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Quanto va di moda Lisbona

La capitale del Portogallo attrae giovani e meno giovani con incentivi, misure fiscali e un'alta qualità della vita. Così startupper e pensionati, ricchi cinesi e celebrities decidono di venire a vivere in riva al Tago. Ed è Lisboom
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"A magnifica, a magnetica", la definisce con accento lusitano e grande efficacia António Luís Santos da Costa, mentre stringe mani e abbraccia tutti, enfatizzando col suo sorriso bonario il felice momento di Lisbona. Una boa onda, new wave direbbero gli inglesi, che l’attuale premier portoghese e già sindaco della capitale per otto anni, sintetizza perfettamente con quel secondo aggettivo.

Attratte come da una calamita, infatti, almeno due generazioni stanno cambiando il panorama umano del “magnete Lisbona”. Da un lato studenti universitari, giovani creativi e geek in arrivo da mezzo mondo per cogliere le opportunità di questa città under the radar,  destinazione sempre più amata dagli Erasmus, “un’altra Berlino”, la “nuova capitale delle startup”. Dall’altro i meno giovani: pensionati europei in cerca di esenzioni fiscali e ricchi stranieri (cinesi e brasiliani su tutti) a …
"A magnifica, a magnetica", la definisce con accento lusitano e grande efficacia António Luís Santos da Costa, mentre stringe mani e abbraccia tutti, enfatizzando col suo sorriso bonario il felice momento di Lisbona. Una boa onda, new wave direbbero gli inglesi, che l’attuale premier portoghese e già sindaco della capitale per otto anni, sintetizza perfettamente con quel secondo aggettivo.

Attratte come da una calamita, infatti, almeno due generazioni stanno cambiando il panorama umano del “magnete Lisbona”. Da un lato studenti universitari, giovani creativi e geek in arrivo da mezzo mondo per cogliere le opportunità di questa città under the radar,  destinazione sempre più amata dagli Erasmus, “un’altra Berlino”, la “nuova capitale delle startup”. Dall’altro i meno giovani: pensionati europei in cerca di esenzioni fiscali e ricchi stranieri (cinesi e brasiliani su tutti) a caccia di un passaporto europeo, offerti con generosità e scaltrezza dai politici locali in cambio di un periodo di soggiorno minimo o di un investimento economico diretto nel paese.

Perché stavolta non si parla dei piaceri del clima o della luz de Lisboa. I turisti non mancano e anzi hanno fatto registrare un 2017 da record (+12% di presenze,15 nuovi hotel per altre 1600 stanze quest’anno). Ma di migliaia di nuovi arrivi, residenti temporanei e no, che grazie a basso costo, alta qualità della vita, tasso di criminalità tra i più bassi al mondo e incentivi vari - capitali a fondo perso, burocrazia semplificata - hanno scelto la città dei sette colli per studiare o vivere. Contribuendo al Lisboom (copyright: Artribune). Così l’Expat Insider, indice dei migliori posti al mondo dove trasferirsi in cerca di una seconda vita, ha messo a fine 2017 proprio il Portogallo e la sua capitale al primo posto in Europa (e al quinto mondiale).

E pensare che, nei vertici a Bruxelles, tedeschi e olandesi, sprezzanti come al solito, avevano definito da voodoo economics le misure varate dal governo Costa, scommettendo sul fallimento del piano di salvataggio del paese. Prima di rimangiarsi gli sfottò (oggi Lisbona rispetta le regole di bilancio dell’Eurozona, ha un Pil che cresce più del 2% annuo, ha dimezzato la disoccupazione e riportato pensioni e stipendi ai livelli pre-crisi) e addirittura chiamare Mário Centeno, il ministro delle Finanze artefice di questo piccolo miracolo economico, alla presidenza dell’Eurogruppo dal 13 gennaio scorso.

Un cambiamento che qui è davvero sotto gli occhi di tutti, come ci raccontano “plasticamente” davanti al rendering del progetto-dei-progetti: l’HCB, l’Hub Criativo Beato, la più ambiziosa opera di rigenerazione urbana mai realizzata nel paese. Ex complesso militare abbandonato, 40mila mq per una 15na di edifici (affittati dal Comune per 7 milioni di euro in 50 anni), che ospiteranno incubatori e acceleratori di impresa, centri di sviluppo e open innovation, aree di coworking e coliving, cinema, gallerie e negozi, spazi dedicati allo street food e un’accademia per lo sport, asili nido e centri ricreativi per la terza età.

Un progetto che secondo Miguel Fontes, direttore esecutivo di StartUp Lisboa (incubatore che sostiene l’iniziativa): «A regime porterà 3mila nuovi posti di lavoro e contribuirà a consolidare l’idea di Lisbona come città aperta e creativa, in una strategia che mira ad estendere l’immagine di innovazione che ci sta regalando anche il Web Summit». La più grande conferenza tech mondiale, infatti, da due anni ha traslocato sulle sponde del  Tago. Con il suo fondatore,  il geniale irlandese Paddy Cosgrave, che lasciando Dublino ha detto: «Noi ci siamo innamorati di Lisbona, ora tocca al resto del mondo scoprire perché». 

