MILANO - I mercati europei riescono a chiudere positivi dopo la cautela dell'apertura, suggerita dale incertezze sull'ennesimo rischio-shutdown negli Stati Uniti, il blocco delle attività dell'amministrazione che deve essere rifinanziato per legge.
Milano termina gli scambi in rialzo dello 0,5%, Londra aggiunge lo 0,39%, Francoforte l'1,2% e Parigi lo 0,58%. Quando terminano le contrattazioni europee, Wall Street è incerta: il Dow Jones gira in rosso dello 0,15%, lo S&P500 aggiunge lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,3%. Sul mercato dei bond, i Treasury americani si stabilizzano dopo la risalita dei rendimenti verso il 2,65%, mentre il dollaro è nel mezzo di una due giorni di debolezza. Sul calo dei prezzi dei titoli di Stato americani (e quindi sul rialzo dei tassi) pesano i ragionamenti degli investitori circa un ritorno dell'inflazione e la crescita sostenuta che si respira a livello globale. A Piazza Affari, Geox viene colpita dalle vendite dopo l'avvicendamento ai vertici e i numeri del 2017, mentre resta in buona evidenza Fca.
A fine giornata Wall Street chiude in territorio positivo. Il Dow Jones guadagna lo 0,21% a 26.071,52 punti, il Nasdaq è a +0,55% a 7.336,38 punti così come lo S&P 500 che guadagna a sua volta lo 0,44% a 2.810,29 punti.
Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 140 punti con un rendimento all'1,96%. Missione compiuta per la Spagna: lo spread tra Bonos e Bund torna ai minimi dal 2010, prima che scoppiasse la crisi del debito sovrano in Europa. L'euro chiude stabile a 1,2239 dollari e 135,42 yen.
Il Bitcoin, protagonista di una violenta correzione negli ultimi giorni, si è stabilizzato di nuovo sopra 11mila dollari. Continuano però a giungere nuovi indizi di un giro di vite sulle criptovalute della Banca centrale cinese: secondo una nota interna emessa mercoledì scorso dall'istituto che regola la politica monetaria di Pechino, i servizi di trading di criptovalute offerti dalle banche cinesi sono oggi "severamente proibiti" e gli istituti di credito devono prevenire che vengano usati i canali di pagamento per le transazioni in criptovalute. Le banche, spiega ancora la nota a cui ha avuto accesso il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, devono "aumentare i controlli sulle transazioni e chiudere tempestivamente i canali di pagamento una volta che si è scoperto un sospetto scambio di criptovalute". Anche dalla Sec americana arrivano segnali di preoccupazione: la Consob Usa ha parlato di "questioni da esaminare sulla protezione degli utenti" e di "domande estremamente significativi" sul futuro dei fondi legati alle criptovaluta, bloccando gli Etf in rampa di lancio.
Stamattina la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in leggero rialzo nell'ultima seduta della settimana, nonostante la correzione degli indici azionari statunitensi e in vista di maggiori indicazioni dalla stagione delle trimestrali in Giappone. L'indice Nikkei ha segnato una variazione appena positiva dello 0,19%, a quota 23.808,06. Sul mercato dei cambi lo yen si è portato poco sotto un valore di 111 sul dollaro, mentre è stabile sulla moneta unica, intono a quota 135.
Come accennato, ieri a Wall Street aveva pesato il rischio di uno shutdown, la paralisi del governo federale che potrebbe scattare domani alla mezzanotte a Washington, le sei del mattino di sabato in Italia. I legislatori devono trovare un accordo per continuare a finanziare, anche solo temporaneamente, la pubblica amministrazione. Alla Camera è passata una proposta che però il Senato potrebbe bloccare; si tratta in ogni caso solo di un provvedimento che offre un supplemento di tempo - fino a metà febbraio - per trovare una soluzione più stabile. Possibile che le forze che si oppongono a Trump, spiega Bloomberg, forti dei numeri al Senato lo usino come leva per forzare il presidente sulle posizioni anti-immigrati. A mercati ormai chiusi, Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, ha spiegato che serviranno tre rialzi dei tassi nel 2018 e altri tre nel 2019; la stima mediana comunicata dalla Banca centrale per l'anno in corso è di tre strette e per il prossimo di due. Secondo lei, le politiche fiscali nei prossimi due anni avranno un impatto positivo dello 0,25-0,5% sulla crescita Usa e l'inflazione raggiungerà un tasso di crescita annua del 2% tra 12 o 24 mesi. Arrivato a cedere 168 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 97,84, lo 0,37%, mantenendo comunque la soglia di 26mila. Lo S&P500 ha limato lo 0,16% e il Nasdaq lo 0,03%.
Dal fronte macro si segnala che in Germania l'indice dei prezzi alla produzione ha segnato a dicembre una crescita mensile dello 0,2% rispetto al +0,1% registrato a novembre, in linea con le attese del mercato. Su base annua il dato è cresciuto del 2,3% contro il +2,5% della passata rilevazione. Bankitalia pubblica il bollettino trimestrale con stime sul Pil italiano in crescita dell'1,5% quest'anno. La fiducia delle famiglie calcolata dall'Università del Michigan negli Stati Uniti segna un calo a 94,4 punti, sotto le stime. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono calate dell'1,5% a dicembre sul mese, peggio delle attese, guidate da cibo e beni di consumo.
Quando gli scambi europei volgono al termine il prezzo del petrolio è in calo, dopo i dati di ieri sulle scorte settimanali Usa. Le scorte sono in calo ma pesa l'aumento della produzione Usa. Al Nymex il Light crude Wti cede 70 cent a 63,25 dollari e il Brent cala di 72 cent a 69,52 dollari al barile. L'oro è in progresso dello 0,34% in Asia a 1.331,63 dollari per oncia.
