MILANO - La stretta sui sacchetti di plastica - fonte di grandi polemiche in questo inizio 2018 - potrebbe presto diventare un ricordo. La Commissione europea si prepara a lanciare un'offensiva più massiccia, con l'introduzione di una tassa sulla plastica per reperire risorse da destinare al bilancio europeo. È l'idea che verrà presentata la prossima settimana, secondo quanto ha annunciato dal commissario al bilancio Gunter Oettinger.
"Dal 1 gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre in Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa", ha detto il commissario, convinto che vada ridotta. Per questo la prossima settimana la Commissione presenterà un pacchetto di misure, tra cui "una tassa sulla plastica, per disincentivare" l'utilizzo. Bruxelles sta ancora valutando se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla, e se ci saranno esenzioni per prodotti di uso comune come i cartoni del latte.
Una piccola svolta, se introdotta, perché di fatto potrebbe rappresentare il primo tributo comunitario, volto a finanziare direttamente il bilancio dell'Unione europea, orfano peraltro a breve del contributo del Regno Unito dopo l'addio alla Brexit. La misura, in ogni caso, riguarderebbe il nuovo ciclo di bilancio ancora in discussione, quindi post 2020.
"Dal 1 gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre in Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa", ha detto il commissario, convinto che vada ridotta. Per questo la prossima settimana la Commissione presenterà un pacchetto di misure, tra cui "una tassa sulla plastica, per disincentivare" l'utilizzo. Bruxelles sta ancora valutando se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla, e se ci saranno esenzioni per prodotti di uso comune come i cartoni del latte.
Una piccola svolta, se introdotta, perché di fatto potrebbe rappresentare il primo tributo comunitario, volto a finanziare direttamente il bilancio dell'Unione europea, orfano peraltro a breve del contributo del Regno Unito dopo l'addio alla Brexit. La misura, in ogni caso, riguarderebbe il nuovo ciclo di bilancio ancora in discussione, quindi post 2020.