MILANO - In una settimana povera di spunti sul fronte macroeconomico, le Borse terminano in ordine sparso. Milano cede lo 0,04%, Londra sale dello 0,37%, Francoforte scende dello 0,02% e Parigi sale dello 0,08%. Cauta anche Wall Street con gli indici poco distanti dalla parità. A Piazza Affari, tra le migliori Saipem e Banco Bpm, dopo che l'ad Castagna in una intervista al Sole 24 Ore ha fornito indicazioni rassicuranti sul fronte della gestone dei crediti deteriorati.
Andamento contrastato anche in Asia, dove il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,08%, mentre Shanghai ha terminato in calo dello 0,92%. È il petrolio il protagonista delle ultime ore, dopo i maxi rialzi di ieri seguito all'esplosone di un oleodotto in Libia che hanno riportato il Wti sopra quota 60 dollari, oggi il greggio è ripiegato leggermente, mantenendosi comunque ai massimi da oltre tre settimane. Il petrolio del Texas è sceso a 59,5 dollari al barile, mentre il Brent si mostra in calo a 66,36 dollari al barile.
Sui mercati valutari l'euro si è rafforzato sul dollaro a 1,1894, dopo essersi lasciato alle spalle un Natale da incubo. La valuta europea è crollata a Natale per alcune ore scendendo sopra quota 1,16 per via di un'ondata di vendie automatiche probabilmente guidate da algoritmi. Lo spread è risalito a 153 punti con il rendimento del decennale italiano all'1,91%, poco sensibile quindi allo scioglimento delle Camere programmato per domani. Nuovo record all'asta deu bot semestrali. Il Mef ha collocato titoli di Stato per 6,5 miliardi di euro con tasso in calo e al nuovo minimo storico. Il rendimento è infatti a -0,457% da -0,440% dell'asta precedente. La domanda ha superato i 9 miliardi, con un rapporto di copertura che è stato pari a 1,43 volte l'offerta. Venduti anche Ctz con scadenza nel 2019 per 2,5 miliardi di euro con il tasso che resta negativo a -0,221%.
Povera come detto l'agenda degli appuntamenti economici. Negli Stati Uniti l'indice sulla fiducia dei
consumatori Usa è calato oltre le attese a dicembre a 122,1 punti, contro i 128,6 punti di novembre. Gli analisti si aspettavano un lieve rallentamento a 128 punti.
L'oro infine ha guadagnato un po' di terreno: il lingotto sale a 1286 dollari l'oncia, in aumento dello 0,3%.
Andamento contrastato anche in Asia, dove il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,08%, mentre Shanghai ha terminato in calo dello 0,92%. È il petrolio il protagonista delle ultime ore, dopo i maxi rialzi di ieri seguito all'esplosone di un oleodotto in Libia che hanno riportato il Wti sopra quota 60 dollari, oggi il greggio è ripiegato leggermente, mantenendosi comunque ai massimi da oltre tre settimane. Il petrolio del Texas è sceso a 59,5 dollari al barile, mentre il Brent si mostra in calo a 66,36 dollari al barile.
Sui mercati valutari l'euro si è rafforzato sul dollaro a 1,1894, dopo essersi lasciato alle spalle un Natale da incubo. La valuta europea è crollata a Natale per alcune ore scendendo sopra quota 1,16 per via di un'ondata di vendie automatiche probabilmente guidate da algoritmi. Lo spread è risalito a 153 punti con il rendimento del decennale italiano all'1,91%, poco sensibile quindi allo scioglimento delle Camere programmato per domani. Nuovo record all'asta deu bot semestrali. Il Mef ha collocato titoli di Stato per 6,5 miliardi di euro con tasso in calo e al nuovo minimo storico. Il rendimento è infatti a -0,457% da -0,440% dell'asta precedente. La domanda ha superato i 9 miliardi, con un rapporto di copertura che è stato pari a 1,43 volte l'offerta. Venduti anche Ctz con scadenza nel 2019 per 2,5 miliardi di euro con il tasso che resta negativo a -0,221%.
Povera come detto l'agenda degli appuntamenti economici. Negli Stati Uniti l'indice sulla fiducia dei
consumatori Usa è calato oltre le attese a dicembre a 122,1 punti, contro i 128,6 punti di novembre. Gli analisti si aspettavano un lieve rallentamento a 128 punti.
L'oro infine ha guadagnato un po' di terreno: il lingotto sale a 1286 dollari l'oncia, in aumento dello 0,3%.