Milano termina gli scambi in rialzo dello 0,5%, Londra aggiunge lo 0,39%, Francoforte l'1,2% e Parigi lo 0,58%. Quando terminano le contrattazioni europee, Wall Street è incerta: il Dow Jones gira in rosso dello 0,15%, lo S&P500 aggiunge lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,3%. Sul mercato dei bond, i Treasury americani si stabilizzano dopo la risalita dei rendimenti verso il 2,65%, mentre il dollaro è nel mezzo di una due giorni di debolezza. Sul calo dei prezzi dei titoli di Stato americani (e quindi sul rialzo dei tassi) pesano i ragionamenti degli investitori circa un ritorno dell'inflazione e la crescita sostenuta che si respira a livello globale. A Piazza Affari, Geox viene colpita dalle vendite dopo l'avvicendamento ai vertici e i numeri del 2017, mentre resta in buona evidenza Fca.
A fine giornata Wall Street chiude in territorio positivo. Il Dow Jones guadagna lo 0,21% a 26.071,52 punti, il Nasdaq è a +0,55% a 7.336,38 punti così come lo S&P 500 che guadagna a sua volta lo 0,44% a 2.810,29 punti.
Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 140 punti con un rendimento all'1,96%. Missione compiuta per la Spagna: lo spread tra Bonos e Bund torna ai minimi dal 2010, prima che scoppiasse la crisi del debito sovrano in Europa. L'euro chiude stabile a 1,2239 dollari e 135,42 yen.
Il Bitcoin, protagonista di una violenta correzione negli ultimi giorni, si è stabilizzato di nuovo sopra 11mila dollari. Continuano però a giungere nuovi indizi di un giro di vite sulle criptovalute della Banca centrale cinese: secondo una nota interna emessa mercoledì scorso dall'istituto che regola la politica monetaria di Pechino, i servizi di trading di criptovalute offerti dalle banche cinesi sono oggi "severamente proibiti" e gli istituti di credito devono prevenire che vengano usati i canali di pagamento per le transazioni in criptovalute. Le banche, spiega ancora la nota a cui ha avuto accesso il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, devono "aumentare i controlli sulle transazioni e chiudere tempestivamente i canali di pagamento una volta che si è scoperto un sospetto scambio di criptovalute". Anche dalla Sec americana arrivano segnali di preoccupazione: la Consob Usa ha parlato di "questioni da esaminare sulla protezione degli utenti" e di "domande estremamente significativi" sul futuro dei fondi legati alle criptovaluta, bloccando gli Etf in rampa di lancio.
Stamattina la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in leggero rialzo nell'ultima seduta della settimana, nonostante la correzione degli indici azionari statunitensi e in vista di maggiori indicazioni dalla stagione delle trimestrali in Giappone. L'indice Nikkei ha segnato una variazione appena positiva dello 0,19%, a quota 23.808,06. Sul mercato dei cambi lo yen si è portato poco sotto un valore di 111 sul dollaro, mentre è stabile sulla moneta unica, intono a quota 135.
Come accennato, ieri a Wall Street aveva pesato il rischio di uno shutdown, la paralisi del governo federale che potrebbe scattare domani alla mezzanotte a Washington, le sei del mattino di sabato in Italia. I legislatori devono trovare un accordo per continuare a finanziare, anche solo temporaneamente, la pubblica amministrazione. Alla Camera è passata una proposta che però il Senato potrebbe bloccare; si tratta in ogni caso solo di un provvedimento che offre un supplemento di tempo - fino a metà febbraio - per trovare una soluzione più stabile. Possibile che le forze che si oppongono a Trump, spiega Bloomberg, forti dei numeri al Senato lo usino come leva per forzare il presidente sulle posizioni anti-immigrati. A mercati ormai chiusi, Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, ha spiegato che serviranno tre rialzi dei tassi nel 2018 e altri tre nel 2019; la stima mediana comunicata dalla Banca centrale per l'anno in corso è di tre strette e per il prossimo di due. Secondo lei, le politiche fiscali nei prossimi due anni avranno un impatto positivo dello 0,25-0,5% sulla crescita Usa e l'inflazione raggiungerà un tasso di crescita annua del 2% tra 12 o 24 mesi. Arrivato a cedere 168 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 97,84, lo 0,37%, mantenendo comunque la soglia di 26mila. Lo S&P500 ha limato lo 0,16% e il Nasdaq lo 0,03%.
Dal fronte macro si segnala che in Germania l'indice dei prezzi alla produzione ha segnato a dicembre una crescita mensile dello 0,2% rispetto al +0,1% registrato a novembre, in linea con le attese del mercato. Su base annua il dato è cresciuto del 2,3% contro il +2,5% della passata rilevazione. Bankitalia pubblica il bollettino trimestrale con stime sul Pil italiano in crescita dell'1,5% quest'anno. La fiducia delle famiglie calcolata dall'Università del Michigan negli Stati Uniti segna un calo a 94,4 punti, sotto le stime. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono calate dell'1,5% a dicembre sul mese, peggio delle attese, guidate da cibo e beni di consumo.
Quando gli scambi europei volgono al termine il prezzo del petrolio è in calo, dopo i dati di ieri sulle scorte settimanali Usa. Le scorte sono in calo ma pesa l'aumento della produzione Usa. Al Nymex il Light crude Wti cede 70 cent a 63,25 dollari e il Brent cala di 72 cent a 69,52 dollari al barile. L'oro è in progresso dello 0,34% in Asia a 1.331,63 dollari per oncia.