MILANO - I piloti di aereo sono oggi un bene che scarseggia, e per portarli sotto la propria bandiera, le compagnie sono disposte a strapparli ai concorrenti. Per evitare questo “calciomercato dei top gun”, l’alternativa è quella di farli crescere nel proprio vivaio e puntare sulle scuole di volo interne. E su questo fronte, i vari operatori sono sempre più attivi.
La compagnia lettone air Baltic, ad esempio, questo mese ha aperto nuove candidature per la sua Pilot Academy. L’obiettivo è di iniziare all’addestramento 20 persone all’anno, con i primi corsi teorici previsti per marzo 2018. Gli aspiranti aviatori dovranno poi giostrarsi tra i display, le leve e i bottoni del simulatore di volo di un Boeing 737. Il tempo necessario per una formazione completa varia a seconda delle capacità dei candidati, ma le statistiche dicono che la durata media è pari a 18 mesi. Secondo Pauls Calitis, senior vice-president della compagnia lettone “nel corso degli anni air Baltic Training ha guadagnato esperienza significativa nella formazione di professionisti dell'aviazione. Ora stiamo espandendo le nostre capacità per offrire il programma di allenamento più moderno e professionale per i nuovi piloti”.
Passando dai Paesi Baltici all’Europa mediterranea, invece, una storia particolare è quella di Alitalia. La sua accademia, nonostante fosse tra le più prestigiose al mondo, dovette chiudere i battenti. Nel 2015, dopo 10 anni di sospensione, venne riaperta in collaborazione con il partner arabo Etihad Airways. Il programma, chiamato Cadet Pilot, è durato due anni e si è concluso a settembre di quest’anno. Novità assoluta è stata la geografia della formazione, divisa tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti.
Ma se le compagnie di linea si muovono su questo fronte, le società indipendenti non stanno a guardare. L’australiana Ansett Aviation ha aperto questo mese a Milano il suo primo centro di addestramento europeo. L’unico in Italia di una realtà indipendente. Anche in questo caso è stato installato un simulatore di volo del Boeing 737. E presto ci saranno anche l’Airbus A320 e un Avro. Ma Ansett batterà un altro record: nel 2018, con il contributo dei vigili del fuoco, arriverà anche il primo simulatore del Canadair CL-415, ovvero il mezzo usato per spegnere gli incendi. L’azienda australiana, per i quattro macchinari, ha messo sul piatto una cifra di circa 50 milioni. Il mercato della formazione dei piloti, è pronto al decollo.
La compagnia lettone air Baltic, ad esempio, questo mese ha aperto nuove candidature per la sua Pilot Academy. L’obiettivo è di iniziare all’addestramento 20 persone all’anno, con i primi corsi teorici previsti per marzo 2018. Gli aspiranti aviatori dovranno poi giostrarsi tra i display, le leve e i bottoni del simulatore di volo di un Boeing 737. Il tempo necessario per una formazione completa varia a seconda delle capacità dei candidati, ma le statistiche dicono che la durata media è pari a 18 mesi. Secondo Pauls Calitis, senior vice-president della compagnia lettone “nel corso degli anni air Baltic Training ha guadagnato esperienza significativa nella formazione di professionisti dell'aviazione. Ora stiamo espandendo le nostre capacità per offrire il programma di allenamento più moderno e professionale per i nuovi piloti”.
Passando dai Paesi Baltici all’Europa mediterranea, invece, una storia particolare è quella di Alitalia. La sua accademia, nonostante fosse tra le più prestigiose al mondo, dovette chiudere i battenti. Nel 2015, dopo 10 anni di sospensione, venne riaperta in collaborazione con il partner arabo Etihad Airways. Il programma, chiamato Cadet Pilot, è durato due anni e si è concluso a settembre di quest’anno. Novità assoluta è stata la geografia della formazione, divisa tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti.
Ma se le compagnie di linea si muovono su questo fronte, le società indipendenti non stanno a guardare. L’australiana Ansett Aviation ha aperto questo mese a Milano il suo primo centro di addestramento europeo. L’unico in Italia di una realtà indipendente. Anche in questo caso è stato installato un simulatore di volo del Boeing 737. E presto ci saranno anche l’Airbus A320 e un Avro. Ma Ansett batterà un altro record: nel 2018, con il contributo dei vigili del fuoco, arriverà anche il primo simulatore del Canadair CL-415, ovvero il mezzo usato per spegnere gli incendi. L’azienda australiana, per i quattro macchinari, ha messo sul piatto una cifra di circa 50 milioni. Il mercato della formazione dei piloti, è pronto al decollo.