Per farlo noi raggiungiamo la sede di Uniplaces. In pieno centro, dietro la stazione del Rossio, questa sorta di Airbnb di alloggi per studenti vanta un record: lanciata grazie ad appena 2mila euro di premio per “nuove idee”, ha raccolto 30 milioni di dollari di finanziamenti. Ed è  solo la punta dell’iceberg delle startup lisboete, con Unbabel (piattaforma di traduzioni in 45 lingue) e Landing Jobs (per cercare lavoro), Feedzai (contro le frodi) e Codacy (per lo sviluppo del coding), tanto per citarne alcune. Società lanciate da ragazzi che si chiamano Miguel o Vasco, João o Sofia e che hanno saputo raccogliere investimenti per cifre da record. Grazie anche alle famose misure voodoo, come il voucher per le startup, le tasse azzerate nei primi anni di vita delle nuove aziende, gli affitti agevolati o l’Empresa Na Hora che permette di registrare una nuova attività in 60 minuti e con poche centinaia di euro. «La disoccupazione giovanile era al 50% nel 2013, tanti andarono via dal paese, una diaspora di migliaia di persone», racconta Alexandra Ruz, laurea in sociologia e una carriera da consulente nel job placement. «Ora, dopo meno di 5 anni, il 60% di quei “fuggitivi” è rientrato. E a loro si sono aggiunti i tanti Erasmus e i giovani smanettoni che arrivano per un corso di studi o uno stage. E poi restano o tornano per viverci. Sono la generazione 3S: startupper, studenti & surfer. Perché il clima aiuta e come a Los Angeles, anche noi abbiamo le nostre Venice e Malibù: le spiagge di Costa de Caparica e Praia da Ursa, per esempio».

Quindi lasciamo il centro e con 15 minuti di Uber, attraverso avenida Infante Dom Henrique, arriviamo a Parque das Nações. Già sede dell’Expo ’98, qui (nell’Altice Arena) lo scorso novembre il Web Summit ha fatto registrare 60mila presenze da record, mentre il prossimo maggio sarà di scena l’Eurovision Song Contest, vinto per la prima volta e dopo 62 edizioni dal Portogallo. Anche questo - in un paese che vive e parla di musica, calcio e politica - è considerato un segno dei tempos felizes: come la prima grande vittoria della nazionale agli ultimi Europei o l’elezione di António Guterres, ex premier, al vertice dell’Onu. 

Noi siamo qui perché l’area, tra le municipalità di Loures e Lisbona, è uno dei bairros scelti dai 50mila pensionati europei che negli ultimi anni hanno deciso di trasferirsi a Lisbona. Un trasloco part time, per qualcuno, perché il governo lusitano ha pensato di fissare in 183 giorni (6 mesi) il periodo minimo di soggiorno di un residente não habitual (residente non abituale), che garantisce un reddito esentasse. È così che circa 2 miliardi di euro di pensioni sono oggi accreditate sui conti correnti delle banche portoghesi. È il popolo  dei conti in tasca, dal nome delle trattorie dove puoi trovare over-60 italiani, francesi, inglesi che vengono a svernare e a “eludere” (legalmente!) il fisco di casa propria. Secondo il Live & Invest Overseas oggi Lisbona è il miglior posto al mondo dove vivere, soprattutto nella terza età. Kathleen Peddicord, che guida la società che pubblica quest’indice sulla qualità della vita, sostiene: «Anche il tenore di vita di Lisbona aiuta». Un appartamento costa il 25% in meno che a Roma o Milano, -50% rispetto a Londra o Parigi. Per vivere (mangiare, uscire) il risparmio è del 30%. «Con 1500 euro una coppia di pensionati può coprire tutte le spese di un mese. Tutte: vitto, alloggio, trasporti, anche un’uscita a settimana per cinema o ristorante. Con 2mila euro poi si vive proprio bene. Il mercato delle case è ancora “sottostimato”: si possono fare buoni affari». 

L’investimento immobiliare è l’escamotage che sta anche al centro del programma Golden Visa, lanciato da Lisbona per attrarre ricchi stranieri in cerca di residenza europea. Comprando una casa da 500mila euro o da 350mila in una zona da riqualificare (o creando 10 posti di lavoro o investendo 350mila euro in attività di ricerca) è possibile ottenere un visto annuale da residente in Portogallo e dopo altri 5 anni persino un passaporto da cittadino. Ed è così che già circa 4mila cinesi sono riusciti a “entrare” nel Vecchio Continente.
Insomma: giovani e meno giovani, geek squattrinati e milionari. E ora persino le celebrities, come Michael Fassbender (tedesco-irlandese) e Alicia Vikander (svedese) che hanno deciso di mettere casa insieme proprio qui, nello storico quartiere dell’Alfama. L’Huffington Post Usa titola: Brand “Portugal” on the rise. Il marchio lusitano è in crescita. Come l’umore. E così, invece di Pessoa o di una strofa di fado, per rappresentare l’uscita del paese dalla crisi ti citano il nuovo “poeta” nazionale. Cristiano Ronaldo, campione d’Europa e 5 volte Pallone d’Oro, che a inizio anno ha twittato: «Per quanto forte è la tempesta, il sole torna sempre a brillare».
 

TUTTI I NUMERI

+400%

La crescita dei fondi destinati alle startup in Portogallo nell’ultimo biennio
 
200 milioni

La somma stanziata nel 2015 dal governo portoghese per lanciare “Lisbona capitale delle startup”, soldi messi a disposizione di giovani provenienti da ogni angolo del mondo
 
25%

Il risparmio medio per l’affitto di una casa, rispetto a Roma o Milano; il costo della vita a Lisbona è del 30% inferiore rispetto alle principali città europee
 
183

Sono i giorni di “residenza non abituale” in Portogallo per usufruire dell’esenzione fiscale sulla pensione, per 10 anni
 
50mila

Il numero stimato di pensionati europei che avrebbero scelto Lisbona  come buen retiro: tra questi 6.800 italiani.