MILANO - "Anche se si è rafforzata la nostra fiducia che l'inflazione convergerà verso l'obiettivo" del 2%, "non possiamo ancora dichiarare vittoria su questo fronte". Ne è convinto il presidente della Bce Mario Draghi, intervenuto oggi in audizione al Parlamento europeo. Dopo un aumento al 2% all'inizio del 2017, da maggio fluttua tra 1,3% e 1,5%, e "nuovi venti contrari" sono nati dalla recente volatilità nei tassi di cambio "le cui implicazioni per le prospettive a medio termine perla stabilità dei prezzi richiedono uno stretto monitoraggio".
L'ex governatore di Bankitalia si è comunque detto soddisfatto della crescita dell'area euro. "L'economia dell'eurozona si sta espandendo in maniera robusta, con tassi di crescita più forti di quanto non ci si aspettasse in precedenza e significativente sopra il potenziale", ha aggiunto ancora Draghi. Secondo dati preliminari, ha ricordato Draghi, il pil reale dell'eurozona è cresciuto del 2,5% nel 2017 contro il +1,7% previsto a dicembre 2016 dallo staff della Bce.
"L'espansione economica è ampiamente diffusa - ha detto Draghi - è il grado di dispersione dei tassi di crescita fra i vari paesi è ai livelli più bassi da 20 anni. Come conseguenza, vediamo crescita positiva in oltre l'85% dei settori dell'economia dell'eurozona contro una media storica del 74%".
Sul fronte bancario Draghi ha quindi rimarcato i passi ancora da fare sul fronte degli npl. Nonostante l'ambiente ciclico migliorato e il sostanzioso rafforzamento della capacità di assorbire gli shock - ha detto il presdiente Bce -, il settore bancario Ue "continua ad affrontare sfide strutturali", come "gli alti stock di crediti deteriorati" che "deve essere ulteriormente ridotto e nuovi stock devono essere evitati". Per questo servono "sforzi aggiuntivi di banche, supervisori, regolatori e legislatori per creare un ambiente in cui gli npl possano essere smaltiti".
L'ex governatore di Bankitalia si è comunque detto soddisfatto della crescita dell'area euro. "L'economia dell'eurozona si sta espandendo in maniera robusta, con tassi di crescita più forti di quanto non ci si aspettasse in precedenza e significativente sopra il potenziale", ha aggiunto ancora Draghi. Secondo dati preliminari, ha ricordato Draghi, il pil reale dell'eurozona è cresciuto del 2,5% nel 2017 contro il +1,7% previsto a dicembre 2016 dallo staff della Bce.
"L'espansione economica è ampiamente diffusa - ha detto Draghi - è il grado di dispersione dei tassi di crescita fra i vari paesi è ai livelli più bassi da 20 anni. Come conseguenza, vediamo crescita positiva in oltre l'85% dei settori dell'economia dell'eurozona contro una media storica del 74%".
Sul fronte bancario Draghi ha quindi rimarcato i passi ancora da fare sul fronte degli npl. Nonostante l'ambiente ciclico migliorato e il sostanzioso rafforzamento della capacità di assorbire gli shock - ha detto il presdiente Bce -, il settore bancario Ue "continua ad affrontare sfide strutturali", come "gli alti stock di crediti deteriorati" che "deve essere ulteriormente ridotto e nuovi stock devono essere evitati". Per questo servono "sforzi aggiuntivi di banche, supervisori, regolatori e legislatori per creare un ambiente in cui gli npl possano essere smaltiti".