ROMA - Cambia la geografia del patto di sindacato a monte di Banca Mediolanum, nella cassaforte di famiglia Fin.Prog, che regola i rapporti tra il fondatore Ennio Doris, la moglie e i due figli. Il nuovo patto, pubblicato oggi, raccoglie il 40,2% circa dei diritti di voto su Banca Mediolanum.
La riorganizzazione delle quote all'interno della famiglia Doris non riguarda invece il patto di sindacato a valle, sulla società quotata, dove restano in piedi i vecchi accordi del 2016, tra la Fininvest di Silvio Berlusconi e la famiglia Doris, che racchiudono complessivamente il 51% di Banca Mediolanum, con quote paritetiche.
Nei mesi scorsi Bankitalia aveva chiesto alla famiglia Berlusconi di fare un passo indietro nell'azionariato di Banca Mediolanum, dove è presente da tempo con Doris. Alla holding di Arcore, la Fininvest, che detiene il 30% del capitale della società quotata (il 5% è fuoir patto), era stato chiesto di cedere il 9,99% di Banca Mediolanum.
La riorganizzazione delle quote all'interno della famiglia Doris non riguarda invece il patto di sindacato a valle, sulla società quotata, dove restano in piedi i vecchi accordi del 2016, tra la Fininvest di Silvio Berlusconi e la famiglia Doris, che racchiudono complessivamente il 51% di Banca Mediolanum, con quote paritetiche.
Nei mesi scorsi Bankitalia aveva chiesto alla famiglia Berlusconi di fare un passo indietro nell'azionariato di Banca Mediolanum, dove è presente da tempo con Doris. Alla holding di Arcore, la Fininvest, che detiene il 30% del capitale della società quotata (il 5% è fuoir patto), era stato chiesto di cedere il 9,99% di Banca Mediolanum.