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Silvio Berlusconi (ansa)

Le promesse elettorali valgono 200 miliardi

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Se fossero messi in atto i buoni propositi dei vari schieramenti, costerebbero il 12 per cento del Pil. Dalla flat tax all'idea di cancellare la legge Fornero
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Una cifra da capogiro: 200 miliardi. Se le promesse elettorali che si stanno addensando sulla scena negli ultimi giorni dovessero essere messe in atto tutte insieme, arriverebbero a totalizzare il 12 per cento del Pil. Una cifra enorme che non fa i conti con la realtà.

Eppure, dopo il vertice di Arcore, che ha messo a punto flat tax e scardinamento della legge Fornero, dopo le sortite di Renzi sull’abolizione del canone Rai e quelle di Grasso sulla cancellazione delle tasse universitarie, le offerte dei partiti agli italiani in vista delle consultazioni del 4 marzo prossimo lievitano. E mancano ancora tre mesi. La logica sembra quella del “più uno”». Il governo ha Gentiloni con grande fatica è riuscito a varare un reddito d’inclusione per 700 mila famiglie indigenti riuscendo a trovare tra le pieghe di bilancio 2 miliardi? Ebbene Berlusconi rilancia e Cinque stelle va all’attacco su quello che, a dire il vero, è un suo v…
Una cifra da capogiro: 200 miliardi. Se le promesse elettorali che si stanno addensando sulla scena negli ultimi giorni dovessero essere messe in atto tutte insieme, arriverebbero a totalizzare il 12 per cento del Pil. Una cifra enorme che non fa i conti con la realtà.

Eppure, dopo il vertice di Arcore, che ha messo a punto flat tax e scardinamento della legge Fornero, dopo le sortite di Renzi sull’abolizione del canone Rai e quelle di Grasso sulla cancellazione delle tasse universitarie, le offerte dei partiti agli italiani in vista delle consultazioni del 4 marzo prossimo lievitano. E mancano ancora tre mesi. La logica sembra quella del “più uno”». Il governo ha Gentiloni con grande fatica è riuscito a varare un reddito d’inclusione per 700 mila famiglie indigenti riuscendo a trovare tra le pieghe di bilancio 2 miliardi? Ebbene Berlusconi rilancia e Cinque stelle va all’attacco su quello che, a dire il vero, è un suo vecchio cavallo di battaglia. Purtroppo i costi sono da fantascienza come calcolano Massimo Baldini e Francesco Daveri sulla lavoce.info: circa 29 miliardi per entrambe le misure che si differenziano solo perché il centrodestra promette 1.200 euro a 2 milioni di famiglie (si chiama reddito di dignità) mentre M5S (reddito di cittadinanza) garantisce 500 euro a 5 milioni di nuclei.

La flat tax sembra un ufo che vola sui cieli stellati di gennaio. Qui la primogenitura è di Berlusconi che ne parla da vent’anni: l’hanno inventata nelle università americane ma nessun presidente repubblicano è mai riuscito ad applicarla. In Italia la Lega la vuole al 15 per cento, Forza Italia al 23: una aliquota unica (invece delle cinque attuali) che, seppure compensata da un meccanismo di detrazioni decrescente, non potrebbe mantenere la progressività del sistema e soprattutto costerebbe 40 miliardi nella sua versione più radicale.

L’idea di cancellare la legge Fornero è il cavallo di battaglia di Salvini: mercati, Fmi ed Europa vedono l’iniziativa come il fumo negli occhi. Da oggi al 2021 lo smantellamento costerebbe 80 miliardi. Berlusconi è più cauto: la nota dopo il vertice di Arcore si limita ad auspicare un intervento sugli «effetti deleteri» della riforma per i quali serviranno almeno 12 miliardi soprattutto per favorire l’uscita dal lavoro dei cosiddetti precoci. Forza Italia sfonda ogni compatibilità con i conti pubblici quando parla di portare a 1.000 euro tutte le pensioni: il raddoppio delle sociali, delle integrate al minimo e degli assegni di invalidità costerebbe più di 30 miliardi.
Catturano l’attenzione dell’opinione pubblica altre misure che la Uil servizio politiche territoriali valuta in almeno 7 miliardi. L’abolizione delle tasse universitarie, sul quale punta il LeU di Grasso costerebbe 1,9 miliardi e riguarderebbe circa un milione e mezzo di studenti. La cancellazione del canone Rai, attualmente di 90 euro, farebbe felici 22 milioni di telespettatori e costerebbe 1,8 miliardi. Infine la proposta di Berlusconi di eliminare il bollo per la prima auto potrebbe costare fino a 3 miliardi per 20 milioni di automobilisti.