Borse Ue deboli, l'ok definitivo alla riforma fiscale prima di Natale
di RAFFAELE RICCIARDIPiazza Affari perde lo 0,74%. Il cambio euro/dollaro rivede quota 1,19. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,1%, vicino ai massimi di sempre
MILANO - I listini europei trattano deboli all'indomani dell'approvazione del Senato Usa della riforma fiscale: il pacchetto di tagli alle imposte targato Trump è stato approvato per 51 voti a 48, e ormai il via libera definitivo è vicino nonostante sia necessario un secondo passaggio tecnico per una questione procedurale. Questione che però potrebbe tirare per le lunghe l'approvazione della riforma. Secondo alcuni operatori, le dichiarazioni del consigliere economico della casa bianca, Gary Cohn, secondo cui per ragioni tecniche potrebbe slittare a gennaio la firma del presidente Trump, ha portato l'euro/dollaro a rafforzarsi fino a un massimo di 1,1901, soglia mai raggiunta dall'1 dicembre. La divisa unica ha poi chiuso in lieve rialzo a 1,188 dollari e a 134,58 yen. Nel corso della giornata è emerso però che la firma dovrebbe arrivare prima di Natale.
Le preoccupazioni sui tempi di approvazione definitiva della riforma fiscale…
Le preoccupazioni sui tempi di approvazione definitiva della riforma fiscale…
MILANO - I listini europei trattano deboli all'indomani dell'approvazione del Senato Usa della riforma fiscale: il pacchetto di tagli alle imposte targato Trump è stato approvato per 51 voti a 48, e ormai il via libera definitivo è vicino nonostante sia necessario un secondo passaggio tecnico per una questione procedurale. Questione che però potrebbe tirare per le lunghe l'approvazione della riforma. Secondo alcuni operatori, le dichiarazioni del consigliere economico della casa bianca, Gary Cohn, secondo cui per ragioni tecniche potrebbe slittare a gennaio la firma del presidente Trump, ha portato l'euro/dollaro a rafforzarsi fino a un massimo di 1,1901, soglia mai raggiunta dall'1 dicembre. La divisa unica ha poi chiuso in lieve rialzo a 1,188 dollari e a 134,58 yen. Nel corso della giornata è emerso però che la firma dovrebbe arrivare prima di Natale.
Le preoccupazioni sui tempi di approvazione definitiva della riforma fiscale hanno peggiorato l'andamento dei listini: alla fine Milano, che aveva aperto in nero, ha perso lo 0,74%. Segno "meno" anche sulle altre Piazze europee: Francoforte peggiora a -1,11%, Londra cede lo 0,25% e Parigi lo 0,56%. Wall Street, che aveva aperto in rialzo, torna timida: quando terminano le contrattazioni nel Vecchio continente, il Dow Jones è invariato, lo S&P500 perde lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,2%.
Tokyo stamattina ha chiuso vicino ai massimi di sempre, in forza di un rialzo dello 0,1%, mentre Hong Kong e Shanghai hanno terminato in lieve ribasso. Nel panorama finanziario del Sol Levante, scossone per la casa automobilistica Subaru: ha perso il 7,05% con nuovi scandali possibili legati ai consumi del carburante.
A Piazza Affari si guarda all'Eni, che ha annunciato l'avvio della produzione del giacimento Zhor, il maggiore di gas nel Mediterraneo. "Una giornata storica" per l'ad, Claudio Descalzi, che però si vede rinviato a giudizio per le presunte tangenti in Nigeria.
Da segnalare che il prezzo del Bitcoin è affondato del 15% in Asia. La criptovaluta, il cui valore era volato al livello record di 19.500 dollari la settimana scorsa è crollata a 15.815 dollari, per poi risalire intorno a quota 16.000 dollari, sulla scia delle notizie di un attacco hacker alla piattaforma di scambi sudcoreana Youbit. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in leggero ampliamento sopra quota 150 punti base.
L'agenda italiana è ancora occupata dall'inchiesta della Commissione banche, mentre la Manovra è attesa in aula con gli ultimi correttivi al testo. I prezzi alla produzione in Germania a novembre sono aumentati dello 0,1% a novembre rispetto al mese precedente e del 2,5% su base annua. L'indice delle attività industriali del Giappone a ottobre è salito dello 0,3% su base mensile, rispetto al calo dello 0,5% precedente. Il dato è stato in linea con le attese.
Il petrolio ha prima rallentato il passo dopo la pubblicazione dei numeri e quindi si è riportato appena sopra la parità. I movimenti sono comunque molto contenuti. Le scorte di greggio sono calate più delle previsioni (-6,495 milioni di unità nella settimana chiusa il 15 dicembre, contro il calo di 3,2 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina e quelle di distillati sono cresciute. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a gennaio salivano dello 0,1%, a 57,58 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati a 57,56 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 57,56 dollari al barile). Al momento il contratto a gennaio si conferma poco mosso e sale dello 0,02% a 57,57 dollari al barile.
Le preoccupazioni sui tempi di approvazione definitiva della riforma fiscale hanno peggiorato l'andamento dei listini: alla fine Milano, che aveva aperto in nero, ha perso lo 0,74%. Segno "meno" anche sulle altre Piazze europee: Francoforte peggiora a -1,11%, Londra cede lo 0,25% e Parigi lo 0,56%. Wall Street, che aveva aperto in rialzo, torna timida: quando terminano le contrattazioni nel Vecchio continente, il Dow Jones è invariato, lo S&P500 perde lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,2%.
Tokyo stamattina ha chiuso vicino ai massimi di sempre, in forza di un rialzo dello 0,1%, mentre Hong Kong e Shanghai hanno terminato in lieve ribasso. Nel panorama finanziario del Sol Levante, scossone per la casa automobilistica Subaru: ha perso il 7,05% con nuovi scandali possibili legati ai consumi del carburante.
A Piazza Affari si guarda all'Eni, che ha annunciato l'avvio della produzione del giacimento Zhor, il maggiore di gas nel Mediterraneo. "Una giornata storica" per l'ad, Claudio Descalzi, che però si vede rinviato a giudizio per le presunte tangenti in Nigeria.
Da segnalare che il prezzo del Bitcoin è affondato del 15% in Asia. La criptovaluta, il cui valore era volato al livello record di 19.500 dollari la settimana scorsa è crollata a 15.815 dollari, per poi risalire intorno a quota 16.000 dollari, sulla scia delle notizie di un attacco hacker alla piattaforma di scambi sudcoreana Youbit. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in leggero ampliamento sopra quota 150 punti base.
L'agenda italiana è ancora occupata dall'inchiesta della Commissione banche, mentre la Manovra è attesa in aula con gli ultimi correttivi al testo. I prezzi alla produzione in Germania a novembre sono aumentati dello 0,1% a novembre rispetto al mese precedente e del 2,5% su base annua. L'indice delle attività industriali del Giappone a ottobre è salito dello 0,3% su base mensile, rispetto al calo dello 0,5% precedente. Il dato è stato in linea con le attese.
Il petrolio ha prima rallentato il passo dopo la pubblicazione dei numeri e quindi si è riportato appena sopra la parità. I movimenti sono comunque molto contenuti. Le scorte di greggio sono calate più delle previsioni (-6,495 milioni di unità nella settimana chiusa il 15 dicembre, contro il calo di 3,2 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina e quelle di distillati sono cresciute. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a gennaio salivano dello 0,1%, a 57,58 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati a 57,56 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 57,56 dollari al barile). Al momento il contratto a gennaio si conferma poco mosso e sale dello 0,02% a 57,57 dollari al barile.