Economia

Piloti e quote rosa: solo un pugno di donne alla cloche

Nel mondo dal 1960 a oggi sono cresciute di numero ma sono sempre troppo poche e soprattutto pagate meno dei colleghi uomini. Il caso easyJet, la compagnia più attenta ai diritti e alla parità di genere. In Alitalia sono 43

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MILANO - È passato più di un secolo da quando Emma Lillian Todd progettò un aereo. Era la prima donna a farlo. Poi, nel 1934, Helen Richey divenne pilota per una compagnia aerea commerciale statunitense: un altro record. Ma ancora oggi, nonostante tutti i cambiamenti, le “quote rosa” nei cieli rimangono una sfida aperta.

Negli Usa, per esempio, grazie ai dati della Faa (Federal Aviation Administration) e dell’Institute for Women of Aviation Worldwide relativi al 2016, sappiamo che le donne con licenza di pilota commerciale sono circa 6 mila, ovvero il 6,3% del totale. Sono invece oltre 6.800 quelle che possono far volare un aereo di linea (4,3%). Il dato balza, anche se rimane sempre minoritario rispetto al totale, se guardiamo alle studentesse delle scuole di volo: 15.971 unità (12,49%).

Negli ultimi decenni la tendenza relativa alle donne con licenza di pilota commerciale è chiara: una crescita continua dal 1960, quando rappresentavano lo 0,8%, fino al picco del 2010 (6,6%). Poi, una diminuzione di 0,3 punti percentuali nell’arco di sei anni. La situazione in Europa è sostanzialmente simile: il divario tra i “top gun” uomini e donne è ancora enorme. E la differenza di genere nei cieli si vede anche negli stipendi, con i maschi generalmente pagati meglio, non solo tra i piloti ma anche tra i dirigenti delle compagnie aeree.

Proprio su questo fronte ha fatto scalpore il caso di Johan Lundgren: il Ceo di easyJet si è recentemente tagliato il salario per tornare al livello di quello di Carolyn McCall, a cui è succeduto. È così passato da una retribuzione annua di 740 mila sterline, a 706 mila. “Voglio anche affermare il mio impegno per affrontare lo squilibrio di genere tra i nostri piloti”, ha detto Lundgren. “EasyJet ha fatto più delle altre compagnie di linea per provare ad attrarre donne nella carriera di pilota – ha aggiunto – Non solo desidero centrare il nostro obiettivo del 20% di femmine tra i nuovi piloti entro il 2020, ma anche fare meglio in futuro”.

Ma qual è la situazione delle quote rosa alla cloche in casa nostra? Alitalia, ad esempio, vanta 43 donne in cabina delle quali 10 sono comandanti e le restanti 33 primi ufficiali senza contare qualche nuovo ingresso di pilotesse dalla Accademia.