Le Borse Ue chiudono in volata, Wall Street chiude negativa
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIMilano guadagna il 2,86%. La pressione sui Treasury si è allentata. Rallenta la produzione industriale tedesca
MILANO - Le Borse europee chiudono in buon rialzo grazie alla lena positiva di Wall Street, dopo la grande paura del lunedì nero legata alle aspettative di rialzo dei tassi in seguito alle prime vere pressioni inflazionistiche che si vedono dal rialzo dei salari Usa. Milano termina gli scambi in crescita del 2,86%, maglia rosa europea, con Telecom, BancoBpm, Intesa ed Exor sugli scudi. Londra sale dell'1,93%, Francoforte dell'1,6% e Parigi dell'1,8%. La Borsa americana, che ieri ha recuperato il 2,3% con il Dow Jones, chiude in territorio negativo una seduta volatile sulla quale hanno pesato il balzo del rendimenti su Treasury a 10 anni e l'accordo sul bilancio in Senato che aumenterà il debito di ulteriori 300 miliardi di dollari. Il Dow Jones perde lo 0,07% a 24.893,69 punti, il Nasdaq cede lo 0,90% a 7.051,98 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,50% a 2.681,62 punti.
Ieri anche sul fronte dei Treasury è tornata un po' di calm…
Ieri anche sul fronte dei Treasury è tornata un po' di calm…
MILANO - Le Borse europee chiudono in buon rialzo grazie alla lena positiva di Wall Street, dopo la grande paura del lunedì nero legata alle aspettative di rialzo dei tassi in seguito alle prime vere pressioni inflazionistiche che si vedono dal rialzo dei salari Usa. Milano termina gli scambi in crescita del 2,86%, maglia rosa europea, con Telecom, BancoBpm, Intesa ed Exor sugli scudi. Londra sale dell'1,93%, Francoforte dell'1,6% e Parigi dell'1,8%. La Borsa americana, che ieri ha recuperato il 2,3% con il Dow Jones, chiude in territorio negativo una seduta volatile sulla quale hanno pesato il balzo del rendimenti su Treasury a 10 anni e l'accordo sul bilancio in Senato che aumenterà il debito di ulteriori 300 miliardi di dollari. Il Dow Jones perde lo 0,07% a 24.893,69 punti, il Nasdaq cede lo 0,90% a 7.051,98 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,50% a 2.681,62 punti.
Ieri anche sul fronte dei Treasury è tornata un po' di calma, con il rendimento del decennale in lieve calo a 2,76%. In Asia gli scambi sono partiti con acquisti copiosi, in scia a questa seduta positiva americana, ma poi l'entusiasmo si è via via consumato e i listini hanno chiuso contrastati. Alla Borsa di Tokyo l'indice Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,16% a 21.645,37 punti, azzerando di fatto guadagni arrivati fino al +3%. Shanghai ha perso invece l'1,8%, Hong Kong ha chiuso in flessione dello 0,9%.
LEGGI. Il nuovo azzardo dei mercati si chiama volatilità
L'euro cede terreno nei confronti del dollaro, e chiude in ribasso essendo scambiato a 1,2292 dollari, in confronto a 1,2344 di fine seduta di ieri. Lo spread tra il Btp e il Bund scende sotto 130 punti base, segnando i minimi da settembre 2016. Il tasso sul decennale del Tesoro cala all'1,91%. Giova il 'cambio di direzione' sulle politiche europee annunciato dalla Grande Coalizione in Germania, mentre non si sentono ancora tensioni eccessive per le elezioni italiane. Nuovo record per lo yuan, che sfonda la barriera di 6,3 sul dollaro, pochi giorni dopo avere superato la soglia psicologica di 6,4, il 24 gennaio scorso. Il Bitcoin, ieri arrivato a picco sotto 6mila dollari, recupera oggi quota 8mila.
