - è ragionevole che i contratti del ramo d'affitto vadano comunque avanti, nell'interesse di tutti". I legali dell'azienda, secondo quanto appreso, stanno approfondendo il dispositivo del tribunale.
I cappelli Borsalino e le star di cinema e musica
Un'azienda "sana" e che "produce", ma che da oggi è ufficialmente fallita. E' la parabola di Borsalino, storica firma produttrice di cappelli di Alessandria, riferita dai suoi sindacati. Il tribunale ha, infatti, respinto la seconda richiesta di concordato per evitare la bancarotta, portata avanti da Haeres Equita Srl, la società dello svizzero Camperio che in questi anni ha affittato l'azienda. Un duro colpo per lo storico marchio che ha vestito, tra gli altri, la testa di Winston Churchill, Pancho Villa, Gabriele D'Annunzio e Ernest Hemingway.