ROMA - La marcia trionfale di Ryanair rallenta ma non si ferma. Nonostante la protesta dei piloti dell'autunno scorso e il caos dei riposi del personale di cabina - costato 20mila voli in meno e una previsione di 45 milioni di euro in uscita per accordi sindacali - il vettore irlandese fa il pieno e resta a galla ben oltre le previsioni. Nel terzo trimestre fiscale l'utile netto è salito del 12% annuo fino a toccare i 105,6 milioni di euro, una decina in più delle previsioni degli analisti. Il traffico è cresciuto del 6% a 30,4 milioni di passeggeri con un load factor da tutto esaurito che ha raggiunto ormai il 96% (+1%). I ricavi del trimestre sono cresciuti del 4% annuo a 1,4 miliardi di euro. Il cda ha anche approvato un'operazione di riacquisto delle azioni pari a 750 milioni di euro che prenderà il via a febbraio per finire a ottobre inoltrato.
Ma nonostante gli sforzi Ryanair non è riuscita a riconquistare la vetta per numero di passeggeri in Europa nel 2017. Lufthansa si è confermata prima sia per fatturato che per numero di viaggiatori anche se la differenza tra la compagnia tedesca e quella di Dublino è circoscritta a un pugno di passeggeri.
Le previsioni per il 2018, quindi, rimangono prudenti, soprattutto per il peso delle trattative sindacali che prenderanno il via nei grani Paesi europei dove Ryanair ha una presenza massiccia di voli, come in Irlanda, Italia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo che seguiranno le intese già siglate nel Regno Unito. La linea aerea punta per l'anno fiscale in corso ad una crescita dell'8% per il traffico passeggeri, fino a quota 130 milioni di unità, che era uno dei target previsti per il 2017.
"E' diventato chiaro a dicembre - dice l'amministratore delegato, Michael O'Leary - che la maggioranza dei piloti voleva essere rappresentata da un sindacato. Mantenendo inalterata la nostra politica che prevede il riconoscimento dei sindacati solo in presenza di una volontà della maggioranza, abbiamo incontrato i sindacati di piloti in Irlanda, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Germania, Belgio, Portogallo e Francia per trovare il modo di discutere con loro. Abbiamo concluso un primo accordo in Gran Bretagna con Balpa, al quale fanno riferimento il 25% dei nostri piloti".
Ora si guarda alle nuove rotte che restano fondamentali per la crescita. Con l'arrivo di 9 nuovi Boeing 737-800 e le crisi di Alitalia, Air Berlin e Monarch, in Italia, Germania e Gran Bretagna si aprono nuovi orizzonti, tratte e investimenti. Come in Polonia, a Poznan e la prossima apertura di una base, la 87esima in Europa, a Burgas (Bulgaria). Tra le ultime novità va segnalato, infine, il nuovo collegamento verso la Giordania, il 34esimo Paese servito da Ryanair.
Ma nonostante gli sforzi Ryanair non è riuscita a riconquistare la vetta per numero di passeggeri in Europa nel 2017. Lufthansa si è confermata prima sia per fatturato che per numero di viaggiatori anche se la differenza tra la compagnia tedesca e quella di Dublino è circoscritta a un pugno di passeggeri.
Le previsioni per il 2018, quindi, rimangono prudenti, soprattutto per il peso delle trattative sindacali che prenderanno il via nei grani Paesi europei dove Ryanair ha una presenza massiccia di voli, come in Irlanda, Italia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo che seguiranno le intese già siglate nel Regno Unito. La linea aerea punta per l'anno fiscale in corso ad una crescita dell'8% per il traffico passeggeri, fino a quota 130 milioni di unità, che era uno dei target previsti per il 2017.
"E' diventato chiaro a dicembre - dice l'amministratore delegato, Michael O'Leary - che la maggioranza dei piloti voleva essere rappresentata da un sindacato. Mantenendo inalterata la nostra politica che prevede il riconoscimento dei sindacati solo in presenza di una volontà della maggioranza, abbiamo incontrato i sindacati di piloti in Irlanda, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Germania, Belgio, Portogallo e Francia per trovare il modo di discutere con loro. Abbiamo concluso un primo accordo in Gran Bretagna con Balpa, al quale fanno riferimento il 25% dei nostri piloti".
Ora si guarda alle nuove rotte che restano fondamentali per la crescita. Con l'arrivo di 9 nuovi Boeing 737-800 e le crisi di Alitalia, Air Berlin e Monarch, in Italia, Germania e Gran Bretagna si aprono nuovi orizzonti, tratte e investimenti. Come in Polonia, a Poznan e la prossima apertura di una base, la 87esima in Europa, a Burgas (Bulgaria). Tra le ultime novità va segnalato, infine, il nuovo collegamento verso la Giordania, il 34esimo Paese servito da Ryanair.