Tra i dati macroeconomici spicca la produzione industriale tedesca che è calata dello 0,6% in dicembre rispetto al mese precedente. Gli analisti intervistati dal fornitore di servizi finanziari Factset avevano previsto una flessione dello 0,5% su mese, dopo il balzo del 3,1% di novembre, rivisto dal 3,4%, e un aumento dell'1,2% in ottobre. In Italia si guarda invece alle vendite al dettaglio, che sono risultate deboli a dicembre. La Commissione europea ha intanto aggiornato le stime macroeconomiche stimando un +1,5% per il Pil italiano del 2018.
Il petrolio amplia i cali portandosi sui minimi di un mese. Il contratto marzo scivola del 2,2% a 62 dollari al barile. A pesare sulle quotazioni è l'aumento - il secondo consecutivo - delle scorte settimanali di greggio: nei sette giorni al 2 febbraio sono salite di 1,9 milioni di barili, meno del rialzo di 2,5 milioni di barili atteso dagli analisti. Il punto è che i calcoli del gruppo privato American petroleum institute, arrivati come di consueto un giorno prima, avevano mostrato una flessione di 1,1 milioni di barili portando alcuni a sperare in un calo del dato oggi diffuso dal governo Usa. Come se non bastasse, gli stock di benzina sono aumentati più del previsto (+3,4 milioni barili contro attese per +700.000) e quelli di distillati sono inaspettatamente cresciuti (+3,9 milioni di barili contro stime per un -1,1 milioni di barili).
Ieri anche sul fronte dei Treasury è tornata un po' di calma, con il rendimento del decennale in lieve calo a 2,76%. In Asia gli scambi sono partiti con acquisti copiosi, in scia a questa seduta positiva americana, ma poi l'entusiasmo si è via via consumato e i listini hanno chiuso contrastati. Alla Borsa di Tokyo l'indice Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,16% a 21.645,37 punti, azzerando di fatto guadagni arrivati fino al +3%. Shanghai ha perso invece l'1,8%, Hong Kong ha chiuso in flessione dello 0,9%.
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L'euro cede terreno nei confronti del dollaro, e chiude in ribasso essendo scambiato a 1,2292 dollari, in confronto a 1,2344 di fine seduta di ieri. Lo spread tra il Btp e il Bund scende sotto 130 punti base, segnando i minimi da settembre 2016. Il tasso sul decennale del Tesoro cala all'1,91%. Giova il 'cambio di direzione' sulle politiche europee annunciato dalla Grande Coalizione in Germania, mentre non si sentono ancora tensioni eccessive per le elezioni italiane. Nuovo record per lo yuan, che sfonda la barriera di 6,3 sul dollaro, pochi giorni dopo avere superato la soglia psicologica di 6,4, il 24 gennaio scorso. Il Bitcoin, ieri arrivato a picco sotto 6mila dollari, recupera oggi quota 8mila.
Tra i dati macroeconomici spicca la produzione industriale tedesca che è calata dello 0,6% in dicembre rispetto al mese precedente. Gli analisti intervistati dal fornitore di servizi finanziari Factset avevano previsto una flessione dello 0,5% su mese, dopo il balzo del 3,1% di novembre, rivisto dal 3,4%, e un aumento dell'1,2% in ottobre. In Italia si guarda invece alle vendite al dettaglio, che sono risultate deboli a dicembre. La Commissione europea ha intanto aggiornato le stime macroeconomiche stimando un +1,5% per il Pil italiano del 2018.
Il petrolio amplia i cali portandosi sui minimi di un mese. Il contratto marzo scivola del 2,2% a 62 dollari al barile. A pesare sulle quotazioni è l'aumento - il secondo consecutivo - delle scorte settimanali di greggio: nei sette giorni al 2 febbraio sono salite di 1,9 milioni di barili, meno del rialzo di 2,5 milioni di barili atteso dagli analisti. Il punto è che i calcoli del gruppo privato American petroleum institute, arrivati come di consueto un giorno prima, avevano mostrato una flessione di 1,1 milioni di barili portando alcuni a sperare in un calo del dato oggi diffuso dal governo Usa. Come se non bastasse, gli stock di benzina sono aumentati più del previsto (+3,4 milioni barili contro attese per +700.000) e quelli di distillati sono inaspettatamente cresciuti (+3,9 milioni di barili contro stime per un -1,1 milioni di barili).