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(ansa)

Amazon, bracciale elettronico per controllare i dipendenti

Il sistema servirebbe a trovare rapidamente la  merce. Ma è polemica. Gentiloni: la sfida è la qualità del lavoro 
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ROMA. "I ricavi delle imprese potrebbero crescere del 38% entro il 2020, a patto che investano sull'intelligenza artificiale e su un'efficace cooperazione uomo-macchina". Giusto una settimana fa dalle nevi di Davos, candido e innocente sfondo alle grisaglie di uomini d'affari e statisti atterrati al World Economic Forum, una ricerca internazionale (targata Accenture Strategy) annunciava questa mirabolante previsione. È di ieri la notizia che ci fa intravedere quale prezzo rischiamo di pagare, in qualità di lavoratori, per raggiungere certi risultati. Amazon, il gigante del commercio online inventato da Jeff Bezos (quasi 150 miliardi di dollari di fatturato globale), ha brevettato un braccialetto wireless per velocizzare la ricerca dei prodotti stoccati nei magazzini dai dipendenti: il braccialetto sarà in grado di monitorare con precisione dove si mettono le mani, grazie a una vibrazione che le guiderà nella giusta direzione.

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ROMA. "I ricavi delle imprese potrebbero crescere del 38% entro il 2020, a patto che investano sull'intelligenza artificiale e su un'efficace cooperazione uomo-macchina". Giusto una settimana fa dalle nevi di Davos, candido e innocente sfondo alle grisaglie di uomini d'affari e statisti atterrati al World Economic Forum, una ricerca internazionale (targata Accenture Strategy) annunciava questa mirabolante previsione. È di ieri la notizia che ci fa intravedere quale prezzo rischiamo di pagare, in qualità di lavoratori, per raggiungere certi risultati. Amazon, il gigante del commercio online inventato da Jeff Bezos (quasi 150 miliardi di dollari di fatturato globale), ha brevettato un braccialetto wireless per velocizzare la ricerca dei prodotti stoccati nei magazzini dai dipendenti: il braccialetto sarà in grado di monitorare con precisione dove si mettono le mani, grazie a una vibrazione che le guiderà nella giusta direzione.

In pratica, quando verrà effettuato un ordine su Amazon, i dettagli saranno trasmessi sul mini computer al polso del dipendente che, così, scatterà a prendere la merce, collocarla in una scatola e passare poi alla mansione successiva. Secondo GeekWire, il sito di tecnologia che ha visionato il prototipo, il braccialetto consentirà teoricamente anche di sorvegliare i lavoratori. Insomma, la versione 4.0 della fabbrica che stritolava Charlie Chaplin in "Tempi moderni", oltre che l'ennesima incursione della dittatura dell'algoritmo nel mondo del lavoro. Solo fantascienza fino a qualche anno fa, un dato di fatto ora. Anche in Italia, dove a luglio già si era polemizzato per il microchip nascosto nei camici degli addetti dell'Ospedale Galliera a Genova e dove la notizia del braccialetto Amazon è piombata in piena campagna elettorale, scatenando la fiera delle dichiarazioni estemporanee. Peraltro alla vigilia del vertice che oggi metterà intorno a un tavolo, a Roma, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e i vertici di Amazon Italia per discutere delle condizioni di lavoro nel nostro Paese. "La sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto", ha commentato il premier Paolo Gentiloni. Poletti a proposito di controllo a distanza dei lavoratori, ha ricordato che "per avere determinate possibilità serve un accordo con i sindacati e, oppure, l'autorizzazione delle autorità competenti". In realtà, il Jobs Act dice alle aziende che per tracciare l'operato e la disciplina dei propri dipendenti via computer, cellulari o sistemi di conteggio degli accessi (esclusa, dunque, la videosorveglianza) non è necessario passare per un accordo sindacale o per un placet ministeriale: basta l'accordo con il singolo lavoratore.

Scontata, dunque, la levata di scusi dei sindacati di fronte alla notizia che arriva da Amazon: "Ne penso tutto il male possibile" ha detto Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil; "Una cosa che si commenta da sola", ha detto, lapidaria, Susanna Camusso, leader della Cgil. "Va rispettato il modello di relazioni industriali che esiste nel nostro Paese", ha messo le mani avanti la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan". È sceso in campo anche il leader della Lega, Matteo Salvini: "Uomini o schiavi? Voglio restituire dignità al lavoro, alcune multinazionali sfruttano, spremono e poi rottamano. Basta!". Forse qualcuno dovrebbe avvertire l'"anti-europeista" Salvini, che un aiuto sul fronte della tutela dei lavoratori nei controlli digitali arriverà a maggio proprio da Bruxelles, con un Regolamento Ue che, aggiornando la direttiva del 1995 (praticamente la preistoria dell'era delle dot-com), fisserà nuovi paletti per la tutela dagli abusi nello sfruttamento dei dati personali. Anche nel campo del lavoro. "Le informazioni - avverte in proposito Emanuele Dagnino, ricercatore di Adapt - potrebbero essere utilizzate per capire fino a che punto è possibile "spremere" un dipendente o per selezionare solo i dipendenti che si prestino a più elevati standard di performance". Tu chiamala se vuoi, de-umanizzazione del lavoro.