MILANO - Il Consiglio dei ministri ha indicato Mario Nava alla guida della Consob. La nomina di Nava, attuale responsabile della direzione generale Mercato interno e servizi della Commissione europea, dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari per un parere non vincolante.
Milanese, classe 1966, oltre vent'anni di servizio alla Commissione europea, Mario Nava, indicato dal Governo come nuovo presidente Consob dopo Giuseppe Vegas, è un alto funzionario di lungo corso dell'esecutivo Ue, dove ha lavorato ai dossier economici più importanti sotto quattro presidenti: Jacques Santer, Romano Prodi, José Manuel Barroso e Jean Claude Juncker.
Appassionato di musica (la moglie è una musicista russa), di inscalfibile fede interista, vacanze in Liguria, Nava fino ad oggi è stato direttore per il Monitoraggio del sistema finanziario e di gestione delle crisi alla direzione generale per la Stabilità finanziaria e dei mercati dei capitali (Fisma) di Bruxelles, la Dg responsabile della politica europea in materia di banche e finanza.
Ha tre figlie, a Bruxelles si muove in bicicletta, dopo la laurea in Bocconi nel 1989, Nava approda in Belgio (1992) per frequentare un master all'Università di Lovanio. Successivamente a Londra consegue un Phd in Finanza alla London School of Economics. Dal 1994 in Commissione europea, Mario Nava lavora prima alla direzione generale Fiscalità e dogane fino al 1996, poi alla dg Bilancio (1996-2000), per passare successivamente al gabinetto di Mario Monti a quei tempi commissario alla Concorrenza, dove è rimasto fino al 2001. Quello stesso anno, si sposta al piano più alto della Commissione, entrando nel novero dei consiglieri economici dell'allora presidente Romano Prodi dove resta fino al 2004, anno della conclusione del mandato dell'ex premier. Dopo l'esperienza nella stanza dei bottoni dell'eurogoverno, Nava ricopre per quasi 5 anni l'incarico di responsabile dell'unità 'Infrastruttura dei mercati finanziari', mentre dal 2009 al 2013 passa al ruolo di responsabile dell'unità 'Banche e conglomerati finanziari'. Un lungo percorso nel segno delle banche ai più alti livelli delle istituzioni Ue, il profilo ideale, nelle intenzioni del governo, per rilanciare l'immagine della Consob dopo le recenti burrasche nel settore dei credito italiano.
Milanese, classe 1966, oltre vent'anni di servizio alla Commissione europea, Mario Nava, indicato dal Governo come nuovo presidente Consob dopo Giuseppe Vegas, è un alto funzionario di lungo corso dell'esecutivo Ue, dove ha lavorato ai dossier economici più importanti sotto quattro presidenti: Jacques Santer, Romano Prodi, José Manuel Barroso e Jean Claude Juncker.
Appassionato di musica (la moglie è una musicista russa), di inscalfibile fede interista, vacanze in Liguria, Nava fino ad oggi è stato direttore per il Monitoraggio del sistema finanziario e di gestione delle crisi alla direzione generale per la Stabilità finanziaria e dei mercati dei capitali (Fisma) di Bruxelles, la Dg responsabile della politica europea in materia di banche e finanza.
Ha tre figlie, a Bruxelles si muove in bicicletta, dopo la laurea in Bocconi nel 1989, Nava approda in Belgio (1992) per frequentare un master all'Università di Lovanio. Successivamente a Londra consegue un Phd in Finanza alla London School of Economics. Dal 1994 in Commissione europea, Mario Nava lavora prima alla direzione generale Fiscalità e dogane fino al 1996, poi alla dg Bilancio (1996-2000), per passare successivamente al gabinetto di Mario Monti a quei tempi commissario alla Concorrenza, dove è rimasto fino al 2001. Quello stesso anno, si sposta al piano più alto della Commissione, entrando nel novero dei consiglieri economici dell'allora presidente Romano Prodi dove resta fino al 2004, anno della conclusione del mandato dell'ex premier. Dopo l'esperienza nella stanza dei bottoni dell'eurogoverno, Nava ricopre per quasi 5 anni l'incarico di responsabile dell'unità 'Infrastruttura dei mercati finanziari', mentre dal 2009 al 2013 passa al ruolo di responsabile dell'unità 'Banche e conglomerati finanziari'. Un lungo percorso nel segno delle banche ai più alti livelli delle istituzioni Ue, il profilo ideale, nelle intenzioni del governo, per rilanciare l'immagine della Consob dopo le recenti burrasche nel settore dei credito italiano.