Economia

Investitori ottimisti sulla crescita. Borse Ue poco mosse

Milano in controtendenza: +0,5% con Fca ancora sugli scudi. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,3% nonostante la crescita dello yen. Oggi Wall Street resta chiusa dopo i picchi di venerdì

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MILANO - L'ottimismo per una buona crescita durante il 2018 e i recenti record di Wall Street hanno mantenuti alti i giri delle Borse orientali, mentre i listini del Vecchio continente hanno chiuso cauti a causa di un euro in ulteriore rafforzamento. Milano è riuscita a spuntare un +0,49% in controtendenza. Più incerte le altre: Londra lima lo 0,12%, Francoforte cede lo 0,34% e Parigi lo 0,13%. Sulle prospettive che si percepiscono nelle sale operative - che resano comunque favorevoli - gioca un mix di elementi: negli Stati Uniti gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio hanno segnalato la buona predisposizione alle spese dei consumatori, mentre JPMorgan Chase & Co. ha lanciato un segnale positivo spiegando che la riforma fiscale farà esplodere i profitti nei prossimi anni. Che l'economia sia in rafforzamento, negli Usa, è testimoniato anche dai recenti sintomi di accelerazione dell'inflazione al netto delle componenti più volatili. Intanto il superindice Ocse anticipa una crescita economica costante, con Germania e Italia che aumentano i giri del motore.

La giornata degli investitori europei è stata orfana delle indicazioni di Wall Strett: negli Stati Uniti si celebra il Martin Luther King Day e i mercati finanziari restano chiusi. A Piazza Affari si è messo in evidenza ancora il titolo Fca, che non ha frenato la sua corsa e ritoccato i recenti record storici, mettendo nel mirino quota 20 euro: a Detroit si tiene la conferenza stampa di Sergio Marchionne, nell'ambito del famoso Salone dell'auto. Intervistato da Bloomberg, il manager ha detto che grazie al marchio Jeep è "possibile" che Fiat Chrysler Automobiles arrivi a raddoppiare i propri profitti entro il 2022. E la riforma fiscale approvata dal presidente americano Donald Trump prima di natale potrebbe dare una spinta ulteriore agli utili, nell'ordine di un miliardo. Balzo per Azimut, che ha annunciato risultati finanziari positivi e propone il raddoppio della cedola.

L'euro accentua il suo rialzo sul dollaro e chiude ai nuovi massimi da oltre tre anni vicino quota 1,23 dollari, spinto dal rinnovato ottimismo politico in Germania e nell'Eurozona. Avanza anche la sterlina al top da un anno e mezzo. La moneta unica è scambiata a 1,2270 dollari dopo aver toccato un picco di 1,2293 dollari, il suo miglior livello dal dicembre 2014. La sterlina tocca 1,3805, dopo un massimo di 1,3820, il top dal giugno 2016. Euro/yen a 135,63 e dollaro/yen giù a 110,53. Netta salita anche per lo yuan sul mercato dei cambi - soprattutto rispetto al dollaro Usa - dopo l'annuncio dell'inserimento della valuta cinese nelle riserve estere detenute dalla Bundesbank. A rivelarlo è stato Andreas Dombret, membro del consiglio esecutivo della banca centrale tedesca, parlando all'Asian Financial Forum in corso a Hong Kong.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso intorno a 140 punti base. Di conti e riforme ha parlato il ministro Pier Carlo Padoan all'Handelsblatt, giornale tedesco: "Vedo con preoccupazione che in campagna elettorale proliferano le promesse, per smontare il lavoro fatto", ha rimarcato. Bankitalia ha tracciato un calo del debito pubblico a novembre, mentre Eurostat segnala che nello stesso mese la bilancia commerciale settore merci della zona euro ha registrato un surplus di 26,3 miliardi rispetto a un anno prima quando avea raggiunto i 23,8 miliardi.

Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso al rialzo, sull'onda dei record di Wall Street e nonostante il rafforzamento dello yen che solitamente deprime le quotazioni dei titoli di esportatori. L'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,26% a quota 23.714,88. A trainare il mercato il titolo SoftBank che ha realizzato un aumento di circa il 3% sulle speculazioni circa la possibile quotazione dell'unità dedicata al mobile. Contrastate le altre Piazze asiatiche, con Shanghai che ha perso mezzo punto percentuale dopo una striscia positiva di undici sedute.

Venerdì scorso, i listini americani avevano chiuso in territorio record arrivando a mettere a segno il migliore inizio di un nuovo anno dal 2003. Un dato chiarifica quanto sia alle stelle l'entusiasmo degli investitori: nella prima settimana del 2018 nei fondi azionari sono finiti 24,4 miliardi di dollari, il sesto afflusso più grande di sempre e il più grande da almeno sei mesi. La distribuzione geografica ha premiato con 6,4 miliardi gli Usa, poi 3,2 miliardi in Giappone, 2,2 miliardi in Europa e 4,3 miliardi nei mercati emergenti. Il Dow Jones ha segnato un rialzo dello 0,89%, lo S&P500 ha guadagnato lo 0,67% e il Nasdaq è salito dello 0,68%.

Il prezzo del petrolio è in rialzo a New York sopra 64 dollari, sostenuto dal dollaro debole e dalla minaccia di nuove sanzioni contro l'Iran. Il light sweet crude (Wti), con consegna a febbraio, guadagna 13 cent a 64,43 dollari al New York Mercantile Exchange. L'oro è in rialzo dello 0,27% in Asia a 1.341,63 dollari l'oncia.